Incuriosito dai numeri che sono stati diffusi ieri sulla partecipazione alla manifestazione del Family Day, giocando con Google Earth, ho cercato di provare a verificare la capienza massima di Piazza San Giovanni. A spanne ho misurato che la piazza arriva a circa 42.700mq (considerando oltre la piazza vera e propria anche il riquadro del Laterano, il piazzale di San Giovanni e i 9.250mq per i giardini di San Francesco fino a Santa Croce ). Se pensiamo di concentrare 4 persone ( viscine, viscine ) in ogni metro quadro otteniamo una capienza massima di 170.000 persone. Volendo esagerare (e, vi assicuro, che si soffoca), possiamo pensare di arrivare a 250.000 persone - come ha dichiarato la questura - ma a più di un milione («Un milione e mezzo», azzarda Pezzotta), sinceramente, proprio non ci si arriva.
L’ipocrisia dei numeri gonfiati non è che una delle tante ipocrisie cui abbiamo assistito in questi giorni: con la Chiesa che dice di non essersi attivata, di non aver mobilitato le parrocchie anche se fa stampare 25 milioni di volantini e, riempie pulman di fedeli con tanto di magliette anti-Dico.
Gli slogan contro i Dico, basati sulla difesa della famiglia, sono stati, essenzialmente, di natura rozzamente emotiva come lo furono quelli di trent’anni fa, ai tempi del referendum sul divorzio quando i preti battevano le campagne per dire alle donne che, con il divorzio, sarebbero state lasciate dai mariti. É evidente che la realtà della manifestazione che si è tenuta a piazza San Giovanni ha poco a che vedere con la moralità: è stata di natura squisitamente politica. La stessa “politica” che negò i funerali in chiesa a Welby, la stessa che assicurò l’astensione al referendum sulla procreazione assistita. S’è trattato di un atto di forza mediante il quale la chiesa cattolica ha mostrato il suo potere di contrattazione nei confronti dello Stato.
Chi s’è accalcato ieri in piazza San Giovanni insieme agli organizzatori dovrebbero dire in che modo la famiglia verrebbe messa in pericolo dall’introduzione di un blando riconoscimento di diritti reciproci ai conviventi. In che modo la famiglia è stata distrutta in tutti i paesi europei in cui i pacs sono in vigore da anni, dove nessuno si è sentito turbato da alcunché e le nascite (vedi la Francia) sono in aumento.
Ieri s’è consumata, al di là degli effimeri successi mediatici, sotto l’ala protettiva della chiesa di Roma, un’ulteriore lacerazione in seno ad una società, come la nostra, già divisa fra destra e sinistra, fra Nord e Sud, fra onesti e disonesti, fra evasori e contribuenti, fra occupati e disoccupati, fra cattolici (che non possono stare a sinistra) che sostengono che lo Stato dovrebbe riconoscere e tutelare nessun altro modello di famiglia se non il loro e laici che chiedono allo Stato di riconoscere e tutelare la pluralità delle forme di famiglia esistenti nella nostra società.
Family Day, politica, chiesa, piazza San Giovanni, Stato, famiglia, piazza Navona










![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss.png)
5 commenti
L’ipocrisia della chiesa è ormai a livelli stellari. E poi ha ragione la Littizzetto: tutti i politici divorziati, separati, conviventi etc. a difendere la famiglia fa ridere i polli.
Si parla di un milione e mezzo di persone transitate.
In tanti dei sostenitori non c’è nessuna ipocrisia: siamo laici, siamo per il matrimonio civile e anche per il divorzio. Non vogliamo che i benefici che attualmente sono diritti delle persone coniugate vengano estesi a chi sottoscrive il contratto previsto nei DiCo.
I conviventi non sono una categoria sociale. Quasi tutte le rivendicazioni portate avanti ultimamente sono degli isterismi e delle lotte fatte per interesse lobbistico.
Vengono spacciate per lotta per la laicità e contro la Chiesa perché non hanno alcuna consistenza. Ci sono milioni di persone che non sono religiose che non sono d’accordo con il disegno di legge DiCo…
…ma chiaramente ci si confronta solo con quelli con cui fa più comodo e con cui si può esercitare il proprio vittimismo (sport nazionale).
Quella delle persone transitate m’è nuova: le dichiarazioni di Pezzotta riportate dai giornali si riferivano a “persone presenti”. Ma c’è da credere che si sia messo Pezzotta in persona, con certosina pazienza, a contarli a uno a uno… mentre transitavano.
Per il resto continuo a pensare che il punto della questione è che si può essere a favore dei Dico pur essendo sposati e propugnatori della famiglia. Purtropo non è così per quelli che hanno transitato in Piazza San Giovanni: “Chi non è con noi, è contro di noi” è il messaggio che è stato lanciato da quella piazza. Ed è, caro Ospite, un messaggio desolante. Io sono a favore dei Dico e della famiglia, e credo fortemente che chi vorrà sposarsi continuerà a farlo, se ci crede, a prescindere dall’esistenza o meno dei Dico. Credo, semplicemente, che dare una possibilità diversa ad altri che la pensano e vivono diversamente, affiancandola alla scelta di matrimonio, non possa dispiacere o nuocere a nessuno.
Continuo a non capire perchè i Dico dovrebbero sfasciare la famiglia. Ma, da quello che sento in giro, penso che parecchi (ivi compresi gli erranti di piazza San Giovanni) non sappiano dare una risposta a questa semplice domanda.
Biagio come spesso accade, dice cose molto sagge.
La famiglia è sacrosanta, ma “ospite” non è nemmeno una lobby.
Io sono sposato in comune in quanto non credente, ma amante della famiglia, ma reputo che la gente debba poter scegliere.
Immagina di amare il tuo partner, per una serie di motivi … religiosi, personali, cavoli vostri … convivete una vite intera e poi tu muori … il tuo partner era l’angelo custode della casa … ti sembra corretto che a differenza di una moglie non possa godere ad esempio della reversibilità della pensione?
Ripeto, critico chi impone certe convivenze al pari della famiglia, ma capisco anche chi effettua una scelta, più o meno voluta e desidera un trattamento equo o equipollente.
Sottoscrivo in pieno