… e che sarà mai?

Pulcinella

Basta con la solita cantilena monotona, fastidiosa e continua, per cui a Napoli si vive (poco e) male. Basta con ’sta storia del napoletano lagnoso che, continuamente, butta fango (quasi come se ci mancasse) su questa città. Basta col dire che qui c’è solo camorra, che non puoi neanche fare il nome di un boss, da un palco di Casal di Principe, insieme a Bertinotti, che poi ti arrivano, puntuali, le minacce e devi essere scortato per salvarti la pellaccia. Perchè, i vari Giorgio Bocca, Roberto Saviano e gli altri disfattisti non cercano di aprire gli occhi e guardare anche oltre i confini di questa regione? Perchè, ad esempio, non parlano mai male di Roma? Nella città di Veltroni, ogni giorno, si consuma una discriminazione sociale senza eguali eppure nessuno parla, nessuno s’indigna: per parcheggiare nelle striscie blu, infatti, devi avere il cellulare per mandare un SMS. Non è questo un grave atto discriminatorio nei confronti di chi il telefonino non ce l’ha? Parlino, questi giornalisti neodrammatici, della metropolitana di Londra che è sempre superaffolata, degli scippi che avvengono a Parigi, della nebbia-in-Val-Padana, del fatto che non esistono più le mezze stagioni … davanti a situazioni così deprimenti e generalizzate cosa volete che siano due morti ammazzati in ventiquattr’ore e un po’ di munnezza per strada? suvvia … e che sarà mai?

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2 commenti

  1. Alfredo
    Pubblicato 26 Ottobre 2006 alle 13:22 | Permalink

    Leggo una “leggera2 vena di ironia.

  2. Pubblicato 10 Novembre 2006 alle 12:04 | Permalink

    1963:MANI SULLA CITTA
    2006: MANI SU TUTTO

    Chi si interessa di politica e non ha mai visto il film di Franco Rosi “Mani sulla città”, forse non si è, tra virgolette, perso nulla ed il suo film lo sta vivendo sulla propria pelle da quando è nato, anzi lo hanno vissuto anche tutti i suoi antentati.
    Napoli atavica prostituta che è stata posseduta da un’infinità di oppressori, nella sua storia non ha conosciuto mai un attimo di pace interiore.
    A Napoli chiunque vince, anche se parte da un retroterra di buoni propositi, alla fine, appena giunto al potere si trasforma e diventa un tracotante accattone, pronto a fottersene di ogni sparuto briciolo di legalità e ad ingozzarsi fino a scoppiare!
    Oggi come ieri, occorrerebbe un nuovo Franco Rosi, che senza mezzi termini e senza peli sulla lingua, metta sotto gli occhi di tutta l’Italia e di tutto il Mondo, come avvenne nel 1963 con la vittoria del Leone d’oro a Venezia, la questione Napoli, che poi è la vera e mai risolta questione meridionale!
    Napoli oggi vive peggio che in quel lontano 1963, i problemi sono aumentati e non diminuti, ed onestamente chi non inizia da questa chiarezza di dati di fatto assai difficilmente può tentare anche solo di partire per la ricerca di qualche soluzione efficace.
    Rosi alla fine del suo film inseriva questa didascalia: “I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, autentica è invece la realtà sociale ed ambientale che li produce”, penso che nel 2006 bisognerebbe andare oltre, raccontare la realtà e fare anche nomi e cognomi di chi di questa realtà si nutre, perché la gente capisca, si ribelli e non li voti più!
    Il problema Napoli non è la camorra, non sono i rifiuti, non è la disoccupazione: il problema Napoli è la politica fatta dai cialtroni, che non hanno la volontà e neppure la capacità di far alzare la testa ad una città da troppo tempo oppressa!
    Il ricambio dei politici è un problema di logica. Prendendo per buono l’assunto che Napoli si trovi in una situazione di corruzione violenta almeno da cinquanta anni, e considerando che oggi fanno politica figli, nipoti e conoscenti di chi la politica la faceva cinquanta anni fa è un fatto logico attendersi che anche oggi la politica sia corrotta e chi dice il contrario non può essere in buona fede. Poi, se proprio, si vuole continuare a dire che non si è corrotti allora quanto meno bisogna che vi affibbiate il titolo onorifico di incapaci e che vi ritiriate a vita privata!
    Napoli ha bisogno di un reale ricambio politico, senza il quale mai nulla potrà cambiare per corruzione e/o per incapacità delle attuali personalità che detengono i potere.

    Luigi Cangiano, giornalista, direttore responsabile de “La Sentinella” – http://www.lasentinella.info
    Dottore in Scienze Politiche, con tesi in Sistema Politico Italiano, relatore Prof. Antonio Sarubbi
    Cultore di Storia dei Partiti Politici (Un. “Federico II”) e di Sociologia dell’Amministrazione Pubblica (Un. “Parthenope”)
    Perfezionato in Storia dell’Occidente: Culture e Religioni, responsabile prof. Andrea Milano
    Perfezionato in Saperi Storici e Nuove Tecnologie, responsabile prof. Francesco Barbagallo
    Fondatore del Movimento per la Vera e Nuova Politica

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