Daily Archive for febbraio 19th, 2007

i tempi del blog…

Da quando, con una certa regolarità, provo a riempire le pagine di questo diario virtuale, non smetto mai di stupirmi delle potenzialità di questo mezzo che è, appunto, il blog.
Ogni giorno, con incredulità, mi rendo conto che ci sono, in media, un centinaio di persone che vengono a leggermi più o meno con assiduità. Cento persone, a ben pensarci, non mi entrano neanche nel salotto di casa; se penso poi che tutta ’sta gente viene da me per leggere quello che scrivo bhé, ad esser sincero, questa cosa m’imbarazza e mi lusinga molto.
Tutta questa incredulità, poi, raddoppia (se non triplica) quando, per caso, scopri che un tuo articolo (questo qui) viene citato da un altro blogger (che -ne approfitto- ringrazio pubblicamente). Allora, quasi non te ne fossi ancora reso conto, pensi -anzi, hai la prova- che quello che scrivi viene letto veramente.
Finita l’euforia, però, ti rimane un senso di vertigine per la potenzialità dello strumento che hai tra le mani: un blog riesce a metterti, potenzialmente, in contatto con tutto il mondo in maniera rapida, istantanea, e, soprattutto, riesce ad annullare le distanze. Imponendoti i suoi ritmi, però, ti costringe a reagire quasi d’impulso: isolato dal mondo, solo davanti al tuo computer, una qualsiasi notizia che eccita il tuo animo può mandare in cortocircuito il tuo inconscio senza lasciarti il tempo d’interrogare -come spesso capita- il tuo Superego. Ti fiondi a scrivere il tuo post e dici cose che, con la calma, avresti detto in modo diverso o che forse non avresti affatto pronunciato. Il blog ci costringe a dimenticare che, nel corso dei secoli, le relazioni sociali hanno imposto tempi diversi di azione e reazione. E così -almeno è questo quello che capita a me- non ti rendi conto che una volta partite, le tue parole non ti appartengono più, e possono essere estrapolate, manipolate, archiviate, mandate ad altri. Niente è più eterno di un post su un blog: le nostre sciocchezze di oggi potranno essere lette da chiunque, un giorno, potrà venire a contatto con noi per motivi diversi. Tutto questo lo notava -giustamente direi- l’altro giorno Gerry McGovern in un suo articolo.

We are constantly pressurized to respond instantly. But never has there been a time when responding instantly carried so much danger. An email written in haste, a blog post fired off, can be repented at leisure after you lose your job or fail in an interview.

Dovremmo provare a non farci condizionare troppo dai tempi di questo mezzo anche per limitare, il più possibile, problemi di blog-lag per i quali, almeno per ora, non c’è melatonina che possa servire.

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