Ci sono poche cose che mi irritano come il burocratese che si legge nelle comunicazioni delle banche. Non so voi, ma io nel cercare di decifrare questi comunicati, mi sento preso per i fondelli. Prendo una comunicazione qualsiasi di una banca: in nome, ironia dei termini, della trasparenza. Leggo: “La banca si riserva altresì di modificare le condizioni[...] Qualora il cliente rivesta la qualità di consumatore, ai sensi e per gli effetti dell’Art. 3 comma 1, lett. a) del D. Lgs. 6/9/2005 n.ro 206, la facoltà di modifica è esercitabile al ricorrere delle condizioni di legge poste a tutela del consumatore stesso”. Avere capito qualche cosa? Tanto per cominciare: ritenete di essere clienti normali o clienti vestiti da consumatori? e che ne dite del D. Lgs. 6/9/2005 n.ro 206?
Può darsi che tra i clienti di questa banca ci siano i miglior giuristi di questo paese, molti dei quali (ma lo dubito) in grado di recitarvi a memoria qualunque articolo di legge voi gli chiediate (ivi compreso il D. Lgs. di cui sopra), ma non mi sembra una buona ragione per spedire circolari di questo tipo.
Il punto è che ci sono degli obblighi normativi che impongono determinate indicazioni. Ma gestiti in questo modo sono solo una presa per il culo (giusto per parlar chiaro). Purtroppo c’è la solita tendenza a legiferare senza verificare l’efficacia e (soprattutto) l’applicabilità dei provvedimenti. Aveva ragione quel mio collega che, forte della sua esperienza all’estero, diceva che gli italiani “sanno bene come non farsi capire”. E che cosa fanno gli italiani, se vogliono decifrare la circolare demente? Prendono il telefono, cercano l’impiegato conoscente e gli chiedono: “senti, mi spieghi un po’…”. Il contatto informale, l’amicizia: così, in Italia, si sopravvive…
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7 commenti
Completamente d’accordo.
Facciamo una petizione?
Guarda, mi hai ricordato una delle cose che odio più.
In effetti, caro Fabio, è una cosa estremamente frustrante. Mi dispiace avere toccato (proprio di domenica) quest’argomento così “odioso”: spero di non averti rovinato la giornata.
Gianluca: basterebbe un po’ di buon senso da parte di chi compila questi comunicati. Basterebbe volersi far comprendere. Ma forse è proprio questo quello che non vogliono… l’idea della petizione, cmq, non è da scartare ( è possibile, però, che c’abbia pensato già qualcun altro: qualcuno ha idea di come verificarlo? )
No, va bè, non preoccuparti. Non è un odio così estremo.
OT problematico: guarda che il tuo form per i commenti che “ricorda” chi sono mi impedisce di mettere il captcha. E se clicco su
ho dovuto cancellare i miei cookie per postare questo commento.
changeper fare riapparire tutti i campi del form non succede niente…Fabio: grazie per la segnalazione…
…10 pagine sono arrivate proprio l’altro giorno in nome della trasparenza da parte della mia banca. Voci sparse, nessuna numerazione delle stesse, linguaggio extraterrestre…alla faccia della trasparenza.
Dopo un minuto di lettura mi sono solo concentrato sulla voce “spese chiusura conto”. Sembrano non esserci.
E io chiudo…
Ciao e a presto.
pare che sia una pessima abitudine di molte (se non tutte le) banche… consoliamoci, almeno, col vecchio detto “mal comune mezzo gaudio…”.
Benvenuto.