E’ un bersaglio, lo vogliono ammazzare: avevo sentito raccontare (vox populi) che c’era chi girava in macchina con la sua foto perchè lo dovevano sparare: non avevo creduto a queste voci, non ci volevo credere. E invece stamani l’Espresso ha dato l’ufficialità che mancava a quella notizia (vox dei): un ragazzo bersaglio dei killer della camorra perchè, con le sue parole, è riuscito a scuotere l’opinione pubblica. Il suo libro, Gomorra, ha mostrato (e dimostrato) tutto il marcio che circola, sotterraneo, in questa terra (la mia terra) martoriata, infangata, deturpata, oltraggiata, violentata e soffocata dagli interessi dei potenti malavitosi. Vigliacchi. Vorrebbero eliminarlo per mettere a tacere la verità: contrappongono la forza alla verità, rispondono con la violenza, sperano nel silenzio portato dal terrore. Roberto ha avuto il coraggio di gridare quel “non valete nulla” in faccia a chi, oggi, vorrebbe ammazzarlo … chi sta con Saviano e lotta da quest’altra parte della trincea ha il dovere, morale, di non lasciarlo solo, e di continuare a gridare, forte e con rabbbia: “non valete nulla …”.











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9 commenti
Allucinante, ma poi perchè?
Non riesco a capacitarmi del volume di affari che possa far muovere e vivere tanta violenza … è inaudito e fa davvero paura, molta. Ma hai ragione, star zitti non serve e ce ne vorrebbero tanti altri come questo “coraggioso ragazzo”.
L’ho visto l’anno scorso dalla Bignardi e l’ho trovato incredibilmente coraggioso. Ce ne vorrebero di più di personaggi così e poi voglio vederli “quelli” a tappezzare le macchine di fotografie!
Da Napoletana emigrante,quando l’ho visto la prima volta ( dalla Bignardi anche io) mi ha dato “quasi” fastidio la sua schiettezza, ho pensato ecco … un altro…
Poi l’ho riletto su Espresso e capito che forse aveva alzato in me un nervo scoperto …
Io mi auguro che lo stesso sentimento sia di tanti … anche se il mio vissuto mi dice altro.
Mauro: Roberto, col suo libro, ha trattato il problema della camorra come altri non avevano mai fatto: considerandola come una azienda … ha scavato tra carte processuali, ha fatto interviste, è andato nei luoghi dell’orrore, nella periferia napoletana, e ha mostrato quanto l’illegalità frutta, come l’illecito foraggi e arricchisce i malavitosi … tutto questo ha dato fastidio, ha suscitato la rabbia anche dei suoi stessi compaesani. Il sindaco di Napoli, ha “boicottato” fortissimamente il libro di Roberto (è stato messo in risalto anche nell’articolo di Repubblica di stamani) e ci sono certi negozianti del paese dove Roberto è nato che gli hanno chiesto “il piacere” di non andare più a spendere da loro … che schifo!
Francesc@: fino a che ci saranno disoccupazione, disagi, maluomori, sfiducia, la camorra avrà sempre manovalanza a bassissimo costo e sarà sempre come gridare nel deserto … purtroppo.
Carmen, credo di aver risposto anche alla tua preoccupazione: a queste “basse” latitudini siamo in parecchi a pensarla come te …
Purtroppo l’equazione che è molte volte soddisfatta è :
POLITICI =MALAVITOSI
per questo non si risolve mai niente
Sorry ma disoccupazione sfiducia e quant’altro io li chiamo alibi .
Penso piu’ candidamente che non esista piu’ lo ” scuorno” e che l’onestà morale e non, sia facilemente acquistabile.
Io vorrei sapere quale malavitoso che guadagna miliardi o piccolo spacciatore che guadagna milioni si piazzerebbe a lavorare a 1000 € al mese.
Certo Carmen, sono daccordo: c’è, in effetti, anche la questione del guadagno facile correlato alla perdita dei valori, ma anche questa è condizione figlia “del sistema”: cosa vuoi che ne sappiano di moralità, di valori, chi è costretto a vivere nell’emarginazione più totale, in quei quartieri squallidi della periferia, nelle “vele” della 167 … quale prospettiva, che futuro vuoi che abbiano? Col “ferro” si ottiene quello che “la fatica” non darebbe mai: è un circolo vizioso, una spiarale in cui è facile inabbissarsi e i miti, quelli dei boss miliardari, danno l’illusione, ai piccoli sfruttati, che un giorno anche loro potranno essere all’apice del successo, per riscattarsi di un destino maligno e beffardo.
Un trackback
[...] Ritorno su quanto scritto in merito alla vicenda dell’autore di Gomorra, Roberto Saviano, per sagnalarvi il sito Sosteniamo Roberto Saviano da cui è possibile firmare una lettera che è, in sostanza, un messaggio di solidarietà indirizzato a Roberto e per presa conoscenza al Presidente della Repubblica e ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati. Sono in tanti ad aver aderito all’appello, solidarizzando con lo scrittore napoletano: hanno firmato scrittori soprattutto, ma anche gente comune. C’è chi, però, per spirito di polemica sterile si ostina a proclamarsi contro anche a manifestazioni -spontanee- di questo tipo. E’ il caso di Umbero Eco che al Tg1 di ieri sera, ha spiegato pensoso il motivo per cui non c’è ragione che si mobilitino gli scrittori nel caso di Saviano così come invece fu fatto col caso di Rushdie. Ha pontificato Eco che, a differenza, appunto, di quanto accadde a Rushdie, nel caso del free lance napoletano si conoscono i nomi dei presunti mandanti e quindi occorre che lo stato faccia semplicemente il suo dovere, consegnando alla giustizia chi vorrebbe eliminare Roberto. A me questo modo di esporre i fatti è parso abbastanza menefreghista, quasi un atteggiamento di indifferenza cronica nei confronti di un ragazzo che per la scrittura rischia sia la libertà di esprimere i suoi pensieri (oltre quella costituzionalmente garantita ad ogni cittadino onesto) sia - fatto ancor più grave - di perdere la vita. E’ giusto, per carità, distinguere il caso di Saviano da quello di Rushdie, non è giusto, però, affermare che solo nel caso dello scrittore indiano fu messa in discussione la libertà di esprimere delle idee. Saviano ha raccontato delle verità, ha mostrato quanto marcio esiste in certi luoghi, ha raccolto testimonianze e ha vissuto, in prima persona, certi atteggianenti, certi sentimenti; ed è stato tutto questo che l’ha esposto alle minacce, alle ritorsioni dei malavitosi, minacce che, in sostanza, mirano, soprattutto, ad impedirgli di esporre, in libertà, delle idee. L’atteggiamento di Eco, a ben pensarci, comunque, suona abbastanza strano, non tanto perchè non voglia (libero di farlo) firmare un appello di solidarietà, quanto piuttosto per il fatto che il semiologo si senta in dovere di intervenire nel dibattito per dire che lui non ne condivide le ragioni: un’occasione sprecata, a mio avviso, per starsene zitti … No TagsShare and Enjoy:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. [...]