«Per amore del mio popolo non tacerò» aveva scritto Don Peppino Diana, 13 anni fa, prima di essere barbaramente ammazzato, nella sua parrocchia, dalla camorra. Evidentemente oggi c’è qualcuno che, per il proprio bene, preferisce tacere.
Qui i particolari. A chi fosse, invece, interessato alla figura del prete anticamorra consiglio la lettura del capitolo a lui dedicato in Gomorra di Roberto Saviano.
Camorra, Diocesi di Aversa, Don Peppino Diana, Gomorra, Roberto Saviano










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2 commenti
Non conoscendo il contenuto del libro del sacerdote siciliano non posso capire però se ad essere ritenuto “scomodo” è lo scomparso Don Diana con il suo operato (a quanto ho capito molto onorevole per lui) o piuttosto le accuse mosse dopo da alcuni singoli, magari ritenuti inaccettabili al punto da volersi sottrarre a qualunque dialogo.
Bisogna vedere che accuse sono… l’articolo così ha un vuoto enorme, una cosa che ogni lettore non può non notare.
Comunque la Chiesa dovrebbe sempre dialogare e chiarire, anche quando pensa di essere accusata ingiustamente.
non solo la Chiesa: è sempre auspicabile un dibattito aperto e chiaro invece della censura e della messa all’indice. Il libro del tuo conterraneo, Fabio, è una documentazione che vuole offrire la chiave per capire, attraverso i fatti riportati, il fenomeno della camorra, il suo radicamento e -tema centrale- l’imbarazzante silenzio calato intorno ala figura di Don Diana da parte della diocesi aversana (chissà perchè è stato un prete di una diocesi così lontana da quella di Aversa a scrivere un libro contro il vescovo Mario Milani). Rosario Giuè si chiede, provocatoriamente, perché tanto silenzio su questo prete coraggioso e scomodo: «forse perché -è la retorica domanda- la memoria ha un costo e richiede di compromettersi?».