… è incredibile: in Italia per vedere un film in TV occorre, al giorno d’oggi, sottoscrivere una petizione.
Pro brokeback mountain, film, petizione, gay, televisione, censura, movie, tv
… è incredibile: in Italia per vedere un film in TV occorre, al giorno d’oggi, sottoscrivere una petizione.
Pro brokeback mountain, film, petizione, gay, televisione, censura, movie, tv
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.ro 62 del 7.03.2001.

2 commenti
E per vedere un film al cinema(il film era Dejavù) si deve fare per due giorni una fila di 1 ora in prossimità dell’entrata del Big e neanke siamo riusciti a vederlo!
Assurdo! Che vergogna … :annoyed:
Un trackback
[...] Invece di aspettare l’effetto della petizione, curioso di capire anche i motivi che vorrebbero vietarne la messa in onda sulle tv nazionali, ieri sera ho preso il DVD e mi sono visto il film. La trama del film -ambientato negli anni ‘60- sarà, oramai, nota a tutti: Jack (Jack Gyllenhaal) ed Ennis (Heath Ledger) sono due squattrinati cowboy che, per raccimolare un po’ di soldi, accettano di portare un gregge di pecore a pascolare a Brokeback Mountain. Tra quei paesaggi bellissimi (i paesaggi del Canada sono davvero spettacolari) nascerà la loro storia d’amore, nascosta, sofferta e tormentata. Lo confesso: mi aspettavo di più. Soprattutto per tutte le recensioni sentite, tutte le chiacchere fatte, per tutti coloro che cercavano di difenderlo e per tutti coloro che lo criticavano. La storia, nel complesso, mi è piaciuta. Purtroppo il sentimento (I wish I knew how to quit you) che pervade l’animo dei due cowboys, rimane, a mio avviso, troppo sullo sfondo, troppo poco raccontato. Ritorna preponderante solo verso la fine del film. La storia è e deve rimanere segreta (…il segreto di Pulcinella) e, giustamente, gli sceneggiatori (Diana Ossana e il premio Pulitzer Larry McMurtry) intervallano momenti della banale vita quotidiana dei protagonisti con quelli, intensi e focosi, in cui i due si incontrano. I momenti d’incontro (It could be like this, just like this, always), che, a mio parere, dovevano essere maggiormente raccontati, sono lasciati all’immaginazione. Solo verso la fine si capisce davvero il forte sentimento che lega i due. Per il resto si assiste alla vita frustrante di Ennis, alla rovina del suo matrimonio, alla difficoltà di relazionarsi con gli altri e, parallelamente, alla falsa felicità della vita matrimoniale di Jack, piena di incomprensioni, insoddisfazioni e usurpazioni. Un film lungo e lento. Drammatico (l’intolleranza sociale verso l’omosessualità porterà a un finale tragico, Jack, I swear…
e decisamente pesantino. [...]