L’articolo “L’illusione della democrazia attraverso il mondo dei blog” apparso ieri su il Manifesto (disponibile anche su VisionBlog) dello stimatissimo fisico (ma anche bravo giornalista tecnologico) Franco Carlini ha resuscitato il “vecchio” dibattito che va sotto il nome di autoreferenzialità dei blogger. Ecco il passo dell’articolo incriminato e sul quale, unanimi, si sono espressi, in disaccordo, blogger del calibro di Luca Conti, Massimo Mantellini, Antonio Sofi e Mauro Lupi (giusto per citare quelli che ho avuto modo di leggere). Ecco il “passo della discordia”:
[...]chi frequenti l’insieme dei blog, specialmente quelli italiani, potrà avere conferma di quanto poco discorsiva, colloquiale e spesso vuota sia la suddetta blogosfera. Noterà come molti autori siano monomaniacali, autoreferenziali e autocitantesi, sovente pronti all’insulto, approssimativi nei giudizi. Persino alcuni tra i migliori giornalisti, da anni nel mestiere e nella rete, quando bloggano, si sentono in dovere di sfoderare fastidiosi toni colloquiali in prima persona, tipo «ho pensato che», «mi arriva una telefonata da ». Ma fai il tuo mestiere, viene da dire: dammi le notizie e il loro contesto, ché delle tue telefonate mi importa assai.
Stacco il telefono, per non esser disturbato (e per non cadere nella tentazione di riportarvi ogni interruzione) e vi dico quello che penso io.
Credo, innanzitutto, che i blog non siano la soluzione a ogni problema della società, dei media e della democrazia italiana: penso solo che siano una novità la cui crescita è stata aiutata anche (ma non solo) dalla semplicità e dall’accessibilità degli strumenti che si hanno a disposizione per crearli. Tuttavia, come dicevo, questo fatto, da solo, non spiega il perché milioni di persone decidano di essere editori e distributori delle proprie idee. Credo che il senso ultimo di tutta questa meravigliosa avventura sia nel senso di alienazione, nella mancanza di potere e, soprattutto, allo schiacciante anonimato che soverchiano la vita moderna.
Il blog permette (almeno in potenza) di uscire dall’anonimato e dall’isolamento ( ne parlavo qualche giorno fa qui ) e da la voce e un posto alle persone per poter discutere, liberamente, di qualsiasi cosa così come si farebbe, tra amici, in un bar.
Tutto questo, è evidente, non riesce a risolvere il problema della struttura oligarchica e partitocratica (si, è vero, lo ammetto: stavo ascoltando Radio Radicale) che governa l’Italia ma, certamente, produce un impatto altamente rilevante. E anche se i blog non creeranno, che ne so, un milione di nuovi Shakespeare, daranno comunque modo a talentuosi personaggi, con qualche cosa da dire, di trovare un pubblico e di farsi notare. Lo scriveva qualche tempo fa l’acuto Mantellini: le chiacchiere “irrilevanti” che si fanno nella blogsfera risultano divertenti e capaci di farci conoscere intelligenze con le quali conversare e che, senza questo mezzo, non avremmo mai conosciuto. Questi attacchi gratuiti e banali ( come faceva notare Luca Conti ) mostrano, ancora una volta, quanto sia viva l’incomprensione per questo nuovo medium. Ci saranno anche in giro blogger “monomaniacali, autoreferenziali e autocitantesi, sovente pronti all’insulto, approssimativi nei giudizi” ma, mi chiedo, quanti giornalisti professionisti, scrittori e accademici non lo sono? La verità è che i blog non sono pieni solo di stancanti monologhi scritti per (o da) persone annoiate o incazzate. I blog sono, spesso, eloquenti come solo le persone non consapevoli della loro lucidità sanno esserlo: sono diretti e senza censure; sono voci nuove che – anche stonando – s’insinuano nel coro della comunicazione “tradizionale”. Sono il segnale, la traccia quotidiana, lasciata da persone che cercano di dare un significato e una forma alle fasi e ai cicli della propria esistenza che, altrimenti, andrebbero perduti per sempre, coperti e annientati dal caos della vita moderna. Basterebbe solo questo per pretendere, dai media tradizionali, più rispetto.
Adesso, però, scusatemi ma vi devo lasciare: c’ho gente che mi aspetta…
Autoreferenzialità, blog, Franco Carlini, giornalismo, Italia, Mauro Lupi, Massimo Mantellini, Luca Conti
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