Gentile Augias,
ho (quasi) 36 anni, lavoro, sono una persona colta, leggo ben più di due quotidiani in un giorno, leggo molti libri ed è per questo che non guardo in Tv né Ballarò né Matrix. Voto a sinistra e mi interesso di politica. Ho un bambino di soli due anni a cui cercherò d’insegnare ad essere, semplicemente, una persona per bene, così come i miei genitori hanno fatto con me.
Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di non-aiuto.
Sono diventato un grandissimo razzista e - la cosa forse la stupirà - riesco anche a sopportarlo. Detesto fortemente l’arroganza e l’ignoranza dell’italiota medio(cre) e né sono felice.
Non c’è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o sulla metropolitana.
Purtroppo non lavorando al Quirinale non vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi ma di esempi violenti e assurdi compiuti da cotal sottospecie d’italica razza gliene posso narrare a iosa. Vivendo nella provincia di Napoli -nelle zone narrate da Roberto Saviano nel suo libro, ha presente?- m’è capitato tantissime volte di assistere a borseggi (mica solo due) da parte di ragazzi italioti su motorini. Le confesserò che non sono riuscito a sventare nessun atto vandalico (neanche quelli compiuti da qualche mio concittadino che si diverte ad incendiare i bidoni traboccanti di spazzatura). Purtroppo nessun turista di Palermo mi ringrazierà mai per avergli fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato fregato. Peccato: me ne farò una ragione. Però la violenza vista fuori e negli stadi (dove capita anche che un poliziotto, padre di famiglia, perda la vita per mano vigliacca di un’italiota assassino), quella gratuita che si trova anche rappresentata e mostrata in televisione e quella terribile fatta contro gli indifesi e bambini, quella si, purtroppo l’ho vista e ne ho piene le scatole.
Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, non ho più la forza di chiedermi nulla: m’incazzo e vado avanti senza, oramai, scompormi più di tanto.
Sono diventato razzista da quando ho visto maltrattare la legalità - con leggi sempre più tagliate a modino e ben calzanti su certuni imputati- deridere il codice penale e la carta costituzionale. Mi sono, poi, sentito ancora più razzista da quando ho udito slogan che inneggiavano al terrorismo e mortificavano la memoria dei soldati italiani morti in terra di guerra. Ma anche quando vedo che il ragazzino, figlio di italioti, italiota anch’egli si permette di picchiare un ragazzo diversamente abile e, aiutato da una banda d’italioti smidollati, si fa filmare e manda tutto su YouTube, mi deprimo e mi sento ancora più razzista soprattutto perchè ho la certezza che questa specie di sottorazza italiana non si estinguerà, come gli orsi e le foche, nella prossima generazione. Quando poi leggo che un nipote italiota ammazza il nonno per andarsene a divertire a Montecarlo tremo di rabbia e l’ira razzista monta feroce nel mio cuore.
Sono razzista anche quando vedo le statue nelle piazze del nostro Paese sfregiate da frasi imbecille e inutili che mano bianchissime ed italiotissime hanno, insapientemente, scritto. Sono razzista quando, in autobus o sul treno vedo italioti con pantaloni bassi e chiappe all’aria incidere i sediolini con i loro temperini d’ordinanza, oppure quando non fanno sedere gli anziani e le donne gravide o, peggio ancora, quando si fanno una canna e si sbracano, come inutili beoti, su due sedili.
Come vede, caro dottor Augias, sono molto razzista; soprattutto verso quella massa di italioti che scrivono una marea di fesserie e luoghi comuni ed hanno anche il coraggio di mandarle ai giornali. Prima di salutarla, però, se mi permette, vorrei suggerirle di evitare di farle pubblicare (in prima pagina poi) sul giornale dove lei scrive perchè altrimenti potrei iniziare a sentirmi in dovere di essere razzista anche nei suoi confronti che, in un certo senso, pubblicando quelle lettere, istiga quest’assurda mania.
Con immensa stima,
Biagio Raucci.
La Repubblica, Corrado Augias, razzismo, lettere, italiota, Italia










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4 commenti
Rabbia giustificata e quotabile in toto caro Biagio.
Mi piacerebbe inserire anche la mia firma in fondo a questa lettera.
Quoto anche io, per quanto la cosa possa valere
Credo che tu abbia espresso un comune pensiero di tutti gli ex non-razzisti…posso dirti che altrettanto vale per me. Vivo a Roma, in centro, ne vedo e ne sento di tutti i colori…violenze gratuite di ogni specie e sottospecie. Di domenica e di giovedì se si passa alla fermata della Metro vicino San Pietro si sentono solo due cose: parlare rumeno e l’aroma terribile e intenso di alcool.
la microcrminalità sta crescendo a livelli esponenziali. un mio amico è stato preso a “zappate” (si si proprio con una zappa) mentre era fermo sulla via Salaria (zono peraltro famosissima a Roma per il “mercato” di prostitute rumene)al semaforo rosso. Tre energumeni rumeni gli hanno sfracellato i vetri dell’auto per rubargli cellulare e portafoglio. Almeno il portafoglio si è salvato perchè era nel cruscotto. Immaginate lo spavento: venire aggrediti dentro la propria auto mentre si è tranquillamente al cellulare e non si sta facendo torto a nessuno. I carabinieri hanno impiegato un’ora ad arrivare (benchè la zona dovrebbe essere molto sorvegliata vista la prostituzione)e gli hanno consigliato “se vuole fare denuncia la faccia ma tanto è inutile”…
Mi chiedo…ma visto che copiamo un sacco di caxxate dagli altri paesi per una volta non possiamo copiare qualcosa di buono? Non si potrebbe pretendere regplarità? Chi non ha un regolare contratto di affitto e un regolare lavoro se ne deve tornare a casa. Ci sono rumeni che vengono “registrati” se fermati…sulla parola- Mi spiego…senza documenti dicono di chiamarsi taldetali…e magari la stessa persona con 5 nomi diversi continua a fare danni. Non possiamo prendere le impronte digitali? E se non in regola dopo 3 mesi non possono essere rispediti a casa loro? E, ancora, se vengono trovati ancora qui non possono essere messi dentro a SCONTARE la loro pena? Tutta però non una briciola…
Basta…basta…adesso è proprio troppo. Non ci sono le carceri…allora facciamo l’indulto. Mi sembra come dire…se stai male ma non ci sono posti in ospedale ti sparo…e poi per i posti al cimitero cavoli della tua famiglia. Ma che è?
Una vergogna.
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