In segno di protesta, per la presenza allo Yad Vashem (il museo dell’Olocausto a Gerusalemme) di una foto di Pio XII a cui la didascalia attribuisce un comportamento “ambiguo” nei confronti della Shoah, il nunzio apostolico a Gerusalemme, monsignor Antonio Franco, non parteciperà alle cerimonie del “Giorno della Rimembranza” del prossimo 15 aprile.
A partire dal 2006 c’è stato - stando a quanto riportano i giornali - tra la Santa Sede e i responsabili del museo un carteggio per la richiesta di modificare la didascalia incriminata: il precedente nunzio, infatti, ne aveva richiesto una modifica, mentre, dal canto loro, i responsabili dello Yad Vashem avevano risposto, prontamente, che avrebbero provveduto a cambiare la didascalia se il Vaticano avesse messo a disposizione dei ricercatori del museo il materiale contenuto negli archivi segreti del Vaticano al fine di esaminare la condotta del pontefice durante l’Olocausto. Chiaramente gli archivi segreti sono rimasti tali e la didascalia non è stata cambiata.
Pare quindi che sia bastata una semplice didascalia, non un libro, per innescare questo comportamento stizzoso e permaloso da parte del Vaticano che, non offrendo, di fatto, la possibilità di uno studio critico sul presunto “colpevole silenzio“, pretende di dettare a suo piacimento le ricostruzioni storiche.
“Mi fa male andare allo Yad Vashem e vedere Pio XII così presentato - ha detto monsignor Antonio Franco - e questo ho fatto presente nella lettera. Certamente il Papa non può essere messo in mezzo a uomini che dovrebbero vergognarsi per quanto compiuto contro gli ebrei. Pio XII non dovrebbe vergognarsi per tutto quello che ha fatto per la salvezza degli ebrei, messo in risalto da fonti storiche”. D’altro canto però con la sua presa di posizione, per una semplice controversia di carattere storico, di fatto rinuncia a commemorare una tragedia di proporzioni immani come la Shoah. Il tutto aggravato poi dal fatto che c’è stato un rifiuto da parte della Santa Sede per permettere di constatare la verità storica e l’accertamento dei fatti.
Glaciale è stata la nota del Ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni: “La cerimonia allo Yad Vashem ha il fine di onorare la memoria delle vittime della Shoah l’evento più traumatico nella storia del popolo ebreo e tra i più traumatici nella storia dell’Umanità. Per quanto riguarda la partecipazione alla cerimonia, ciascuno si comporti secondo ciò che gli dice la sua coscienza“. Già, la coscienza… come ebbe a dire Edward Bulwer-Lytton “La coscienza è la sostanza più elastica del mondo. Oggi non riuscite a tirarla tanto da coprire uno di quei mucchietti di terra che fanno le talpe, domani copre una montagna.”
Shoa, Olocausto, Yad Vashem, Pio XII, Israele, Vaticano, Giorno della Rimembranza










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7 commenti
un comportamento completamente in linea con quello solitamente tenuto…
Suggerimento: posiziona l’antispam vicino al submit, altrimenti essendo gia un utente autenticato, ajax non mi mostra i dati e mi dimentico sempre dei immettere il codice, ergo … si blocca tutto
ho tagliato la testa al toro
… adesso dovrebbe andare meglio.
Bella la citazione!

E bello il post … Buon fine settimana!
Esagerato!




Mi fai sentire responsabile della prossima ondata di spam
che cinico bastardo che sono
Mi defilo adesso ciao!
Io mi chiedo come vi sentireste a vedere rivolte verso di voi accuse di ambiguità in una vicenda storica così mostruosa. Vediamo la cosa da entrambi i lati, eh…
@Ospite: Nel marzo 2000, papa Giovanni Paolo II si recò nel memoriale dell’olocausto di Yad Vashem e non fu montata nessuna protesta per quella didascalia. In fondo si tratta di una visita che deve commemorare delle persone sterminate, non il ricordo di un Papa. E’ indubbio che la vicenda di quegli anni è controversa e spinosa ma proprio per questo sarebbe auspicabile un serio studio sulle presunte omissioni e reticenze. Perchè, mi chiedo, la chiesa si ostina a secretare alcuni documenti relativi al periodo dell’Olocausto? se esiste ambiguità intorno alla figura di papa Pacelli questo dipende, in parte, anche da questo atteggiamento reticente. Non trovi?