La notizia delle dimissioni di Gherardo Colombo dalla magistratura è stata liquidata in una giornata: poche righe sui giornali e qualche servizio veloce nei telegiornali. I media nazionali hanno altro a cui pensare: si predilige il dibattito sulla vita sessuale dei portavoce, dei ricatti presunti o reali che investono i cosiddetti vip con le cosiddette vallette e altri pettegolezzi. Ettoliti di inchiostro versati dalle tante (e troppe) vestali della libertà di cronaca che hanno disquisito sulle presunte censure imposte alle foto-ricatto dei paparazzi quando, nella realtà, la vera censura che, da decenni, sistematicamente, tutti i media nazionali attuano riguarda la cultura della legalità. Una censura feroce in difesa della criminalità economica e politica; una censura contro una minoranza di cittadini (dipinti e diffamati come giustizialisti e forcaioli) che reclama solamente il rispetto delle leggi. Colombo ha lasciato per stanchezza l’incarico che aveva presso la Corte di cassazione: 150 mila sentenze l’anno sono un tsunami che travolge (e sconvolge) tutti se paragonate alle 150 sentenze delle Corti supreme americana o francese. Vuole ricominciare dai ragazzi, nelle scuole, per cercare di contrastare l’effetto prodotto in tanti anni dalla propaganda criminale della tv: un bel coraggio! Ogni tanto, è vero, c’è qualche anima candida che ha ancora il coraggio d’indignarsi per le conferenze pubbliche tenute da questo o quell’altro brigatista rosso, per le offese (più o meno celate) alla memoria delle vittime e ai sentimenti dei familiari; ma è rarissimo che questo accada. Meno raro, purtroppo, è vedere mafiosi conclamati ovunque, persone condannate che ricoprono incarichi in Parlamento (che s’appresta, giusto per dirne una, a votare la riammissione di Previti condannato per corruzione di magistrati), nelle commissioni locali, sui giornali e nei talk show (che continuano, intanto, ad interrogarsi sul degrado culturale che impera nella tv che essi stessi contribuiscono ad alimentare); tutti onorati e riveriti dal leccaculismo giornalistico imperante.
Le dimissioni di Gherardo Colombo sono la dichiarazione e la presa di coscienza di una sconfitta totale della cultura della legalità in Italia. Per quanto può valere io, comunque, gli dico grazie.
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9 commenti
Il nostro paese è come un enorme malato psichiatrico. E’ insofferente verso l’autorità e ha la fobia della “censura”.
I risultati li raccogliamo da anni e anni, ma ancora si vogliono chiudere gli occhi: si continua a dire che i ragazzi e i bambini possono vedere tutto, e che non ci deve essere nessun tipo di filtro. Volgarità, violenza, pornografia… va tutto bene. Siamo evoluti.
Sentire delle voci così interamente indignate, aiuta a sentirsi meno soli nel mare di qualunquismo in cui siamo precipitati, ma credo, Fabio, non si tratti fobie ed insofferenze, ma di volontaria accettazione di questi mali da parte di chi attraverso di essi ha raggiunto posizioni di privilegio, calpestando ogni norma di convivenza civile.
Si penso che siamo una società malata.
P.S. Un augurio a Gherardo Colombo
E dire che qualche genio(Berlusconi)lo considerava e lo considera un uomo (insieme a Di Pietro,Borrelli ecc) quasi un bolscevico che distrugge la libertà di un paese
quanto a tette e culi siamo imbattibili però.
Un altro mattone dell’italia che vale è caduto…
restano solo rovine ormai…
a tette e culi siamo i numeri uno, quanto quoto questa cosa…madonna….che paesaccio che è diventato !
Ma manco in quello. In quantità forse.
Fabio,non togliamo al Paese quel poco che c’ha. siamo imbattibili anche in qualita
Da quando traffico con i blog, ho scoperto che sono parecchie le cose che i giornali NON RACCONTANO. E secondo me parte tutto da lì, dall’informazione. La coscienza va creata, le persone sensibilizzate. La coscienza di classe ad esempio…mica è nata dal nulla. L’informazione ha un potere enorme. Io non leggo più giornali, non vedo televisione…eppure sono molto più informato di prima. Non bisogna fare disfattismo. Io penso ancora che qualcosa si possa fare. Mi ripeto: i blog sono una opportunità enorme: **SFRUTTIAMOLA**. Spegniamo i televisori: vediamo se continuano a produrre nuovi reality! Detto questo…certo, sentire di Colombo che se ne va rassegnato è davvero triste…