
La solita confusione, del giornalista generalista, tra persone diverse in ambito informatico.
Da Wikipedia: “Un hacker è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte [...] in tutti gli aspetti della sua vita”. Invece secondo la giornalista di Repubblica , Elena Dusi, un cracker è un hacker. L’articolo c’informa che è attivo, in Scozia, all’università di Abertay Dundee, un corso in sicurezza informatica. L’hacker, però, è descritto, già nel titolo, come un ladro (”Come i detective: conoscere bene i ladri per poterli fermare”
e, durante la lettura, è facile convincersi che, per la Dusi, vale l’equazione:
pirata informatico = hacker.
Ovviamente nulla di più sbagliato: è come dare del giornalaio ad un giornalista (anche se parecchi giornalisti farebbero bene ad andare a venderli i giornali) è come confondere un astronomo con un astrologo oppure un odontoiatra con un odontotecnico. Nel caso dell’hacker, poi, si scredita un’intera categoria di “geni” (”Se Gauss fosse vivo oggi, sarebbe un hacker” ha detto Peter Sarnak) che, nel pieno della legalità, opera per aiutare, ad esempio, gli amministratori di una rete a prender coscienza di un problema di sicurezza oppure per offrire alla collettività, nuove funzionalità ad un software esistente; tutto questo sempre e comunque con lo spirito di chi ha interesse a mettere in condivisione delle informazioni.
Ma queste sono cose che quasi tutti sanno …
Segnalo: Eric Steven Raymond - Come diventare un hacker (vers. italiana) (vers. inglese).
Approposito, giusto per dare un senso al titolo di questo post, la differenza fondamentale tra un hacker e un cracker è questa: gli hacker costruiscono le cose, i cracker le rompono.










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