Karim Amer sentence makes bloggers new target of the authorities

Il titolo del post è preso, paro paro, dal sito di Amnesty International. La storia è quella, tristissima, di un blogger egiziano «Karim Amer» condannato a 4 anni, dopo un processo (?) durato ben 5 minuti, per aver “osato” criticare il niqab, il velo integrale.

Il caso di Karim si presta a reprimere la libertà di espressione anche perché «molti blogger sono contro di lui — spiega Dalia Ziada, portavoce della difesa —. Non trovano giusto che abbia insultato l’Islam. Ma si sbagliano perché non capiscono che un giorno anche loro potrebbero trovarsi al suo posto».

Acuta, come sempre, la considerazione fatta da Mantellini commentando la notizia: “A fare snorkeling si potra’ ben andare da qualche altra parte.”

[Link: corriere.it]

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9 commenti

  1. Pubblicato 23 Febbraio 2007 alle 14:29 | Permalink

    storia letteralmente assurda. ma in cina forse stanno anche peggio dal momento che lì sono più sottili e pervasivi…

  2. Pubblicato 23 Febbraio 2007 alle 21:31 | Permalink

    bhe, Karim Amer in effetti non è stato torturato gli hanno solo tappato la bocca. E dire che l’Egitto viene considerato come un paese dell’islam Moderato…

  3. Pubblicato 23 Febbraio 2007 alle 22:19 | Permalink

    immaginati se io mi metessi a criticare il governo venezuelano??? cosa faranno?? mi mandano in carcere…?? presto scriverò un post facendo il paragone tra la situazione politica del venezuela e il modo in cui mussolini ha imposto il facismo… molti punti in comune
    è triste vedere che capitano queste cose… ognuno dovrebbe avere la libertà di dire quello che pensa!!!!!

  4. Alfredo
    Pubblicato 23 Febbraio 2007 alle 22:57 | Permalink

    Shaindel: Mi sembra strano vedere paragonati HUGO cHAVEZ e MUSSOLINI? MA Se lo dici tu che ci vivi in Venezuela….Penso che comunque non sia
    la stessa cosa(intendo dire che chavez è meglio.. poi non lo so)

  5. Pubblicato 24 Febbraio 2007 alle 03:19 | Permalink

    Appunto Alfredo, perché ci vivo so che è possibile paragonarli… L’immagine di Chavez conosciuta dalla comunità internazionale non è la stessa che conosciamo (e purtroppo molto bene) noi venezuelani.. È vero che i media alcune cose le esagerano, ma ci sono altre che vengono dette in un modo molto sottile che non riflette la realtà venezuelana… Ti ricordi come ha fatto Mussolini all’inizio?? Il partito unico, l’associazione a un colore (le camicie nere), l’immagine di Mussolini come essere supremo del partito (gigantografie, ecc) il controllo assoluto di tutti i poteri… Ricordi queste cose??? Queste sono state alcune delle caratteristiche del fascismo e sono situazioni che si stanno verificando qua in Venezuela.. è quello il paragone che voglio fare… perchè io penso che i signali ci sono ma nessuno se ne è accorto… Ora, se andremo a finire male, non lo so, spero proprio di no perché è il mio paese e ci tengo… Ma… non si sa mai…
    Biagio: ti chiedo scusa per aver usato il tuo blog per questo discorso politico che forse non centra nulla con questo post… o forse si, perchè una delle cose che potrebbe venire minacciata è appunto la libertà d’espressione…. (Mussolini l’ha fatto, ha cancellato ogni forma di opposizione contro la sua dittatura, quindi i punti in comune ci sono )

  6. Pubblicato 24 Febbraio 2007 alle 05:33 | Permalink

    Scusarti Shaindel? e di cosa? i commenti sono aperti proprio per le discussioni. L’argomento, poi, è in tema e -drammaticamente- interessante. Aspetto di leggere il tuo post per saperne di più.

  7. Alfredo
    Pubblicato 24 Febbraio 2007 alle 11:04 | Permalink

    Shaindel: Certo, non metto in dubbio che da un lato la visione delle cose da parte di chi ci vive in Venezuela possa esssere più veritiera di qualsiasi altra informazione data dalla stampa internazionale, ma dall’altro lato penso che questo è il parere di una persona che rappresenta solo una parte della società venezuelana, forse la minoranza, dato che (fonte: Wikipedia) :

    Chávez fu eletto presidente nel 1998 grazie alle sue promesse di aiuto per la maggioranza povera della popolazione del Venezuela e fu rieletto nel 2000 e nel 2006. In patria Chávez ha lanciato le Missioni Bolivariane, i cui obiettivi sono quelli di combattere le malattie, l’analfabetismo, la malnutrizione, la povertà e gli altri mali sociali. In politica estera si è mosso contro il Washington Consensus sostenendo modelli di sviluppo economico alternativi, richiedendo la cooperazione dei paesi più poveri del mondo, specialmente di quelli sudamericani.
    Il rapporto che Chávez ha costruito con la popolazione è del tutto particolare: i diseredati di sempre stanno ritrovando una propria dignità e migliore consapevolezza dei propri diritti: se nel 1998 quasi nessun venezuelano conosceva la Costituzione, oggi tutti ne possiedono almeno una copia.
    In 7 anni di governo Chávez un milione e 406 mila venezuelani hanno imparato a leggere e scrivere in un anno e mezzo, e nel giro di poco tempo, agli stessi ritmi, il paese potrà dichiararsi libero dall’analfabetismo e tre milioni di venezuelani prima esclusi a causa della povertà, sono stati inseriti nell’educazione primaria, secondaria e universitaria. Diciassette milioni di venezuelani (quasi il 70% della popolazione) ricevono, per la prima volta nella storia del Venezuela, assistenza medica e medicinali gratuiti e, in pochi anni, nelle intenzioni governative tutti i venezuelani avranno accesso gratuito all’assistenza medica. Si somministrano più di 1 milione e 700 mila tonnellate di alimenti a prezzi modici a 12 milioni di persone (quasi la metà dei venezuelani), un milione dei quali li ricevano gratuitamente, in forma transitoria. La questione è centrale in un Paese come il Venezuela dove le persone sottonutrite sono cresciute dal 1992 al 2003 del 7%, raggiungendo la cifra di 4,5 milioni.
    Nel dicembre del 1999, nacque la nuova costituzione, confermata da un altro referendum. Tra i punti più significativi:

    * l’attenzione ai diritti umani,
    * il passaggio della struttura dello stato da una democrazia puramente rappresentativa ad una nuova forma di “Democrazia Participativa y Protagonica” che rende i cittadini protagonisti delle scelte sul proprio destino;
    * l’istituzione del “referendum revocatorio” per tutte le cariche elettive, presidente compreso, nella seconda metà del mandato;
    * la modifica del nome dello stato del Venezuela in “Repubblica Bolivariana del Venezuela”
    * la modifica della durata del mandato presidenziale da cinque a sei anni, con possibilità di una sola rielezione.

    Approvata la nuova costituzione, tutte le cariche pubbliche elettive dovettero essere sottoposte al voto popolare ed anche Chávez, rimesso il suo mandato, si ricandidò alle nuove elezioni presidenziali. Confermato a larga maggioranza (59,5% dei voti) il 30 luglio del 2000, Chávez, a capo del nuovo parlamento (rinominato “Assemblea Nazionale” diede avvio all’attuazione della nuova costituzione. Ebbe inizio così la Rivoluzione Bolivariana Pacifica che trovò sin da subito l’opposizione della vecchia classe politica e delle forze oligarchiche imprenditoriali e conservatrici che vedevano compromessi i fortissimi privilegi di cui avevano sino ad allora goduto.

    La legge in assoluto più contrastata fu la cosiddetta riforma agraria; in Venezuela esistono latifondi di estensioni impensabili (fino a casi limite di 240.000 ettari!) in una società moderna: il 10% della popolazione detiene l’80% del territorio e senza che molti proprietari siano in grado di esibire i relativi titoli di proprietà.

    P.S.Con tutto ciò non intendo dire che Chavez è un santo, ma paragonarlo a Mussolini mi sembra un po esagerato

  8. Pubblicato 24 Febbraio 2007 alle 12:32 | Permalink

    questo contenuto da te postato parla soltanto di come erano le cose all’inizio: tutto andava molto bene, ma ora che le cose sono cambiate tantissimo, la situazione inizia ad essere proprio preoccupante… lo sapevi che nelle ultime elezioni la percentuale di persone che ha votato l’altro candidato è stata di 48%????? quindi credimi, non sono più una minoranza, e guarda che dico non sono invece che non siamo perché non seguo né chavez né gli oppositori perché mi sembra che entrambi sono agli estremi radicali… Ripeto, non sto dicendo che sia 100% uguale a Mussolini, ma i segnali che sta inviando sono proprio molto simili… Quindi io mi chiedo: andremo a finire male oppure no?? sono domande che mi faccio… Ti faccio un esempio: qua in Venezuela, si sta cercando di portare avanti una riforma costituzionale per far si che la proprietà privata non si sovrapponga agli interessi del collettivo, cioè, lo stato… Ce n’è un’altra che prevede la condivisione della patria potestà dei minorenni con lo stato…. Per me sono segnali… Ma cosa vogliono dire o avvertire?? bisognerà aspettare per vedere

  9. Alfredo
    Pubblicato 24 Febbraio 2007 alle 21:32 | Permalink

    Ba, ci farai sapere qualcosa spero in positivo!

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