Catena alcolica

Leggevo, distrattamente, i blog di alcuni amici quando mi son ritrovato nominato in un post (alcolico) del mio amico Mauro. Il meme lanciato chissà da chi e chissà perché richiede di rispondere ad alcune domande che riguardano il vino. Io ci provo.

Secondo voi il vino è maschile o femminile?

Il vino è come gli angeli: non ha sesso…

Sei più vino rosso, bianco o rosé?

Rosso. Decisamente rosso.

La tua prima volta?

Consapevolmente, durante il periodo del militare: è stato grazie ad un carissimo amico che ho iniziato a degustare il vino. Prima di allora lo bevevo solamente…

La migliore associazione tra un vino e una portata?

Brasato al Barolo con un Chianti Riserva 2001.

La tua migliore degustazione ?

Capo di Stato 2000 - Conte Loredan Gasparini.

Chi sceglie il vino in casa tua e chi amministra la cantina?

Io.

Quanti vini hai in cantina?

Attualmente poco più di 10 bottiglie tra cui un Montello e Colli Asolani Prosecco Brut 2004, un barolo Borgogno 1996, un Teroldego riserva di MezzaCorona, un Barolo Riva 1999 Claudio Alario e un Poliziano Vino Nobile di Montepulciano 2002.

Come inizieresti un giovane al vino?

Non ne sarei capace.

Adesso, nello spirito partecipativo del meme, dovrei nominare altre tre persone. I primi tre nomi che mi vengono in mente sono Fabio, Maurizio e Giuseppe. Ragazzi, senza impegno, se volete, provateci anche voi. Gli altri, se vorranno, potranno continuare la catena magari usando i commenti a questo post…

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Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi

Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell’ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all’alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.

Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l’interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.

Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.

Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.
Emergency

Qui trovate la petizione online: firmate e, se potete, fate girare l’appello (anche dandone notizia sui vostri blog).
Grazie.

[via: Luca Conti]

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quel motivetto che mi piace tanto…

Stamani, mentre venivo qui in ufficio, ho ascoltato, per radio, una canzoncina. Distrattamente, tra una curva e un sorpasso, sono riuscito ad afferrare qualche parola, il motivetto e il nome della cantante. Appena arrivato in ufficio, giusto il tempo di collegare il portatile alla rete, ho fatto una ricerca con Google di quello che mi ricordavo e in men che non si dica sono riuscito a risalire al titolo della canzone. Si trattava di Drive Fast cantata da Suzie Vinnick (che, dal basso della mia ignoranza, lo ammetto, non conoscevo). Mi chiedevo, però, cos’è che sarebbe capitato se non avessi avuto internet a disposizione? Avrei, sicuramente, continuato a fischiettare il motivo della canzone per tutta la giornata e probabilmente poi me ne sarei totalmente dimenticato perchè il tempo necessario a fare ricerche, con i metodi tradizionali, avrebbe richiesto uno sforzo assolutamente ingiustificato se non vano e ridicolo: mi ci vedete in un negozio di dischi a canticchiare il motivetto al commesso per cercare di avere un aiuto? Invece m’è bastato veramente poco tempo (e appena 10 euro) per avere sul mio iPod l’intero ultimo album di questa cantante. Alla comodità ci si abitua subito e qualche volta ci si stupisce che solo fino a poco tempo fa le cose erano completamente diverse e infinitamente meno comode ed immediate. E pensare che c’è qualcuno che continua a sostenere che la rete è arida e perversa: evidentemente non la conosce!

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scatta l’ora legale…

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…tutti pronti a spostare le lancette avanti.

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…è morto John Backus

Anche qui, si piange la scomparsa di una grande mente

(via Punto Informatico)

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Spreco meno subito: grazie ad Amref…

Accolgo, con convinzione, l’appello di Luca Conti per Amref, l’associazione umanitaria che da 50 anni si occupa dell’Africa e degli Africani. Amref lancia una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’acqua e chiede aiuto anche ai blogger per amplificare il messaggio e contribuire al passaparola. Chiaramente sono ben accette anche le donazioni: con la postepay c’ho impiegato pochissimo per farne una.
Se puoi aiuta Amref a diffondere questa lodevole iniziativa.

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L’iniziativa oltre a portare acqua in Uganda, mira a sensibilizzare anche il pubblico italiano su come combattere lo spreco di acqua nel nostro paese. I dati pubblicati sul sito dell’associazione sono estremamente chiari e maledettamente significativi: nel mondo oltre un miliardo di persone non ha accesso all’acqua pulita e due milioni di bambini muoiono ogni anno a causa di malattie provocate dall’acqua sporca.
In Italia, in media, consumiamo ogni giorno 300 litri d’acqua a testa: 15 volte la quantità a disposizione di un contadino africano, che deve vivere con 20 litri di acqua al giorno…
Con l’iniziativa “Spreco meno Subitochiunque (si, anche tu che mi stai leggendo) potrà contribuire alla costruzione di 20 cisterne per la raccolta di acqua piovana nelle scuole del Nord Uganda. A volte sono tanti piccoli gesti che riescono a fare tante grandi cose. Contribuisci a diffondere questa iniziativa: basta poco, che ce vò?

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è primavera…

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accendiamo i termosifoni.

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aggiungi un posto a tavola…

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«Lo hanno soffocato con una sciarpa e gli hanno tagliato la testa sotto i miei occhi. E’ stato terribile, terribile. Il collega afghano accanto a me ha cominciato a piangere, con le bende agli occhi, messo in ginocchio nel deserto, le mani legate dietro, poi hanno cominciato a dire “In nome dell’islam” e compagnia cantando. Prendevano questo povero cristo e lo soffocavano nella sacca e gli tagliavano proprio la testa. Poi pulivano il coltello sul suo vestito. Io tremavo ovviamente, perché pensavo adesso tocca a me».

Chissà se ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di sedersi accanto ai rappresentanti dei talebani al tavolo della Conferenza di pace sull’Afghanistan…

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il prete scomodo, boicottato dalla chiesa…

«Per amore del mio popolo non tacerò» aveva scritto Don Peppino Diana, 13 anni fa, prima di essere barbaramente ammazzato, nella sua parrocchia, dalla camorra. Evidentemente oggi c’è qualcuno che, per il proprio bene, preferisce tacere.

Qui i particolari. A chi fosse, invece, interessato alla figura del prete anticamorra consiglio la lettura del capitolo a lui dedicato in Gomorra di Roberto Saviano.

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Happy Father’s Day

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