
La televisione, quella del passato, rappresentava l’accezione moderna del termine medium: evocatore di fantasmi, colui che rappresenta un ponte fra il mondo dei vivi e il mondo dell’aldilà. All’interno della TV passavano ricordi, entità, morti, rimanenze, cose che non ci appartenevano e che improvvisamente iniziavano, grazie alla televisione, a far parte del nostro quotidiano: entravano in casa, così come attraverso un medium entrano in casa presenze fantasmatiche, ectoplasmi, spiriti e cose di questo genere. Con la televisione contemporanea tutto questo svanisce; la TV smette di essere mezzo per divenire un fine. La televisione diventa un luogo da raggiungere, uno star-gate aperto verso una realtà in cui tutto diventa splendido e degno di essere vissuto. La televisione ammanta della sua gloria tutti i suoi protagonisti (chiunque essi siano) che, in ogni modo, cercano di esservi per non svanire, per non ricadere nella grigia e piatta esistenza della vita normale, quella lontana dai riflettori. C’è oggi, sul Corriere della Sera, un bel articolo di Maria Volpe in cui viene fatto il punto sul reality “la Pupa e il Secchione“. Nell’articolo intitolato “Belle e ignoranti: le pupe hanno convinto i secchioni“, analizzando la metamorfosi dei protagonisti, viene fatta propria la tesi di Sgarbi (il denigrato, svilaneggiato, rissoso e cacciato critico d’arte) che disse, in una delle primissime puntate, che la vera metamorfosi sarebbe stata quella degli uomini. Le donne, le pupe, infatti, nel corso di tutte queste puntate sono rimaste identiche a se stesse, non hanno mutato alcunchè del loro essere: splendenti, belle, ipertaccute e totalmente curate in ogni minima piega visibile, nascosta o immaginabile della loro persona. I secchioni invece sono entrati nel reality come dei citrulli, vestiti con dei pantaloncini da Pinocchio che mai nessuno oserebbe indossare, con scarpe immettibili per meglio massimizzare la loro ridicolagine e goffaggine e ne escono (stasera che è l’ultima puntata) completamente trasformati; quelli che erano stati presentati come i laureati, le promesse dell’intelligenza italiana, i cervelli non in fuga ma valorizzati dalla televisione, i giovani studiosi, si sono fatti ammaliare dalla dea televisione e, pur di apparire, li vedi “pupizzati”, ad esempio, a Buona Domenica, come dei terribili idioti, con una tutina ridicola addosso e un cappellaccio in testa che simulano un pulsante-umano. Il povero Rampinelli -uno laureato a pieni voti in ingegneria meccanica- è costretto, per apparire, a mostrarsi sempre più conforme al modello di secchione-strampalato e rincitrullito: si traveste da serpente alla corte della Perego e si ridicolizza pur di essere presente sulle frequenze di “mamma” Mediaset. Anche per le pupe, si badi bene, la situazione non è tanto bella, eggià perchè con le loro coscie generose avrebbero la possibilità di entrare nei paradisi più ambiti del vallettismo televisivo ma non possono: loro esistono fintanto che con loro c’è il secchione. E’ la coppia che esiste non l’individuo: un fratello malriuscito che occorre portarsi sempre dietro e senza il quale, cosa chiaramente gravissima, non si può andare in televisione. Il reality più seguito della stagione, appena iniziata, della televisione italiana partorisce, ancora una volta, mostri che, vivendo di comparsate, andranno ad alimentare lo stomaco onnivoro di questa tivvù tanto strana quanto ammaliatrice e inutile.
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2 commenti
la pupa e il secchione è la (brutta)copia di Beauty and the Geek
Biagio, stamane sono stati definiti “FRATELLI SIAMESI” proprio perchè l’uno senza l’altro non ha ragione di esistere.