«Cercherò di riordinare gli argomenti e le idee – ha detto, ieri sera, il capo dello Stato a termine delle consultazioni – e sabato mattina comunicherò la decisione». C’è da credere che, quella del presidente Napolitano, non sarà una decisione semplice: reincarico a Prodi (se e solo se ci sono i numeri), incarico “esplorativo” a un’alta carica dello Stato oppure governo tecnico? Nell’eventualità che si verificassero le ultime due ipotesi, Prodi potrebbe chiedere le elezioni anticipate ma, in questo caso, ho come l’impressione che sarebbe (nuovamente) silurato dall’Ulivo che, pur di restare al Governo (o, se volete, pur di non andare alle elezioni, adesso), accetterebbe le “larghe intese” di Berlusconi (che a sua volta – l’ha dichiarato ieri sera da Ferrara a Otto e Mezzo – non chiede le elezioni anticipate «precipuamente perchè i miei senatori non ne vogliono sapere di perdere il posto» ) , Fini e Casini.
Il fatto ( lo dico e lo scrivo, come si dice, “di pancia” ) è che Prodi è, oramai, politicamente “bruciato”. La maggioranza che l’ha appoggiato ne è consapevole ma nessuno vuole prendersi la responsabilità, politica, di dargli il colpo finale. C’ha provato – a ben pensarci (o, se volete, a pensar male) – “baffetto” D’Alema lanciando la sua sfida ai dissenzienti comunisti («questa è la politica internazionale dell’Italia, se non vi piace non votatela» ) : se il colpo gli riusciva si sarebbe preso i meriti dello statista altrimenti – com’è andata – avrebbe aperto una crisi e quindi un dopo-Prodi senza prendersene le responsabilità. Ds e Margherita hanno bisogno di tempo (forse ancora un altro anno) per far partire il loro progetto del Partito Democratico. Appena il progetto sarà completato allora si che sarà tempo di andare alle elezioni: scaricheranno il professore e appoggeranno il loro nuovo leader, per esempio Veltroni.
Berlusconi, Partito unico, Crisi, Governo, Napolitano, Italia, Prodi, D’Alema, Politica
Commenti recenti