Daily Archive for luglio 5th, 2006

Il procuratore federale ha chiesto …

Queste sono le richieste … non sono certo tenere. Il calcio nel mondo è una grande industria economica, forse negli ultimi anni lo è stata un po’ troppo: l’elemento economico ha prevalso nettamente su quello sportivo (credo che sia questa la ragione per la quale siamo arrivati al punto in cui siamo arrivati in Italia). E’ giusto che ci debba essere una punizione, non è giusto che ci sia una decapitazione dell’intero apparato. Non si può non tenere in conto che ci sono a rischio posti di lavoro, ci sono investimenti, risparmi che rischiano di annullarsi. Ci deve essere la punizione però dev’esserci anche la possibilità, per la società sportiva, di poter ricominciare a lavorare. Se ad una società sportiva oltre ai punti, vengono tolti i titoli e la si retrocede in una categoria inferiore è ovvio che tutti i giocatori (che sono gli investimenti della società) se ne vanno e con essi si distrugge il patrimonio della società stessa. I giudici debbono, se vogliono fare un processo giusto, trovare anche il giusto equilibrio fra la necessità di dare la pena esemplare (che ci dev’essere) e quella di dare la possibilità di poter ricominciare.

Capello says goodbye to Juventus

Fabio Capello si è dimesso: è il titolo che leggo dal CdS. Ma non aveva detto che sarebbe rimasto alla Juve? “Il mio futuro sarà sicuramente nella Juventus. Non vedo motivi per i quali io dovrei lasciare la Juve.” aveva dichiarato il 14 maggio di quest’anno … e invece, evidentemente, qualche motivo ci sarà stato.
Prima che la barca affondi i topi scappano …

La rivolta dei tassisti.

Taxi in rivolta contro la liberalizzazione delle licenze prevista del decreto competitività del ministro Pierluigi Bersani. La protesta ha assunto forme inaccettabili per la convivenza civile: ripetute interruzioni di un servizio pubblico (uno sciopero selvaggio senza preavviso) hanno generato un insopportabile traffico dentro e fuori le maggiori città italiane.
La preoccupazione derivante dalle nuove liberalizzazioni riguarda le nuove licenze: i tassisti vedono, da un giorno all’altro, diminuire il valore di mercato delle loro licenze (oltre che una diminuzione dei ricavi per l’aumentata concorrenza). Inoltre, se i comuni assegneranno le nuove licenze a titolo oneroso, magari a 100′000 euro l’una, sarà difficile pensare di aprire il mercato ai giovani; si rischia, anzi, di dare in mano a società di capitali tutto il mercato del trasporto privato.

Occorre, secondo me, per evitare un vero e proprio esproprio patrimoniale ai tassisti, prevedere un piano di ammortamento pluriennale che consenta, a chi ha pagato per avere una licenza, il rientro della quota versata. Il governo, in effetti, ha fornito ai comuni, con il decreto, un’arma per poter tentare di offrire, a chi oggi ha una licenza, la possibilità di espandersi ulteriormente e, nel contempo, favorire l’entrata nel mercato dei giovani con la formazione di un fondo per i finanziamenti. Lo strumento non sarà il migliore ma è uno strumento che vale la pena di provare. Se gli enti locali non sapranno nemmeno gestire l’aumento delle licenze sarà difficilissimo tentare l’introduzione di forme di liberalizzazione più complesse ed articolate.
Interessante, poi, è la proposta che fu formulata dall’economista Franco Romani: offrire una licenza, gratuitamente, a chi ne possiede già una. Si riuscirebbe così ad aumentare l’offerta, a fare un passo avanti verso la liberalizzazione e a non far sentire i tassisti espropriati di un bene acquisito con enormi sacrifici.