aggiungi un posto a tavola…

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«Lo hanno soffocato con una sciarpa e gli hanno tagliato la testa sotto i miei occhi. E’ stato terribile, terribile. Il collega afghano accanto a me ha cominciato a piangere, con le bende agli occhi, messo in ginocchio nel deserto, le mani legate dietro, poi hanno cominciato a dire “In nome dell’islam” e compagnia cantando. Prendevano questo povero cristo e lo soffocavano nella sacca e gli tagliavano proprio la testa. Poi pulivano il coltello sul suo vestito. Io tremavo ovviamente, perché pensavo adesso tocca a me».

Chissà se ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di sedersi accanto ai rappresentanti dei talebani al tavolo della Conferenza di pace sull’Afghanistan…

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15 commenti

  1. Pubblicato 20 Marzo 2007 alle 17:04 | Permalink

    Io sono felice che sia stato liberato, ma allo stesso tempo abbastanza deluso.
    Abbiamo liberato 5 macellai per salvare un uomo prigioniero di un macellaio. La cosa fa onore, ma il prezzo mi sembra esagerato.
    In afghanistan abbiamo un contingente, i soldati rischiano la gola tutti i giorni, chi più, chi meno.
    Gli altri stati non avrebbero trattato\ceduto, noi lo abbiamo fatto.
    Sarò giovane, sarò stupido, sarò poco preparato, ma non credo che l’italia abbia fatto poi chissà che gran cosa … se non quella di abbassare la testa di fronte al nemico e dire pubblicamente: “avanti così, 5 alla volta li libereremo tutti” … scus per l’eventuale stupidità della mia risposta, ma a me pare sensata …

    … ciao.

  2. Alfredo
    Pubblicato 20 Marzo 2007 alle 17:58 | Permalink

    Caro Mavero, vallo a fare a Mastrogiacomo questo discorso. Vedrai cosa ti risponde…Prova a indovinare…

  3. Pubblicato 20 Marzo 2007 alle 18:25 | Permalink

    Complimenti per la liberazione…abbiamo abbassato la testa ma l’importante era portare a casa sano e salvo Mastrogiacomo, anche se sono un pò contrario al pagamente del riscatto, comunque…!

    Io sono favorevole ad un tavolo con i talebani, tuttosommato sono loro il problema, e se non si discute con loro, con chi si dovrebbe fare? Qui si rischia un Iraq2, non bisogna fare gli stessi errori fatti li!

  4. Pubblicato 20 Marzo 2007 alle 19:08 | Permalink

    Premetto che salvare anche una sola vita umana è cosa degna del massimo rispetto e, direi, sacrosanta. Si paga e si è pagato (anche in passato) in queste circostanze perchè è così che fanno tutti: lo si è fatto (segretamente) con le due Simona, con la Sgrena e così hanno fatto le altre nazioni costrette a trattare per la liberazione di un loro cittadino. Trattare per la vita umana -lo ripeto - è sacrosanto; tutt’altra cosa è trattare i terroristi come se fossero un’entità politica. Come si può, mi domando, sperare in un accordo con persone di questo calibro? sperare che ci sia la volontà di addivenire ad un accordo politico? Com’è possibile sperare di trovare un elemento di riducibilità in persone che hanno una concezione del mondo fatta di dominio, di violenza, di soprusi ed estremismi?
    Se l’inimicizia è basata su una condizione teologica non può esserci, secondo me, trattativa. Col nemico si tratta solo dopo che l’hai sconfitto: alle tue condizioni.

  5. Pubblicato 20 Marzo 2007 alle 20:33 | Permalink

    Dobbiamo senza dubbio essere vicini nella festa della liberazione del giornalista di Repubblica, perchè è indegno che un uomo che sta facendo il proprio lavoro di trasmettere le notizie venga rapito da qualcuno.
    Ma bisogna che Italia cambi il metodo di gestione di queste situazioni di crisi che troppo spesso obbligano il nostro stato a “calare le braghe” davanti a terroristi e criminali…e affidarsi a organizazioni “non govenative” come quella di Gino Strada, che fà un servizio alla comunità afgana brillantemente ma non deve sovrapporsi agli enti govenativi preposti. Anche perchè questo mette in continuo rischio i nostri concittadini (militari e civili) che diventano prede preferite per i rapitori, dato che il nostro stato si dimostra accondiscendente e nei rapporti con gli altri alleati..che hanno una diversa gestione delle crisi..con rischi maggiori per i propri cittadini.

  6. Pubblicato 20 Marzo 2007 alle 22:11 | Permalink

    La questione è spinosa: se si accettano le condizioni dei terroristi si può essere messi sotto scacco ogni giorno allora…
    D’altra parte è stato salvato un uomo. La domanda è: quanto siamo disposti a pagare, che tipo di richieste siamo disposti ad accettare per salvare una vita umana (almeno nell’immediato e nella limitatezza della vicenda)?

  7. Alfredo
    Pubblicato 20 Marzo 2007 alle 22:36 | Permalink

    tutt’altra cosa è trattare i terroristi come se fossero un’entità politica. Come si può, mi domando, sperare in un accordo con persone di questo calibro? sperare che ci sia la volontà di addivenire ad un accordo politico? Com’è possibile sperare di trovare un elemento di riducibilità in persone che hanno una concezione del mondo fatta di dominio, di violenza, di soprusi ed estremismi?

    Il tuo ragionamento fila, e allora che proponi di radere al suolo l’Afghanistan? così dopo il massacro della popolazione civile si riuscerà a risolvere qualcosa? ci sentiremo più sollevati?Penso di no.
    penso che il terrorismo non si sconfigge sgangiando bombe di quà e di là, ma facendo venire meno i presupposti che lo alimentano, la prima cosa ad esempio da fare sarebbe una maggiore e più equa distribuzione della ricchezza.Persone che non hanno nulla da perdere,che non vivono in maniera dignitosa(sto ovviamente usando un eufemismo)saranno attratti maggiormente dal terrorismo.Certo c’è chi è terrorista a causa di fanatismo religioso (e/o squilibrio mentale )(Bin Laden), ma almeno si incomincia a ridimensionare il fenomeno

  8. Pubblicato 20 Marzo 2007 alle 23:37 | Permalink

    Ovviamente la liberazione di un ostaggio è positiva.
    Di questo siamo tutti contenti.
    Se paghiamo dei terroristi, però, finanziamo direttamente chi poi usa questi soldi per comprare armi che ovviamente uccideranno, magari non un italiano, ma un afghano e probabilmente non solo uno…
    La domanda (purtroppo spietata) è: meglio un italiano vivo e degli afghani morti?

    Meglio il mio di “aggiungi un posto a tavola” :-|

  9. Pubblicato 21 Marzo 2007 alle 04:25 | Permalink

    se si accettano le condizioni dei terroristi si può essere messi sotto scacco ogni giorno[...]

    ieri sera (prima che parlasse quella brava persona di Abu Omar), a Ballarò, ho sentito un giornalistà (di cui, adesso, mi sfugge il nome) che -provocatoriamente- si chiedeva, vista la sua imminente partenza per l’Afghanistan, con quale passaporto sarebbe stato meglio partire visto che “gli italiani, si sa, sono quelli che pagano”.
    Che poi ti tocca leggere, dopo averli liberati, anche queste dichiarazioni…

    «Sono subito ritornato con i miei fratelli, imbracciando due fucili in modo da riprendere il Jihad per cacciare gli invasori e combattere gli apostati».

    (il grassetto è mio)

    Alfredo siamo tutti (credo) d’accordo che non è con la guerra che si risolvono i problemi (ci mancherebbe), nessuno si sente sollevato se muoiono civili, ma la questione, oramai, non è se intervenire o meno: nel pantano, purtroppo, ci siamo (e anche da un bel pezzo) e la guerriglia c’è ed è in atto. Come uscirsene limitando le perdite (quante più vite umane) è un altro discorso. Dopo lo scambio dei prigionieri i talebani hanno esultato (sparando colpi in aria) perchè, politicamente, il loro è stato un atto vincente. In italia durante il rapimento Moro, si scelse di non trattare con le BR perchè, altrimenti, si sarebbe legittimata l’azione politica di questi criminali. La “linea dura” fu difficile da tenere: cadde, sul campo, un innocente che, purtroppo, pagò per tutti, ma, vivaddio, si riuscì a spegnere (almeno nell’immediato) un movimento rivoluzionario armato che chiedeva, con la forza, un riconoscimento politico, una legittimazione politica. Il punto della questione - lo ripeto la guerra c’è, è in atto - è: si può trattare con questi tipi? sencondo me, no.

    @Enrico:

    Meglio il mio di “aggiungi un posto a tavola”

    Decisamente. Ancora auguri…

  10. Pubblicato 21 Marzo 2007 alle 08:35 | Permalink

    Col nemico si tratta solo dopo che l’hai sconfitto: alle tue condizioni.

    Ma noi non lo abbiamo sconfitto … ci siamo adeguiati alle loro condizioni e che mastrogiacomo mi mandi pure a quel paese, ma io non sono daccordo.

  11. Pubblicato 21 Marzo 2007 alle 10:41 | Permalink

    Questo articolo a me ad esempio è piaciuto molto, abbastanza vicino al mio modo di vedere “il problema”, scritto ovviamente meglio di come io lo abbia esposta pocanzi.

  12. Pubblicato 21 Marzo 2007 alle 11:09 | Permalink

    Come ha precisato giustamente Fassino: la pace si fa *con* il nemico. E’ sempre stato così. Infatti si parla di *negoziati* di pace. I negoziati si fanno con tutte le parti coinvolte mi sembra. Altrimenti si lascia da parte la pace e si ‘esporta’ democrazia con la guerra in modo UNILATERALE (sono 5 anni che si combatte in Afghanistan e non è cambiato nulla, idem per Iraq). Io non vedo alternative. Quindi è logico che ci siano anche i talebani. Non capisco neanche l’atteggiamento della Bonino. La proposta di Fassino è logica, ineccepibile. Cmq, tanto per chiarire, i ’signori della guerra’, non sono terroristi ma guerriglieri. Poi, lo stato italiano non si è affatto calato le braghe, al contrario: ha battuto il pugno sul tavolo per eliminare interferenze da parte degli alleati. Ha fatto quello che doveva fare. E’ stato un Governo forte e deciso. Non metterei in mezzo le BR e Moro che è tutta un’altra storia (il discorso sarebbe lungo). Infine, visto che si parla tanto di terroristi e di esportatori della pace, io darei un’occhiata a questo documento: http://www.ecplanet.com/print.php?id=21225&madre=5

  13. Alfredo
    Pubblicato 21 Marzo 2007 alle 12:32 | Permalink

    Sono subito ritornato con i miei fratelli, imbracciando due fucili in modo da riprendere il Jihad per cacciare gli invasori e combattere gli apostati».

    Che ti aspettavi che dicesse: Approffitto della mia liberazione per diffondere nel mondo il messaggio universale di pace?

    In italia durante il rapimento Moro, si scelse di non trattare con le BR perchè, altrimenti, si sarebbe legittimata l’azione politica di questi criminali. La “linea dura” fu difficile da tenere: cadde, sul campo, un innocente che, purtroppo, pagò per tutti, ma, vivaddio, si riuscì a spegnere (almeno nell’immediato) un movimento rivoluzionario armato che chiedeva, con la forza, un riconoscimento politico, una legittimazione politica

    Il rapimento di Moro è tutt’altra questione e il discorso sarebbe lungo, concordo con Maurizio Silvestri. Da un lato lo stato tenne la linea dura con i brigatisti per non legittimare politicamente la loro azione, ma dall’altro attraverso questo atteggiamento si cercò di evitare che venissero alla luce collusioni tra la criminalità organizzata e alcuni esponenti politici importanti, nell’ambito dello stesso partito di cui moro faceva parte.

    Il punto della questione - lo ripeto la guerra c’è, è in atto - è: si può trattare con questi tipi? sencondo me, no.

    E che proponi?

    Infine, visto che si parla tanto di terroristi e di esportatori della pace

    Per me non c’è tanta differenza tra un Bush e un Saddam Hussein o un Bin Laden.Questi sono più plateali, mentre il primo(e tutti quelli della sua combriccola)si mascherano dietro le “istituzioni democratiche” e poi nel corso del novecento non hanno esitato ad usare il napalm in Vietnam, a fare la guerra di Corea, ad invadere Cuba, ad appoggiare , finanziare e organizzare (anche militarmente ) vari golpe in America Latina(il più noto il golpe di pinochet) e in ultimo le guerre in Medioriente; tutto ciò per esclusivi interessi economici. Allora dico non si può prima dire Che Putin è un criminale(e lo è!) e poi andarci a braccetto,non si può dire che in Cina non sono rispettati i diritti umani(e non sono rispettati) e poi avere rapporti economici con quella nazione? Se i vari Bush, Berlusconi,Blair, Chirac (e chi più ne ha più ne metta) si comportano cos’ come pensano di acquistare credibilità nei confronti dei loro cittadini?(o meglio per dirla alla Beppe Grillo)dei loro datori di lavoro?
    P.S. Scusami per la lunghezza del commento.

  14. Pubblicato 21 Marzo 2007 alle 12:53 | Permalink

    È una vicenda umana, quella di Mastrogiacomo, che si è conclusa, fortunatamente, bene. Questo “quasi” lieto fine ci lascia liberi di guardare con più serenità alla partita politica che da domani si apre per l’Italia e per il suo ruolo nel mondo. La trasparenza con cui siamo stati informati delle trattative e degli scambi è risultata, lo dobbiamo ammettere, vincente. A questo punto, però, se il governo italiano ha ritenuto di pagare il giusto prezzo per salvare la vita di Mastrogiacomo, dovrà dimostrare anche all’intera comunità internazionale che è ancora in grado di continuare a svolgere il proprio compito in Afghanistan senza trasformarsi nell’anello debole di tutta la faccenda. Delle due l’una: possiamo scegliere di ritirare il nostro contingente da una situazione di guerra guerreggiata o possiamo invece confermare il nostro impegno su un fronte strategico per la sconfitta del terrorismo fondamentalista. Ciò che proprio non si può fare è di rimanere in quello scenario di guerra alla “nostra maniera” raccontando al Paese che i militari italiani si occupano solo di ricostruzione civile (con strane regole d’ingagio) mentre gli alleati rischiano i loro uomini. Un conto è salvare il governo Prodi convincendo Rifondazione e Verdi che le nostre truppe non spareranno un colpo e che il futuro della pace nel mondo passa per un accordo con i tagliatori di teste talebani, ben altra cosa è presentarsi all’Onu come l’unico Paese della Nato disponibile a sedersi al tavolo delle trattative con coloro contro i quali i nostri alleati stanno per scatenare un’offensiva forse risolutiva.

    [...]è logico che ci siano anche i talebani.

    Io penso, invece, che sedersi a trattare con i talebani è illogico e sbagliato: il loro disegno politico, per loro dichiarazione, è incompatibile con quello dell’intera comunità internazionale. La loro posizione jihadista (sfida integralista e totalitaria sul modo di trattare i rapporti umani) va combattuta con la forza.

    La proposta di Fassino è logica, ineccepibile.

    io credo che l’Italia abbia proposto la conferenza di pace solo per ragioni di politica interna: un lenitivo per le tribolazioni di Rifondazione comunista e Verdi.
    I talebani -e in questo che Fassino, secondo me, ha detto una cosa imprecisa- non sono interessati a che la guerra finisca perchè il loro scopo è rovesciare (creando destabilizzazione) il governo Karzai (e lo hanno dimostrato chiaramente con la vicenda Mastrogiacomo).
    Invece di proporre questa conferenza di pace in Afghanistan meglio avrebbe fatto il governo italiano a spingere per una partecipazione dell’Europa al processo di stabilizzazione che sta avvenendo in Iraq, dove l’Europa stessa è completamente (e scandalosamente) assente.

    i ’signori della guerra’, non sono terroristi ma guerriglieri.

    Io continuo a chiamarli terroristi.
    I talebani non sono legittimati a rapresentare nessuno. Non sono riconosciuti politicamente dall’ONU e quindi non è necessario che siano presenti ad una conferenza internazionale. La conferenza di pace dovrebbe mirare a coinvolgere, invece, i paesi limitrofi all’Afghanistan (in modo particolare Pakistan e Iran) dove ci sono, purtroppo, settori che operano per contrastare il governo attuale afghano. E’ evidente che a equilibrio ottenuto sarebbe molto più facile estirpare, militarmente, il gruppo -interno- estremista e jihadista.

    PS: mi dite dov’è che ho detto che la l’affaire Moro e il rapimento di Mastrogiacomo sono questioni analoghe?

  15. Alfredo
    Pubblicato 21 Marzo 2007 alle 18:22 | Permalink

    possiamo scegliere di ritirare il nostro contingente da una situazione di guerra guerreggiata o possiamo invece confermare il nostro impegno su un fronte strategico per la sconfitta del terrorismo fondamentalista.

    Penso sia la soluzione migliore; da un punto di vista che potrebbe sembrare cinico (ma in realtà sarebbe solo di tutela prioritaria degli interessi economici nazionali) dico che in Italia già abbiamo troppi problemi economici da risolvere, come dimostra il debito pubblico, quindi ivece di fare finanziare che dissanguano gli italiani , incominciamo ad evitare spese che non dico sono inutili ma non prioritarie per il nostro Paese(ricordo a chi non lo sapesse che il rifinanziamento della missione, che non è umanitaria(ma direi di guerra) in Afghanistan è costata la bellezza di 310 milioni di euro(fonte: Il Mattino) che non sono bruscolini).Anche in Afghanistan, putroppo gli americani mascherano dietro l’intenzione della democraticizzazione di questo paese(che non si dovrebbe esportare con le bombe)fortissimi interessi economici come dimostra il fatto che il governo Karzai è un governo fantoccio; per chi non lo sapesse Karzai è stato per anni vicepresidente di una importante multinazionale petrolifera, di cui non ricordo il nome, i cui maggiori azionisti erano (o sono ancora) G.W.Bush e Dick Cheney..per me 2 2 =4.

    i ’signori della guerra’, non sono terroristi ma guerriglieri.

    Anche per me i signori della guerra sono terroristi, come lo sono i militanti di Hamas che fanno attentati kamikaze, ecc.. ma è terrorista anche il Governo israeliano quando bombarda indiscriminatamente i civili palestinesi, quando rade al suolo interi villaggi palestinesi con le ruspe (che fa che muoiono bambini palestinesi innocenti basta che prendiamo i terroristi di Hamas), quando continua ad occupare il 72% del territorio(non mi sembra un equa distribuzione); è terrorista e prepotente e arrogante, il governo americano che bombarda l’iraq prendendo decisioni unilaterali e se ne frega, per non dire un’ altra cosa, dell’ONU(che vale quanto un fico secco), quando critica la Cina di non rispettare i diritti umani(è vero che non li rispetta)e poi li viola anch’essa nelle carceri americane, nei confronti soprattutto dei detenuti di colore, e a Guantanamo(fonte: Amnesty international) eccc.Quello che voglio dire è che bisogna guardare con obiettività le cose da entrambi i lati.

    mirare a coinvolgere, invece, i paesi limitrofi all’Afghanistan (in modo particolare Pakistan e Iran)

    Questa non l’ho capita, prima dici che illogico trattare con i talebani e poi dici coinvolgiamo il Pakistan e l’Iran?
    Ma ti ricordo che in Pakistan , Musharaff è salito al potere con un golpe militare abbastanza violento e quindi non è proprio il massimo rappresentante della democrazia.e L’iran ? non è considerato dalla comunità un pericolo per la stabilità in medio oriente e uno stato terrorista dal governo americano?

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