Attualmente, lo sappiamo, non si risponde più alle e-mail. A tutti noi è capitato, forse in un momento di debolezza, di scrivere una e-mail (ma il discorso è valido anche per le anacronistiche lettere di carta) a una qualsiasi persona più o meno importante: ad un assessore, al sindaco, al capo dei vigili, ad un parlamentare. Qualche tempo fa, per esempio, ho scritto ad un direttore generale di una grossa azienda per segnalargli un problema: il consiglio, pare, gli sia servito (magari si sarà anche preso i meriti) ma la forza di rispondermi proprio non ce l’ha avuta. Di recente, invece, ho scritto ad un blogger (anzi, per meglio dire, ad una blogstar). Si scrive con innocenza, senza secondi fini, giusto per chiedere un’informazione o, anche, per formulare una richiesta. A me, per esempio, è capitato anche di scrivere solo per complimentarmi con il destinatario della mia missiva. Si scrive, per lo più, a fin di bene. Ma tutto rimane, come si dice, lettera morta: tutto finisce lì. I destinatari di queste nostre semplici parole scritte (anche se ci sono, per fortuna, delle rarissime eccezioni) non danno segnali di vita. Non reagiscono.
Chissà cosa penseranno queste sfingi, quando ricevono la nostra letterina. Forse penseranno che siamo dei perditempo, dei grafomani, oppure poveri imbecilli (e, in effetti, un pochino lo siamo se ci illudiamo, ancora, di ricevere una risposta) in cerca, semmai, di un link o di un po’ di notorietà. Di fatto, scrivere una e-mail a certe persone è come gettare un sasso in uno stagno. Il sasso scompare e l’acqua, mollemente, si chiude su se stessa e non se ne parla più.
Eppure basterebbe poco, un piccolo gesto, che porta via, al massimo, un minuto. Un gesto anche formale, giusto come segno di cortesia ma anche, e soprattutto, come segno di civiltà.
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17 commenti
Forse sei sfortunato. A me, le poche volte che l’ho fatto, hanno quasi sempre risposto.
Ho scritto sia a blogger importanti che all’ufficio comunale e sono state più le volte che ho avuto risposta rispetto a quelle rimaste lettera morta!
che devo dirti, caro Alberto: sarò sfigato io…
un argomenti simile lo citai tempo fa in questo post, vedo che le cose non sono cambiate!!!
Magari in privato dimmi “cu fu” il tuo che io ti dico “cu fu” il mio … che poi son magari gli stessi!!!!
Non posso che concordare.
Io comunque tendo a rispondere a qualsiasi email bypassi il filtro antispam, fosse anche per il semplice “grazie per avermi contattato” che hai citato nel tuo articolo.
Complimenti per il blog.
Grazie Roberto e, soprattutto, benvenuto…
Scrivi a me Biagio, io ti rispondo!
Comunque hai ragione, queste stars dovrebbero almeno degnarsi di dare una risposta, magari breve breve e preimpostata…
100% d’accordo… non tutte le volte ricevi una risposta
io cerco di rispondere sempre…. è un bel gesto di cortesia verso chi ha usato il proprio tempo per scrivermi 
blogstar? strano, non ho ricevuto niente…
a parte gli scherzi… vogliamo i NOMI!!!
No, Pepenero: non mi sembra il caso. Comunque, tranquillizzati: non sei tu
Io alle blog star non ho mai mandato una mail, ma mi è capitato con altri blog “normali” e mi hanno sempre risposto! Qualche ente pubblico però qualche volta non mi ha risposta!
Comunque è una brutta cosa, e non è educato…si rischia di perdere la fiducia che si aveva nel blogger!
evidentemente non tutti la pensano come noi.
Purtroppo la cortesia è proprio diventata merce rara
ciao
sciura Pina
Grazie per essere passato da me
Grazie anche a te e, soprattutto, benvenuta.
A me rispondono, quasi sempre…
…ci sono le eccezioni, cara Nandina, che confermano la regola. Pensa che ho scovato su Mlist una discussione molto interessante su questioni di netiquette sull’uso del lei e del tu nelle email. A guardarsi bene intorno, quindi, c’è ancora qualcuno che usa rispondere alle mail e si pone anche problemi su come scriverle.
Ah, dimenticavo: benvenuta!
Io ho scritto al direttore della rivista PC professionale e mi ha risposto

Mi sembra uno molto serio e che non si fa figo solo perchè è direttore di una rivista.
prego, è stato un piacere!
ste
Un trackback
[...] poi, raddoppia (se non triplica) quando, per caso, scopri che un tuo articolo (questo qui) viene citato da un altro blogger (che -ne approfitto- ringrazio pubblicamente). Allora, quasi non [...]