
Le vedi sfrecciare, pericolosamente, per le strade della città. Sono piccolissime, le chiamano “le minimoto“, fanno un rumore infernale. Sono perfette imitazioni delle moto dei campioni del MotoGP. A volte non riesci neanche a vederle dallo specchietto retrovisore. Qui a Napoli spopolano soprattutto tra i minorenni: le guidi senza patente, senza cosco e senza assicurazione. Ma non sono, assolutamente, omologate per essere usate come mezzo di trasporto: sono giocattoli “made in China”. Ma l’anarchia e il mito di Rossi, in questo paese, sanno come far arrichhire la gente che vende questi aggeggi infernali.
Leggo qui che una bambina di dieci anni è morta dopo una banale caduta proprio da una di queste minimoto. “Le era stata regalata un mese fa - leggo qui - da un parente, un dono tanto desiderato per una doppia festa: i dieci anni e la licenza elementare”. E’ assurdo.
Peccato che parecchi genitori perdano l’occasione di insegnare qualche cosa di buono ai loro figli. Peccato.










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Un commento
Il problema in Italia è uno solo: l’ignoranza.
Abito anch’io in uno di quei quartieri dove i genitori regalano minimoto a bambini che non hanno ancora 6 anni, li ho visti cadere, piangere, sfrecciare, come in bici, ma molto più velocemente e con una massa che non perdona, con pneumatici “slick” che non perdonano l’umido, la foglia, il tombino. Non un casco, una protezione qualsiasi.
Ciò che da anni è sempre stato uno sport, con le sue regole le sue piste le sue mini perfette (italiane) si è trasformato non per Valentino, ma per i cinesi in un carrozzone da circo. Non è possibile frequentare una pista, cìè più traffico che nell’ora di punta in tangenziale, non mancano litigi e minacce sia in pista che tra i genitori a bordo campo. Della passione iniziale è rimasta solo quella per la meccanica, da un anno non “giro” più mi stò dedicando solo alla costruzione amatoriale di un mezzo, che poi terrò probabilmente come soprammobile….