In un’intervista telefonica Massimo Fini ieri l’altro commentava, tra il laconico e il depresso: “Il problema a Napoli? I napoletani!“. E come dargli torto. A questo punto, con o senza esercito, non c’è altro da fare che accettare questa fine del mondo sempre rinviata, e ammettere la sconfitta dello Stato.
Con dolore e pietà più che con rassegnazione.











![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss.png)
4 commenti
A questo punto … manca solo sentire la frase … risolvere il problema di napoli? Una latta di benzina e 1 cerino…. cosi’ la chiudiamo li’.Una foresta di volpi c’è in giro!
Carmen, prima, però, occorrerà assicurarsi che tutti i napoletani siano in casa: io proporrei un emendamento alla finanziaria.
non sono di napoli, ma credo, nella mia “ignoranza” che certe persone parlino con troppa faciloneria e luoghi comuni…credo!
A voler esser seri, fuori da ogni retorica, penso che non producano niente di buono gli scatti d’orgoglio contro chi descrive, in modo severo, la situazione napoletana. Ed è pericoloso, e provinciale, ritenere che dei fatti nostri sia autorizzato a parlare solo chi vive questo inferno tutti i giorni. Un morto ammazzato al giorno è cosa orribile (e incredibile): a legger le pagine di cronaca de “Il mattino” sembra di stare a leggere un bollettino di guerra. Non penso che servano slogan troppo facili che elogiano “i napoletani onesti” così come non penso che “lo stato”, in quanto entità astratta, romana e politica, possa risolvere i problemi culturali ed economici di questa città. Non servirà l’esercito così come non serviranno le leggi speciali e i commissariamenti. Siamo seduti su una polveriera alimentata da una giovinezza senza futuro: siamo la regione più giovane d’Italia e quella che altrove sarebbe una risorsa qui diventa un pericolo. Tanti “bravi ragazzi” che subiscono una pericolosa fascinazione davanti a quelli che un tempo erano “i malamenti”. Cose da pazzi! Un mondo al contrario. Davanti a tutto questo c’è poco da offendersi. E penso, a sto punto, che sia sciocco (o sarebbe troppo facile) insultare Bocca o Fini (Massimo) colpevoli di provare un sano disprezzo per questo popolo che, tutto sommato, accetta di vivere in queste -pessime- condizioni.