… l’ora di religioni

Gli ebrei italiani chiedono al Governo Prodi più laicità da parte dello Stato, con un segnale forte come sarebbe l’abolizione dell’ora di religione cattolica nelle scuole pubbliche [fonte AGI].
La richiesa mi sembra abbastanza condivisibile: non ho mai capito, infatti, perchè nella scuola italiana pubblica ci debba essere (anche se opzionale) l’ora di religione cattolica e non l’ora della storia delle religioni. Frutto dei Patti lateranensi l’abolizione dell’ora di religione sarebbe un passo in avanti, sostanziale, dello Stato verso il laicismo che tanto manca. La religione è, essenzialmente, un elemento che rientra nella sfera privata del singolo cittadino; lo Stato deve fornire le garanzie (ma anche le strutture e i fondi) affinche tutte le religioni possano esprimersi liberamente, senza discriminazioni e non deve favorire l’una a scapito di un’altra .
La religione non s’insegna nell’ora passata, distrattamente, nelle aulee delle nostre scuole dove tutti, quando arriva (se arriva) il prete vanno fuori o, quelli che restano, sbadigliano e fanno qualcos’altro: la religione s’insegna nelle case; è nelle famiglie che si tramanda il rispetto delle cose sacre. Quella dell’ora di religione cattolica è essenzialmente più un problema di affermazione politica che un’affermazione culturale: la nostra sensibilità religiosa è in noi stessi, nella famiglia, nella società. La scuola ha l’obbligo di indirizzarci, non d’imporci la religione.

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