«Un accordo importante per la modernizzazione», così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha definito l’accordo tra Governo e Sindacati per il rinnovo del contratto degli statali. L’aumento medio di stipendio per i ministeriali è di 101 euro. Purtroppo, però, da quello che leggo, noto con disappunto che è stato impossibile, anche questa volta, introdurre, nel pubblico impiego, qualsivoglia criterio di meritocrazia. Inoltre, ha annunciato il ministro della Pubblica istruzione Fioroni, dal prossimo anno scolastico - per dare fede agli impegni presi in Finanziaria - saranno messi in ruolo 60mila precari (50mila docenti e 10mila Ata). Un aumento così corposo dell’organico da impegnare nella scuola (senza alcuna verifica del merito e della preparazione, né delle esigenze reali delle strutture e delle carenze sul territorio) com’è che può giustificarsi? C’è stata qualche impennata nelle nascite? siamo stati capaci di attrarre studenti stranieri? vogliamo formare classi da dieci alunni? oppure -più semplicemente- il Governo ha scelto di tutelare (letteralmente “a tutti i costi” ) il posto fisso invece di garantire un’istituzione di qualità?
Io - se non s’è capito - propendo per l’ultima spiegazione…
Scuola, Istruzione, Governo, Sindacati, contratto degli statali










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