Ieri sera, dopo dieci ore di camera di consiglio e ventitre udienze, è terminato il processo d’appello per l’omicidio di Samuele Lorenzi, il bambino di Cogne, ucciso il 30 gennaio 2002. La corte ha deciso. La sentenza è stata letta, i giudici hanno espresso il loro parere. Sedici anni di carcere per la mamma di Samuele, Annamaria Franzoni, tanti dubbi e un’unica certezza: la Franzoni non metterà mai piede in carcere. Una vicenda assurda e, per certi versi, grottesca.
È chiaro che, con la la sentenza di ieri, è stata messa la parola fine su una vicenda che finita non è. Nei prossimi giorni assisteremo, ne sono certo, allo scontro epico tra colpevolisti e innocentisti che, a suon di comparsate, nei salotti di Enrico e Bruno, sviscereranno ogni atteggiamento, ogni dichiarazione, qualsiasi comportamento della Franzoni. Tutti avranno la possibilità di dire qualsiasi cosa.
Che cosa dire? C’è altro che ancora non è stato detto? Non so. Quello che a me ha fatto più male, di tutta questa faccenda, è stata l’esposizione mediatica di un dramma; la banalizzazione del male avvenuta sotto i riflettori della televisione.
Un bambino è stato massacrato, una mamma era imputata come unica colpevole, e c’era chi si alzava alle 3 di mattina per andare a prendere il bigliettino d’ingresso ed assicurarsi un posto in prima fila solo per dire -magari dal parucchiere, tra uno shampoo e una messimpiega - “io c’ero”!
Tutto questo mi fa schifo.
Il circo leva le tende. La donna cannone, lanciata oltre il telone, è sparita. Gli elefanti e gli orsi ammaestrati sono stati caricati nelle loro gabbie. Le luci si spengono, la gente scema e sul pavimento rimangono solo contenitori vuoti di bibite e pop corn consumati, calpestati e gettati via da parecchio tempo. La festa è finita. Rimane, in bocca, l’amarezza di non aver potuto vedere di più e, soprattutto, di non aver potuto, tutti, rubare il naso rosso del pagliaccio per il solo piacere di poter dire: “Io ce l’ho!”.
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7 commenti
pure troppo poco le hanno dato secondo me … bah
non c’è pena giusta per una che ha ucciso suo figlio…
Intanto la cosa non è affatto finita perché la difesa ricorrerà in Cassazione. Secondo, certo, l’aspetto mediatico si sa, in Italia tira, ma la cosa che più lascia perplessi è una sentenza senza movente e senza ARMA DEL DELITTO. Io non so se la Franzoni sia colpevole o innocente, so solo che mi sembra un giudizio sommario questo. In galera dovrebbe andarci chi viene DIMOSTRATO che sia colpevole, non chi è semplicemente sospettato. Non dimentichiamoci della strage di Erba: è un attimo finire in galera perché sospettati di essere dei mostri e perché extracomunitari. Questa sentenza è FONDATA sulle perizie psichiatriche (tempo fa una di tali perizie fesce scarcerare un pericoloso maniaco che, appena libero fece un’altra vittima). Gli psichiatri non hanno la sfera di cristallo e sono lontani anni luce dalla verità. Non sapevo dei biglietti alle 3 del mattino, ma quelle non sono persone, non meritano neanche la mia attenzione. In effetti mi fanno schifo, sono d’accordo con te Biagio. La mia attenzione però è rivolta verso il processo-farsa.
Leggerò, appena sarà depositata, la sentenza anche se, ad ogni modo, non ho né gli strumenti né le competenze per sentenziare sull’operato dei giurati: il mio era solo un piccolissimo appunto sull’atteggiamento di parecchi “avvoltoi” del caso Cogne…
Certo che se è innocente (dimostrazioni di colpevolezza non ne abbiamo viste) le stanno facendo passare un doppio inferno a quella donna.
Bisogna aspettare la sentenza della Cassazione.
Penso che una persona che arrivi ad uccidere il figlio non sia tanto sana di mente. Certo se dichiarata colpevole dovrà stare in carcere per la sua pericolosità sociale ma dovrà(dovrebbe) anche essere curata.
Il fatto dei bigliettini non l’ho capito..
Ah i bigliettini del circo! Ma la cosa che mi chiedo : è così divertente andare a vedere udienze del genere? a me non divertirebbe ma
metterebbe tristezza e sgomento. e poi quelle persone non lavorano?