Martedì nero: l’Europa ha bruciato sui mercati azionari, in un solo giorno, 272 miliardi di euro di capitalizzazione, mentre Baudo ha fatto tre milioni in meno di spettatori rispetto a Panariello. C’è troppa crisi…
versione 2.0
Martedì nero: l’Europa ha bruciato sui mercati azionari, in un solo giorno, 272 miliardi di euro di capitalizzazione, mentre Baudo ha fatto tre milioni in meno di spettatori rispetto a Panariello. C’è troppa crisi…
Interessante articolo presentato in prima pagina, nell’edizione odierna, da The Independent. L’articolo, scritto da Kim Sengupta e Patrick Cockburn, pubblicizza un “authoritative US study of terrorist attacks” in cui viene mostrato (al netto delle vittime del conflitto Arabo-Israeliano) come, nel corso di tutti questi anni, il numero di morti riconducibile ad atti terroristici sia salito da 729 a 5420. Lo studio è stato condotto comparando il numero di morti avvenuti tra l’11 settembre 2001 e l’invasione dell’Iraq con le morti per terrorismo nel periodo successivo all’invasione irachena.
Our study – affermano gli autori dello studio, Peter Bergen e Paul Cruickshank – shows that the Iraq war has generated a stunning increase in the yearly rate of fatal jihadist attacks, amounting to literally hundreds of additional terrorist attacks and civilian lives lost. Even when terrorism in Iraq and Afghanistan is excluded, fatal attacks in the rest of the world have increased by more than one third.
Lettura estremamente consigliata. Link.
La notizia è apparsa ieri sul corriere.it che l’ha così titolata: Il caso d’incesto che divide la Germania. In Germania, infatti, si è aperto il dibattito sulla depenalizzazione dell’incesto (reato già depenalizzato in Olanda, Belgio e Francia) per la storia di Patrick Stübing e di sua sorella Susan, entrambi di Lipsia, rispettivamente 29 e 24 anni: Patrick e Susan hanno iniziato una relazione nel 2000 – prima non si conoscevano – e oggi hanno 4 figli (tre di questi bambini sono handicappati) , tre dei quali adesso sono in affidamento.
«Con l’aumentare della consanguineità tra i genitori – leggo su Wikipedia - aumenta la probabilità della comparsa di malattie ereditarie rare recessive»: sembrerebbe quindi che la legge tenda a tutelare la prole dei rapporti incestuosi che – biologia vuole – hanno una maggior probabilità di presentare malformazioni. Il legale dei due fratelli porterà il caso davanti alla Corte Costituzionale basando la linea di difesa proprio sul problema legato ai rischi genetici. Se è vero, infatti, che i figli nati da rapporti tra fratelli e sorelle hanno maggiore probabilità di presentare malformazioni e malattie genetiche e se è vero – com’è vero – che nessuna legge proibisce a persone anziane, o disabili, o portatori sani di malattie genetiche, di avere bambini (anche se per questi è alta la probabilità di nascere con malformazioni) ne consegue che la proibizione dei rapporti incestuosi rappresenta un limite alla libertà sessuale. Poichè tale limite non viene imposto in analoghe situazioni di rischi per il nascituro, si può concludere che la legge che dichiara crimine l’incesto ( «vecchia di 100 anni» dicono i sostenitori dell’innocenza di Patrick e Susan ), si fonda su un tabù morale. Nel divieto d’incesto imposto per legge (non conosco cosa dice esattamente la legge tedesca, in Italia la cosa è leggermente diversa) c’è, stando a quanto afferma il legale di Patrick e Susan, una forma sfumata di eugenetica: vietando l’incesto a causa dell’alta possibilità che vengano generati figli portatori di handicap si compie un’operazione di selezione ereditaria positiva.
Premesso che in Italia -come dicevo prima- la situazione legislativa è leggermente diversa (il codice penale stabilisce la reclusione per chiunque commetta incesto purché ne derivi scandalo pubblico ) mi chiedevo se una proposta volta alla depenalizzazione dell’endogamia potesse essere o no accettata. La contraddizione che l’avvocato dei due fratelli pone in risalto è estremamente spinosa: chi, tra i cattolici, si è battuto contro la diagnosi preimpianto avrebbe, secondo me, qualche imbarazzo ad accettare l’incesto, o sbaglio?
Sotto quest’aspetto, a mio parere, è la libertà di scelta individuale l’unica via che può evitare contraddizioni: finché, appunto, la scelta rimane libera, personale e consapevole (libertà per fratello e sorella di generare figli; libertà di generare figli anche in presenza di un elevato rischio di prole disabile o malata; libertà di ricorrere alle tecnologie che permettono di evitare di generare figli disabili e malati; libertà di affidarsi al caso o al destino, o, per chi ci crede, a Dio) non può esservi alla base alcun progetto eugenetico.
eugenetica, diagnosi preimpianto, libertà di scelta individuale, tabù, incesto, libertà sessuale, endogamia, chiesa
Commenti recenti