Daily Archive for aprile 8th, 2007

la morte di Matteo…

L’altro giorno la notizia della morte di Matteo mi ha messo addosso un’ondata di tristezza infinita. Cosa passi nella mente di un ragazzo da spingerlo al suicidio è cosa difficilissima da immaginare.
Per il cinico “gioco” degli altri un ragazzo, lentamente, giorno per giorno, s’è lasciato morire: ciò che per gli altri era una semplice battutina, tanto per farsi due risate insieme al gruppo, per Matteo era una stilettata dolorosa che apriva una ferita nell’anima che proprio non si riusciva a rimarginare. Bullismo? Forse, ma a quell’età si è spietati e cinici. E’ facile, soprattutto se si è tra amici, di andarci giù un po’ pesante ( a chi non è capitato? ) per il solo gusto di strappare una risata al gruppetto. L’incubo di Matteo erano proprio quelle risatine, quelle allusioni (chissà fino a che punto tali), quel senso di emarginazione che, come una pena (la peggiore delle pene) pesava sul suo capo, ogni giorno.
I compagni di scuola non hanno avuto il senso della misura. Non si sono accorti che era tempo di fermarsi. E a volte è difficile rendersi conto di quanto si possa far male, anche con le sole parole, con i gesti, con i comportamenti, con le allusioni. Spero solo – per loro – che riescano, almeno adesso, a provare un po’ di rimorso, a riflettere sull’accaduto. Quel tanto che basti per farli crescere.
Non è giusto fare della dietrologia; la preside dell’istituto di Matteo è pronta a giurare che l’operato dei suoi professori e degli psicologi della scuola è stato ineccepibile: le volgiamo credere anche se sarebbe giusto – spogliandoci delle nostre certezze – provare ad interrogarci, tutti, se non sia il caso di rivedere alcuni schemi educativi, alcune incombenze formali ed ottuse che trasformano un insegnante sempre più in un burocrate piuttosto che in un educatore. Davanti ad un ragazzo che si uccide perché percepiva delle ostilità discriminatorie legate alla sua sessualità, occorre interrogarsi un po’ tutti. Un po’ di più, però, dovrebbe farlo chi alimenta la paura per il “diverso”, per l’”innaturale”.
Il mio pensiero laico, in questo giorno di Pasqua, va a Matteo (a cui almeno non hanno negato, anche se omicidio confesso, le esequie in chiesa) e ai tanti cui l’adolescenza riserva un insopportabile peso – un inaudito dolore – da trascinare giorno per giorno e da cui non sempre v’è scampo.

, , , ,