Ascoltando una puntata di Melog di Gianluca Nicoletti, ho scoperto che, nella appena trascorsa settimana, c’è stata, a cinquant’anni dalla nascita e a vent’anni dalla chiusura, una puntatona di Porta a Porta dedicata a Carosello. Puntata (che, per puro caso, sono riuscito a recuperare e a vedere), chiaramente, di prammatica tesa a mostrare, nei fatti, che sul siparietto delle pubblicità di un tempo che fu è stato detto di tutto (spremuto come un limone) mentre si continua a glissare abbastanza velocemente su quanto non torna e su quanto non serve a far sospirare sui tempi andati. Ad onor del vero, occorre dire che gli “inediti” aneddoti intorno a Carosello (anche se inediti, oramai, non sono più ) funzionano sempre. Così, grazie al gran cerimoniere Vespa e ai suoi autorevoli ospiti, veniamo a sapere che per la pubblicità del confetto Falqui, poichè “intestino” non si poteva dire in TV (vallo a spiegare alla Marcuzzi), si usava l’espressione edulcorata “le funzioni dell’organismo”, che Berlusconi, nel 1966 (anche allora), apparve in uno spot dello Stock 84 e che Gianni Morandi rifiutò cinque miliardi negli anni Ottanta per girare uno spot. Insomma, le solite cosette.
Piuttosto è curioso come nelle rievocazioni ci si dimentichi che una decina d’anni fa venne fatto un tentativo, in pompa (figuriamoci se questa parola si poteva dire in TV) magna, di riesumare Carosello su RaiUno: un flop clamoroso, tant’è che nessuno sembra (o, soprattutto, ci tiene a) ricordarselo. Chiaramente anche gli ospiti del salotto di Vespa, i testimonial di allora e di oggi, troppo felici per esserci stati o di essere i protagonisti attuali della munifica pubblicità, non parlano del fallimento (ci sta pure che non se lo ricordano affatto, visto l’età ). Unica voce dissonante quella di Gavino Sanna che, parafrasando Eduardo, continuava a ripetere “A me Carosello non piaceva”. Tutto, comunque, è filato liscio nel celebrare il simbolo dell’Italia opulenta di quegli anni, anche quando Giulio Malgara, uno dei gran capi della pubblicità attuale, ha spiegato che nello spazio di Carosello oggi ci stanno cinque-sei spot diversi, con eloquente aumento degli introiti a parità di durata. Agli ospiti di Vespa, comunque, non importava assolutamente nulla di queste note dissonanti: l’unico guizzo di curiosità si accendeva sul loro volto quando partivano le immagini sbiadite e in bianco e nero dei caroselli. Una puntata inutile (tra le tante), insomma. Per quelle emozioni, oramai, non c’è più bisogno di Porta a Porta: bastano e avanzano Internet con YouTube e altri siti cloni: i veri luoghi dell’immagine futura.
Porta a Porta, Vespa, Carosello, pubblicità, celebrazioni, Televisione, Melog










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12 commenti
Già, ci sono YouTube e simili, ma uno sterminato archivio ce l’ha la RAI e ancora non si decide a renderlo disponibile al pubblico in maniera seria.
Sono d’accordo , ma pensa al nonnino, a oalla nonnina che non sanno usare il computer
IO sono roppo giovane e non ho mai visto carosello…ma se non sbaglio si trattava di piccole storie che reclamizzavano un prodotto…un pò quello che succede oggi con la pubblicà moderna, certo saranno cambiati i modi, itempi, le battute, la qualità audio e video, non sarà più la stessa cosa….ma in genere la pubblicità a me non piace, e di conseguenza credo che non mi sarebbe piaciuto neanche carosello!
Se vi interessa a Rivoli ( nel castello)c’è il museo della pubblicità ( dove si puo’ visitare l’archvio storico rai)ed a Milano a febbraio ogni anno si tiene una rassegna di settore, quest’anno la rai mostrava l’archivio di Carosello.
Detto questo l’unica che ha mandato avanti il progetto di Carosello è stata MTV, che produce gran parte della sua autopubblicità in maniera creativa e superando il 30″ classico, inoltre ha aperto QOOB un laboratorio di immagini musica e spot prodotti e fatti dagli utenti.
I migliori sono mandati in tv.
http://it.qoob.tv/tv/
Non sono molto allineato su questo argomento, non sono mai stato un tipo da RAI … e il Carosello poi, nemmeno visto … certo rendere tutto il passato fruibile non sarebbe affatto male.
Hmmm…non mi stroncate il Carosello eh? Un’intera generazione è andata a ‘nanna dopo Carosello’. Non sono un nostalgico per natura (non credo) però Calindri con il tavolino in mezzo alla strada e le automobili che sfrecciano ai lati ancora mi commuove…Pensate alla frase “e che c’ho scritto Joe Condor?”…ormai è diventata d’uso comune. Comunque secondo me, se rimettessero in piedi un Carosello (in versione moderna ovviamente) beh, scommetterei sul suo successo.
non era mia intenzione farlo: assolutamente. Pur avendolo vissuto solo di striscio io stesso ho chiaro in mente alcuni jingle e personaggi di Carosello (”Miguel son mi” …EL MERENDEROOOO!!! è un tormentone che non può non rimanerti in testa): è che c’è malinconia per una stagione perduta, c’è rispetto per un modo colto di trasmettere contenuti commerciali (e pertanto miseri), c’è curiosità nell’analisi di un programma che (forse) era effettivamente specchio dei tempi ma c’è anche un po’ di sfottò nel riascoltare locuzioni e rivedere immagini oggi inadeguate soprattutto se trasmesse nel salotto onnicomprensivo di Vespa.
Carosello è stato anche una modalità di comunicazione che ha fatto epoca e la cui riuscita è testimoniata dal fatto che tutti coloro che l’hanno vissuta ne conservano indelebile traccia impressa nella memoria. Ma quanto ha influito il particolare momento storico nella riuscita di quel contenitore? secondo me tantissimo.
Buongiorno,
anch’io cercavo la puntata di Porta a Porta dedicata agli anni di Carosello. Ho guardato anche su Rai click e manca proprio quella puntata.
Potresti dirmi come l’hai recuperata? Se l’hai trovata in qualche luogo della rete e se è possibile vederla?
Grazie
Non so quanto abbia influito il momento storico, ma secondo me le trasmissioni che facevano una volta erano di un altro livello. Considera solo gli attori. Una volta c’erano Manfredi, Sordi, Fabrizi. Oggi ci sono le veline, i grandi fratelli, i pacchi, i finti reality…personaggi senza arte né parte che si spintonano per entrare nel mondo dello spettacolo. Chi ha visto sceneggiati come ‘La cittadella’ con Alberto Lupo, ad esempio, sa di cosa parlo. Non so se sia nostalgia, perché io non sono affatto un tipo nostalgico…
Purtroppo la puntata era stata registrata su una vhs. Sbagliai ad impostare il videoregistratore e mi ritrovai, casualmente, la puntata registrata…