Signora, sono a sua completa disposizione, corpo, anima e frattaglie…

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Quarant’anni fa, in questo giorno, alle 3:30 del mattino, nella sua casa ai Parioli, moriva, stroncato da una serie improvvisa di tre infarti, Antonio Griffo Focas Flavio Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio in arte Totò: attore, compositore e poeta è considerato uno dei più grandi personaggi dello spettacolo nella storia del cinema italiano.
Lo ammetto, sono un fanatico di Totò e non mi stanco mai di rivedere i suoi film, anche se li conosco a memoria. Guardare un film di Totò è come bearsi, ogni sera, del tramonto: anche se sai già come va a finire non ti stanchi affatto di ammirarlo. I film di Totò, pur non essendo tutti dei capolavori, sono delle pillole d’allegria: la sua comicità è esuberante, sovrabbondante, ricca di “perdinci, anzi perbacco” che lui, a volte, pronuncia in maniera spropositata e per questo, ancor di più, eternamente divertenti. Totò rimane un partenopeo marginale sulla cui animalità ridiamo senza ritegno perché ci sentiamo superiori a lui: la sua tecnica è istintiva e sapiente ed è fatta di mimica, di tic e di battute facili e dirette che vengono inserite in un’economia della dismisura, dell’esubero e della forzata ridondanza. Ed è proprio questa sua esuberanza che lo rende rivedibile praticamente all’infinito: la comicità naturale del principe De Curtis va consumata con ingordigia perchè, a differenza della grande opera d’arte - di cui ricordiamo lo schema, i passi salienti, l’atmosfera- non si purifica né si sedimenta nella memoria in quanto -volutamente- senza schema: si rinnova di volta in volta mettendosi costantemente in gioco in un’armonia di nervi e trippa. E così avviene che la sublime scena del vagone letto in Totò a colori (che, leggenda vuole, sia stata del tutto improvvisata) potrebbe essere inserita -con successo- in qualunque film di Totò: non c’è “corpo” tra gag e resto dell’opera, non c’è, come ad esempio nei film di Chaplin, la coerenza testuale: ogni opera di Totò può essere sezionata, decontestualizzata (e, proprio stamani, un’operazione del genere l’ha fatta Beppe Grillo con questo post), rimontata in un’infinità di modi diversi: la risata arriva sempre. Totò resta un insuperabile fenomeno di comicità istintiva, un fatto della natura, come un uragano o una bella giornata di sole. In un’intervista, parlando di se e della sua arte, ebbe a dire:

«Sono ormai all’età in cui si tirano le somme, e io non ho fatto ancora nulla, sarei potuto diventare un grande attore, e invece su 100 e più film che ho girato, ne sono degni non più di cinque, ma anche fossi diventato un grande attore cosa sarebbe cambiato, noi attori siamo solo venditori di chiacchiere, un falegname vale certo più di noi, almeno il tavolino che fabbrica, resta nel tempo, dopo di lui, noi attori se abbiamo successo, duriamo massimo una generazione.»

… evidentemente, nel suo caso, si sbagliava. “È la somma -come lui amava ripetere- che fa il totale”!

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6 commenti

  1. Pubblicato 15 Aprile 2007 alle 08:11 | Permalink

    Totò è un grande. Proprio ieri pensavo di acquistare la collezione dei suoi film in DVD, dopo aver visto la pubblicità in televisione.

  2. Pubblicato 15 Aprile 2007 alle 12:45 | Permalink

    Concordo, totò è un grande! Anche per quelli della mia età!

  3. Pubblicato 16 Aprile 2007 alle 07:15 | Permalink

    Totò, il mito :happy:

  4. Pubblicato 16 Aprile 2007 alle 08:49 | Permalink

    proporrei un brindisi commemorativo…

  5. Pubblicato 16 Aprile 2007 alle 14:24 | Permalink

    … Che bello quel tipo di cinema!!! riuscire a far sorridere senza l uso di turpiloquio o cosce e tette…

  6. Pubblicato 18 Aprile 2007 alle 08:48 | Permalink

    erano produzioni semplici e spettacolari nella loro “spontaneità”. Da standing ovation :happy:

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