
A leggere le notizie di ieri sera, sembrava che ci fosse in atto, all’aeroporto di Brindisi, un’azione di protesta contro il papa da parte di un gruppo di mussulmani turchi risentiti dalle, oramai, celebri dichiarazioni di Benedetto XVI. Tutti a puntare il dito contro la Turchia-mussulmana-infedele, assetata di vendetta e di odio contro il Santo padre. C’erano, finànco, voci che mettevano in dubbio la visita del pontefice in Turchia. Insomma sembrava quasi che tutto il popolo turco si fosse stipato in quell’aereo e fosse pronto ad immolarsi pur di protestare contro Benedetto XVI. Stamani, scopro, invece, che il dirottatore, Hakan Ekinci (era uno solo), è si turco ma s’è dichiarato di fede cristiana, non aveva alcun messaggio da consegnare al papa e che l’unico suo intento era quello di dichiararsi “prigioniero politico”. Certo è che quando si vuole montare (ad arte?) un caso internazionale (cavalcando alcune idee preconcette) basta veramente poco: la Turchia da parte offesa (un turco ha minacciato la vita di 113 persone a bordo di un aereo battente bandiera turca) s’è ritrovata, per alcune ore, ad essere additata come la responsabile di un atto terroristico contro il papa. E si continua ancora oggi, dopo che il caso s’è smontato come la maionese, ad insistere sul rapporto tra la santa sede e il dirottamento, sulla visita del papa in Turchia e il gesto folle ed isolato del turco-cristiano. A pensar male si fa peccato, è vero, ma spesso ci si azzecca, dice il proverbio. Così io mi domando e dico: non è che si vuole prendere a pretesto il gesto di questo folle per ostacolare l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea? non è che il dibattito che ne verrà fuori riporterà, nuovamente, la questione delle radici cristiane europee?
Turchia, Islam, Dirottamento, Hakan Ekinci, radici cristiane, Benedetto XVI











![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss.png)
4 commenti
fintanto che la turchia prevede nel proprio ordinamento giudiziario la pena di morte e le torture (anke se ovviamente sempre negate , ma vedi il caso Ocalan) è giusto che nn entri a far parte dell’Unione Europea.
la Turchia, caro Alfredo, ha commutato la sentenza di condanna a morte del leader curdo Abdullah Ocalan in ergastolo. In Turchia NON è più in contemplata la pena di morte dal codice penale sia di pace che di guerra (cosa, quest’ultima, non vera per l’Italia) …
E nn e vero che Ocalan in carcere è stato torturato e narcotizzato.E poi Biagio mica mi vuoi dire che la Turchia ci deve insegnare cosa e la democrazia? E vero è un paese che è “democratico” ma nn dobbbiamo mica prenderlo come esempio!
E nn e vero che Ocalan in carcere è stato torturato e narcotizzato?.E poi Biagio mica mi vuoi dire che la Turchia ci deve insegnare cosa e la democrazia? E vero è un paese che è “democratico” ma nn dobbbiamo mica prenderlo come esempio!