Archivio per giorni: 18 Luglio 2006

Nuovo recod per la benzina

Il monitoraggio del ministero dello Sviluppo Economico ha rilevato che il prezzo al litro del carburante, ai distributori Api e IP, č di 1.409 euro/litro … Il precedente record era pari a 1,399. “Presto faremo due chiacchiere con i petrolieri e perché no anche con i benzinai”, ha dichiarato, questa mattina, Bersani. Speriamo che non ci tocca assistere (e subire) ad un’altra serie di sciperi selvaggi, ad un caos infernale nelle cittŕ e lungo le strade per poi ritrovarci, comunque, con il prezzo alto della benzina: un altro pareggio, insomma.

la quiete dopo la tempesta …

I conducenti sono in festa ed esultano: “abbiamo vinto” … il ministro Bersani, intanto, crede di aver pareggiato e si sente soddisfatto (”Io sono sempre per i pareggi, ma č necessario che siano buoni e utili affinché le cose comincino a cambiare”). Alla fine il decreto verrŕ midificato. Il governo č stato messo all’angolo e il messaggio a tutte le altre categorie, bersaglio delle liberalizzazioni, č chiarissimo: “fate come i tassisti, e vi daremo quello che chiederete” (anzi, vedendo la foto del tassista in croce, mi verrebbe da dire: “fate questo in memoria di me”) . Certo che questo decreto č abbastanza strano:

  1. č, innanzitutto, un decreto e quindi va votato dal parlamento ( e questo governo non sembra molto intenzionato a far votare i 945 deputati e senatori) ;
  2. il suo impatto e’ minimo sui mercati;
  3. questo decreto č saltato fuori all’improvviso, senza una concertazione preventiva con le parti coinvolte;
  4. l’accordo coi tassisti č stato quasi immediato e tutti (governo e sindacati) sono felici dell’accordo.

Non vorrei che la ragion d’essere di questo decreto sia soltanto quella di far passare l’idea che “questo governo ha fatto le liberalizzazioni” che il governo Berlusconi, invece,  non ha fatto oppure che sia servito per coprire le divisioni  interne alla maggioranza sull’Afghanistan e sul rifinanziamento delle missioni all’estero.

crisi in medio oriente …

Hezbollah rifiuta le proposte internazionali di cessate il fuoco, giudicandole una “condizione israeliana”. Tale misura, fa sapere il gruppo islamico, concederebbe a Israele tempo per sottomettere il Libano. Intanto il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, garantisce, al siriano Bashar al Assad, il suo “appoggio totale di fronte a qualsiasi minaccia o aggressione” saldando, ufficialmente, l’asse tra Damasco e Teheran.