Chiare, fresche e… poche acque!

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Finalmente è emergenza siccità! Non che io ne sia contento, si badi, semplicemente mi chiedevo se (e quando) se ne sarebbero accorti tutti.
Sarà che vengo dal sud e conosco, fin troppo bene, il deserto dei campi e la brutta sensazione di ritrovarsi davanti ad un rubinetto dal quale non esce l’acqua ma solo borbottii di aria; sarà che spesso, da bambino, vedevo mia madre che riempiva la vasca perchè l’avevano avvisata che sarebbe mancata l’acqua per qualche giorno. Senza mai aver dovuto monitorare il livello del Po, credo che chiunque abiti alle mie latitudini abbia, da sempre, convissuto con questo annoso problema e si sia, da sempre, reso conto di quanta poca acqua ci sia a disposizione di tutti.
Finalmente, quindi, è emergenza. Ma non vorrei ( illuso ) che si ricorresse alla solita toppa mal cucita per riparare questo disastro: fino a quando non si vorrà davvero affrontare l’emergenza ambientale in modo globale, faremo finta di curare il malato con le solite cure paliative. Purtroppo da quello che sento e vedo in giro, pare che la strada che si sta percorrendo sia, ancora una volta, abbastanza improvvisata se non, in alcuni tratti, del tutto inopportuna: l’unica via di salvezza, infatti, pare sia quella di fare ricorso alla (buona) volontà del singolo, alla singola coscienza civile, fingendo di scordare che la coscienza non è patrimonio di tutti, ma ancora e solo di alcuni.
Così (pur sapendo che c’è qualcuno che si sollazza, in mezzo alle sue bollicine, dentro cinquecento litri di acqua, nella sua Jacuzzi) mi capita di sentirmi in colpa per aver indugiato troppo sotto la doccia, oppure per aver tirato troppe volte lo sciacquone o anche per essermi lavato i denti e non aver chiuso il rubinetto. Per carità, è giusto che ciascuno di noi limiti gli sprechi però, dati alla mano, mi chiedo come mai si è pensato (attraverso le campagne di sensibilizzazione) di incidere sul 18% dei consumi di acqua (quelli attribuibili, in Italia, alle forniture civile/domestico secondo i dati Ocse 2002) e non - e questo si che è un vero problema - cercando di ammodernare la rete di distribuzione dell’acqua per limitarne gli sprechi? in alcuni Ambiti Territoriali Ottimali (le cosiddette ATO) le perdite di carico sono superiori al 55% (una perdita fisiologica è intorno ai 7/15%!). Caso limite -lo segnala il dossier acque del WWF del 2007- è l’ATO di Avezzano in Abruzzo dove le perdite ufficiali sono pari al 77% dell’acqua immessa nelle reti: introduci 100 litri nella rete e ne arrivano, al consumatore, solo 23 litri: incredibile! Se questi dati fossero quelli della rete del gas dovremmo tutti affidarci alla pietas di Santa Barbara per non saltare in aria. Metti poi che nessuno chiude i circa (stima in difetto) 1,5 milioni di pozzi artesiani illegali e che non si spingono (anche con incentivi, perché no) gli agricoltori ad ammodernare le loro vetuste strutture che causano perdite (in efficienza) incalcolabili e si capisce perchè, appena non piove, tutti iniziano a gridare all’emergenza idrica. É tempo che la politica - con le sue scelte operate alla luce e sulla base di una visione coerente e globale del vivere insieme e dell’interesse collettivo - riprenda il primato sull’arroganza dei poteri forti, sulla miopia degli interessi settoriali e corporativi. Ma questa, purtroppo, è utopia… e l’utopia, ahime, non disseta nessuno.

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9 commenti »

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    L’ha scritto anche tu che il grosso del consumo non è domestico ma agricolo: a naso direi quindi che il grosso dello sforzo lo debba fare proprio l’agricoltura.
    Sono convinto che ci siano sistemi e tecniche innovative che permetterebbero di coltivare usando molta meno acqua.
    Questo non toglie che anche noi singoli utilizzatori domestici dovremmo evitare gli sprechi.

    Commento di Alberto — 30 Aprile 2007 #

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    Certo Alberto, concordo con te: la cultura a rinunciare agli sprechi è fondamentale. Ma non possiamo illuderci di risolvere il problema affidandoci alla sola coscienza civile. Le tecniche di riduzione delle perdite esistono e sono efficientissime (basti pensare a quelle usate per i gasdotti). Fino a che però risulta più conveniente pompare di più piuttosto che eliminare le perdite non si risolverà mai il problema: il 50% in media di acque perse a livello nazionale è un’enormità. Se poi si continua a far pagare, per l’irrigazione dei campi, non a consumo ma a forfait allora si comprende benissimo perchè si vedono ancora quei sistemi vetusti “a pioggia” che sparano acqua a non finire sui campi piuttosto che sistemi (molto più) efficenti e moderni. Non penso ad un aumento delle aliquote ma ad un incentivo alla modernizazzione delle strutture e, chiaramente, ad un più corretto e consapevole uso dell’acqua.

    Commento di raucci — 30 Aprile 2007 #

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    Parole sante…gli sprechi sono una vergogna per il nostro paese, e pernsare che l’Italia è a rischio desertificazione!! In molti stati si fà la guerra per poche gocce di acqua sporca…e da noi la sprechiamo!

    Commento di m1979 — 30 Aprile 2007 #

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    Biagio se tu vedessi quanto si spreca qua da me… è veramente incredibile la quantità di acqua che si perde… Io, da quando ho visto delle foto della diga che c’è qua a Caracas che non aveva nemmeno 3/4 del volume d’acqua normale, ho iniziato a chiudere tutti i rubinetti che vedevo, quando mi lavo i denti apro il rubinetto soltanto all’inizio e alla fine, cerco di non sprecare quando faccio la doccia, eccc.
    Ma come ben l’hai detto, è una questione di far appello alla coscienza individuale, di educare i figli, la famiglia, gli amici… Penso che (almeno) così riusciremmo a fermare lo spreco d’acqua….

    Commento di Shaindel — 30 Aprile 2007 #

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    Già, hai proprio ragione. Noi nel nostro piccolo qualcosa lo possiamo fare ma di fronte a queste cifre spaventose ti passa anche la voglia di chiudere il rubinetto quando ti lavi i denti…
    D’altra parte la maggior parte delle tubature che perdono stanno sotto i palazzi, sotto le strade, gli ospedali, etc. Che si può fare per risolvere il problema? Qui ci vorrebbe Archimede Pitagorico con una delle sue invenzioni geniali, tipo un super mastice che introdotto nelle tubature tappa tutti i buchi….

    Commento di Francesc@ — 30 Aprile 2007 #

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    Analisi lucidissima del problema. Sarà che anche io vengo dal sud e sono conscio della situazione (anche a me capitavano episodi simili a quelli della tua vasca!), ma come al solito ogni anno ci facciamo prendere dal panico generato dai media per chiudere bene il rubinetto! Poi sappiamo bene che abbiamo una rete di distribuzione idrica quasi medievale ma invece di renderla moderna, mandiamo la protezione civile a distribuire sacche d’acqua potabile. A me non sembra normale.

    Commento di michele — 30 Aprile 2007 #

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    Perchè non lanciamo un appello dalla rete? Forse se iniziamo a fare qualcosa nel nostro piccolo presto diventeremo in tanti…Potrebbe essere una soluzione.

    Commento di Antonio — 1 Maggio 2007 #

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    Credo che il problema acqua sarà una probabile piaga per noi … probabilmente gia in questo secolo … incrociamo le dita … ma la ipotizzo dura, soprattutto per i nostri figli, o figli dei figli …

    Commento di Mavero — 2 Maggio 2007 #

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    Segnalo un articolo interessantissimo di Antonio Cianciullo su la Repubblica di ieri in cui vengono trattati alcuni argomenti esposti in questo post. Ne consiglio, agli interessati, un’attenta lettura.

    Commento di raucci — 2 Maggio 2007 #

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