Ho letto e riletto l’articolo di Francesco Grignetti apparso su “La Stampa” di oggi. Il caso trattato è quello, tristissimo e notissimo, di Marsciano (Perugia): una giovane donna, già madre di due bambini e incinta di otto mesi, Barbara Cicioni, è stata ammazzata di botte. Per questo omicidio efferato e vigliacco è stato arrestato il marito di Barbara, Roberto Spaccino. Secondo l’accusa, l’uomo -è la notizia di oggi- ha agito per gelosia: «Questo figlio -urlò a Barbara in uno dei suoi frequenti scatti d’ira- non è mio, fattelo riconoscere da tuo padre, devi abortire. Sei una mignotta come tua madre».
Sembrerebbe inutile, a mio avviso, spendere altre parole sull’accaduto. Adesso Roberto è in isolamento; ci sarà, a breve, un regolare processo e si accerteranno i fatti e i colpevoli (pare che ci siano altri indagati oltre a Roberto). Invece no. Leggendo, attentamente, l’articolo di Grignetti c’è una frase che, letteralmente, mi ha fatto rabbrividire. C’è scritto testualmente: «I quali (magistrati, ndr), nel dubbio, hanno ordinato un test del Dna anche sulla nascitura.» Ovvero: siccome il movente sarebbe “la gelosia” e poichè Roberto Spaccino avrebbe accusato la moglie di aspettare un figlio non suo, i magistrati che indagano sul delitto hanno disposto l’esame del Dna sul feto. Fermi un attimo. Ragioniamo, con calma, e ammettiamo, per ipotesi, che Spaccino sia veramente cornuto. Che cosa cambierebbe? qual’è lo scopo dell’accertamento? è un’attenuante, ai fini processuali, essere assassini perché cornuti?
Il brivido si trasforma in rabbia: possibile mai – mi chiedo- che in Italia vige ancora “il delitto d’onore”? non era stato abolito -come leggo da wikipedia- nel 1981?
Tutto questo inutile indagare ha il sapore di un ultimo (ed ulteriore) insulto alla memoria della povera Barbara e mostra, ancora una volta, come questo paese tenda, come i gamberi, a camminare al contrario…
Marsciano, omicidio, Roberto Spaccino, Barbara Cicioni, la Stampa, cronaca

Questa è veramente una notizia assurda. I bambini polacchi
Approfittando dell’attenzione mediatica tutta spostata sui risultati elettorali, il Governo s’è affrettato a trovare un
Le schede sono, oramai, state tutte scrutinate e
Lo so. Una volta uno dei suoi più alti esponenti venne a propormi un assassinio da eseguire in combutta, noi e i suoi affari riservati». La dichiarazione, capite bene, che è di quelle al vetriolo e pone, com’è giusto che sia, una serie di domande. La prima curiosità riguarda i tempi: perchè solo adesso l’ex leader di Lotta Continua, condannato per l’omicidio del commissario Calabresi, sente la necessità di fare queste dichiarazioni così clamorose? Perchè solo oggi? Un “appalto” del genere proposto da un funzionario di Stato non lo si tiene nascosto per un trentennio. O sbaglio? Forse ché l’alto esponente dello Stato confidava e credeva nel silenzio di Sofri? e perchè? che rapporto c’era tra i due per spingere un dirigente di Stato ad esporsi così tanto?
L’aria, oramai, è diventata irrespirabile: puzza di politica -come ha ben detto
Nel corso dell’udienza generale di mercoledì scorso, in Piazza San Pietro, Papa Benedetto XVI ha ammesso che nell’evangelizzazione dell’America Latina non si possono «[...] ignorare le ombre che accompagnarono l’opera di evangelizzazione del continente latinoamericano: non è possibile infatti dimenticare le sofferenze e le ingiustizie inflitte dai colonizzatori alle popolazioni indigene, spesso calpestate nei loro diritti umani fondamentali». Anche se, ha continuato il pontefice, la doverosa menzione di tali crimini tuttavia, «non deve impedire di prender atto con gratitudine dell’opera meravigliosa compiuta dalla grazia divina tra quelle popolazioni nel corso di questi secoli».
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