Mentre venivo in ufficio sono rimasto, per un tratto, piacevolmente immerso nella nebbia. Era così spessa che ho pensato fossi capitato, per sbaglio, nello zucchero filato lasciato sulla strada da qualche gigante distratto: potendo, mi son detto, allungherei una mano per nutrirmi di questa nebbia!
Ora, dall’ufficio, la guardo dalla finestra. E’ uno specchio dell’anima, oggi: un ponte sul niente, del quale tuttavia non puoi che fidarti. Non sai se questo ponte è solido, se nasconde insidie, spiacevoli incontri. Attraversi il ponte, carico di speranza e con un fremito di paura; ma altro non puoi fare…
Mi fido: voglio iniziare questa settimana con la sensazione di riuscire a realizzare qualche sogno nel cassetto. Mi incammino, speranzoso, verso questo muro bianco, soffice e spettrale. L’attraverso e, contemporaneamente, mi lascio, dolcemente, attraversare…
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