… e-mail maleducate

Adesso che ne abbiamo la conferma possiamo farcene una ragione (e spiegarci anche perchè certe volte qualcuno non risponde alle mail che gli inviamo): scrivendo messaggi di e-mail, viene più facile essere maleducati e disinibiti. Il motivo: il “vantaggio” di non avere l’interlocutore davanti a noi.
Lo sostiene (nienetpopodimenoche) Daniel Goleman - uno dei più rinomati psicologi al mondo - nel suo articolo “Flame First, Think Later: New Clues to E-Mail Misbehavior” apparso sull’edizione online del New York Times e, prontamente, ripreso da Repubblica.
Il discorso si riallaccia con quanto sostenevo l’altro giorno (a proposito di blog):

[...] isolato dal mondo, solo davanti al tuo computer, una qualsiasi notizia che eccita il tuo animo può mandare in cortocircuito il tuo inconscio senza lasciarti il tempo d’interrogare -come spesso capita- il tuo Superego.

La corteccia orbitofrontale, infatti, tende a non considerare come “indicatori sociali” le emoticons ma ha bisogno di un contatto diretto per interpretare e modulare, correttamente, la comunicazione: un gesto con le mani, una smorfia del viso o un cambio di tono della voce contano molto di più di una faccina che ride o di una così . Sembra, stando a quanto afferma Goleman, che non riusciamo a fare a meno del nostro “sistema a retroazione” (o feedback, per dirla all’americana) di cui la comunicazione via e-mail è totalmente priva.
Sicché - e cerco, in conclusione, di dare un consiglio pratico - se da oggi ricevete una mail sopra le righe da un amico, prima di mandarlo a quel paese tirate su la cornetta del telefono e invitatelo ad un incontro faccia a faccia per consentire, ad entrambi, di attivare la vostra corteccia orbifrontale (magari davanti ad una camomilla fumante). Forse riuscirete a chiarire il malinteso o, magari, riuscirete ad addivenire ad un compromesso. Se poi le cose non andassero bene vi ritroverete con un amico in meno (e forse anche con un occhio nero) ma almeno vi sarete tolti la soddisfazione (vuoi mettere) di dirgliene quattro in faccia…

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4 commenti

  1. Pubblicato 21 Febbraio 2007 alle 08:15 | Permalink

    se da oggi ricevete una mail sopra le righe da un amico, prima di mandarlo a quel paese tirate su la cornetta del telefono e invitatelo ad un incontro faccia a faccia per consentire, ad entrambi, di attivare la vostra corteccia orbifrontale

    ma ce l’abbiamo tutti quella corteccia? Sulla mia corteccia ho inciso un cuore con scritto Mauro Love Roberta … ‘fa niente?

    :happy:

    Perdonami la battutaccia … oggi mi reggo in piedi a stento e sono gia collassante in ufficio …

  2. Pubblicato 21 Febbraio 2007 alle 09:40 | Permalink

    E’ proprio vero. La e-mail non è adatta per certe comunicazioni e può creare malintesi.
    Le faccine poi sono un’altra faccenda.

  3. Pubblicato 21 Febbraio 2007 alle 10:13 | Permalink

    diciamo anche che non ci voleva la ricerca dell’equipe di studiosi per capire che sappiamo essere più sfacciati quando non siamo a diretto contatto e che i litigi via internet non sono il massimo della trasparenza…

  4. Pubblicato 21 Febbraio 2007 alle 11:55 | Permalink

    @Mauro: … il solito, inguaribile, romanticone

    @Gianluca: il fatto è che, in pochi decenni abbiamo asistito ad un succedersi rapidissimo di strumenti di comunicazione. C’è stato, indubbiamente, un cambiamento di stile nella comunicazione (chi mai si sogna oggigiorno di concludere, ad esempio, una mail con frasi tipo Dio ti conservi? ) ma certi retaggi ancestrali - secoli e secoli di stratificazione culturale hanno il loro peso - sono difficilissimi da modificare. Chissà, forse col tempo (del resto siamo la prima generazione che ha questi problemi) le cose cambieranno e anche la nostra corteccia orbifrontale recepirà il cambiamento e si adeguerà…

    @Pepenero: a volte le ricerche (come questa) confermano un sentire comune , altre volte ci sorprendono e, qualche volta, dicono enormi fesserie (ed uso un eufemismo)…

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