Quella di stasera è la notte di Halloween e quale modo migliore, per celebrare questa festa, il filmato di sopra, scovato su YouTube, che mostra la decomposizione di una zucca come memento mori: il simbolo della festa, la zucca, che dovrebbe esorcizzare la paura della morte, si decompone e diventa esso stesso incubo. Se avessi parlato di Holloween una decina di anni fa nessuno, dei miei conoscenti, avrebbe capito di cosa parlavo: questa festività, importata da paesi lontani, è oramai visceralmente intessuta con il nostro immaginario solo da pochissimo tempo ed è divenuta, inspigabilmente, uno dei momenti più importanti dell’anno liturgico anche se non appartiene a nessuna liturgia ortodossa. Il macabro fa parte dell’esorcismo quotidiano che tutti facciamo per allontanare le paure ed il mortifero e questa festa pare che riesca a stuzzicare e a divertire -stranamente- soprattutto i bambini. Però, con questo caldo – sono ancora vestito come a luglio, praticamente – vedere le vetrine stacolme di zucche sdentate e colorate, che mi ricordano il solstizio d’inverno, le feste nordiche e le saghe delle streghe, sento un certo disorientamento spazio-temporale e vivo un senso di devastazione del tempo tanto da sentirmi quasi come abitante di un universo parallelo: so che da domani, le vetrine si caricheranno di allegri babbi natali e io stò ancora con la camicetta a maniche corte e con i pantaloni di cotone leggero: c’è qualcosa che non funziona … nel nostro tempo.
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