«Reporter senza frontiere», ha appena pubblicato un dossier in cui si raccontano i tentativi di due freelance per connettersi a Internet a Cuba durante un soggiorno di un mese. C’è chi (come i professori universitari filocastristi oppure gli stranieri) può navigare con una lentezza snervante e chi (come la gente comune o i dissidenti) va incontro a noie, a censure e, addirittura, al carcere. E’ chiaro che in questo quadretto idillico fatto di censure e di controlli (non selettivi e sofisticati come quelli cinesi, ma pur sempre controlli) s’innesta il mercato nero, florido soprattutto quando ci sono censure e privazioni, con cui i privileggiati (soprattutto agenti governativi) che hanno la possibilità di avere un account a casa s’arricchiscono rischiando, se scoperti, chiaramente, il posto … e qualcos’altro.
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4 commenti
Io sono stata a Cuba qualche anno fa e non in un villaggio turistico… quello che mi ha sconvolto è proprio questo tipo di cosa: la gente “normale”, non ha niente, non sa niente e non può fare niente. I membri del partito vivono come nababbi anche se lo negano. I turisti trovano tutto, anche i prodotti americani che importano dal messico.
L’isola è bellissima e grazie al turismo potrebbe essere ricchissima. Nella mia vita avevo già visitato paesi comunisti (Cecoslovacchia, Germania dell’Est, Yugoslavia, tutti paesi che ora non esistono più….) ma quello che ho visto a cuba mi ha veramente schifato.
Non a caso per alcuni Cuba è uno stato totalitario mentre per altri è “solo” totalitario … non ci sono mai stato ma posso immaginare lo stato di degrado e di disperazione cui il popolo è lasciato vivere. Mi viene in mente quella canzone di Gaber che diceva “libertà è partecipazione …”: ecco, negare la partecipazione ad un popolo è negargli la libertà e la partecipazione (questo i governi dittatori lo sanno bene) corre anche attraverso internet … e questo, in effetti, al despota Castro non deve, assolutamente, far piacere.
Insomma, troppo spesso un solo uomo può rovinare un intero stato … incredibile …
Sono d’accordo con tutti e tre ma secondo me tutti i mali di Cuba non derivano solo da Castro ma anke da quella “democratica” nazione vicina a Cuba che “rispetta rigorosamente i diritti umani”, gli U.S.A. (embargo).Allora io sono d’accordo a battersi contro le dittature (in testa Cina, Nord Corea, e tante altre), ma contro tutte , cioè anke contro le finte democrazie.Secondo me non bisogna avere una visione unilaterale delle cose.Ciao