«Lo hanno soffocato con una sciarpa e gli hanno tagliato la testa sotto i miei occhi. E’ stato terribile, terribile. Il collega afghano accanto a me ha cominciato a piangere, con le bende agli occhi, messo in ginocchio nel deserto, le mani legate dietro, poi hanno cominciato a dire “In nome dell’islam” e compagnia cantando. Prendevano questo povero cristo e lo soffocavano nella sacca e gli tagliavano proprio la testa. Poi pulivano il coltello sul suo vestito. Io tremavo ovviamente, perché pensavo adesso tocca a me».
Chissà se ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di sedersi accanto ai rappresentanti dei talebani al tavolo della Conferenza di pace sull’Afghanistan…
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