
L’analogia (…it’is a series of tubes) pare sia stata lanciata dallo sgrammaticato Sen. Ted Stevens: testo, immagini, video e audio scorrono (proprio come l’acqua nei tubi) nel tuo computer per darti informazione e divertimento. Inutile dirvi che sul poveretto s’è scatenata la fervida e inflessibile critica del popolo di internets: YouTube straripa di sfottò e satire pungenti dirette al senatore Ted dell’Alaska.
Volendo rimanere nella metafora potremmo dire che con gli RSS possiamo regolare la portata di questi tubi oltre che selezionare la quantità (e la qualità ) di “acqua” che desideriamo “bere”. La cosa migliore, però, avviene quando riusciamo a miscelare i contenuti che ci arrivano da “tubi” diversi per ottenere nuove (e più complete) informazioni. A questo mix di fonti si è dato il nome di mashup. Il primo esempio -oramai un classico- che mi viene in mente di mashup è quello di usare le mappe di Google (approposito qualcuno sa com’è andata a finire la storia Jim Gray?) per evidenziare, ad esempio, la posizione dei bloggher in un dato paese.
L’idea del mashup (e quella dei tubi di Stevens) pare sia piaciuta tanto a quelli di Yahoo! che hanno lanciato Yahoo Pipes “an online mashup creation service” tutto in stile web2.0.
Ho provato a fare un giretto di prova cliccando su “create a new pipe” e mi sono ritrovato a tu per tu con una schermata bianca tutta quadrettata con linee blu: un foglio di carta a quadretti, in pratica. Smanettando un pochino (mica è tanto intuitiva la cosa) ho capito che potevo (con il classico drag and drop) piazzare su questo foglietto, feeds e operatori vari per creare un mio personalissimo intertubes. Sono disponibili, già pronti all’uso, una serie di “templates” preparati da altre persone (e messe a disposizione di tutti) per iniziare a toccare con mano la potenzialità di questo sistema. Consiglio, a chi volesse iniziare a usare questo “miscelatore” di partire proprio da questi esempi anche per carpire la logica del funzionamento.
Ah, quasi dimenticavo di dirvi -ma lo segnalava già ieri Mantellini nel suo autorevolissimo blog- che non sempre il servizio è disponibile e inoltre, per un paio di volte, sono incappato in un errore: “The pipes are clogged!” veniva segnalato sulla pagina. “We’ve called the plumbers”. Spiritosi. Speriamo, per loro, che riescano a sturare presto l’ingorgo: certo che come inizio non è il massimo…
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