Santoro e la pedofilia nella chiesa…

Intorno al documentario della Bbc sugli abusi sessuali commessi dal clero cattolico, “Sex crimes and Varican”, vescovi.jpg ma soprattutto attorno al “Crimen sollicitationis” (il documento del 1962 in cui la Santa Sede ordina a tutti i vescovi, pena la scomunica, l’insabbiamento dei casi di violenze di cui fossero venuti a conoscenza) cresce la polemica e la bagarre di strumentazioni politiche.
Il quotidiano dei vescovi, Avvenire, ha subito alzato le barricate ed ha, preventivamente, minacciato uno scontro durissimo nel caso in cui il documentario stesso venisse trasmesso dalla Rai così come è stato richiesto da Santoro.
É chiaro che essendo il video di evidente attualità giornalistica (grazie al fatto che, in rete, è facilmente reperibile tradotto in italiano) la Rai si trova, in effetti, in un vicolo cieco: trasmetterlo significherebbe aprire un incidente grave col Vaticano (ai «calunniatori», nell’articolo di Avvenire, viene chiesto di «chinare il capo e chiedere scusa» ); impedirne l’acquisto vorrebbe dire, invece, avallare le denunce di una censura vaticana. Vedremo, nei prossimi giorni, come e se i vertici di viale Mazzini sapranno farsi intimidire.
Per quanto mi riguarda, penso che il documentario della Bbc andrebbe certamente trasmesso ma, altrettanto certamente, penso che non dovrebbe essere trasmesso in Annozero di Santoro. Mandare quel documentario in onda in quel particolare contenitore d’informazione sarebbe, a mio modo di vedere, un clamoroso errore: la “difesa”, partendo dall’inaccettabile -e provata- faziosità del conduttore, avrebbe compito troppo facile per attaccare la scelta della messa in onda. Inoltre, solo il fatto di mandare il documento in Annozero susciterebbe, nei telespettatori meno schierati politicamente, un’istintiva simpatia per gli accusati. Il fatto stesso, poi, che qualcuno (come il capogruppo di Fi in Vigilanza, Giorgio Lainati) parli di «vendetta per il Family Day», la dice lunga sul clima di bagarre politica ( «Ognuno - ha scritto l’Avvenire - si consola come vuole dinanzi alla vitalità cattolica documentata [...] in piazza San Giovanni» ) che si cerca, ad arte, di creare intorno all’evento: «la sinistra comunista -ha dichiarato Lainati- ha da tempo scatenato, sui media, in particolare nei programmi dei loro fiancheggiatori nella Rai, un’offensiva anticlericale su più fronti». Trasmettere il documentario, a mio avviso, in quella trasmissione rischierebbe di svilire le accuse (scottanti ma delicate) in esso contenute («da bidone della spazzatura» come le ha, sommariamente, bollate l’Avvenire) produrrebbe una deviazione -se non una deriva- verso la politica e darebbe, in tal modo, man forte a chi, di tutta la vicenda, non vuole entrare nel merito. In altri termini, usare quel documentario come una clava contro le gerarchie eclesiastiche è, a mio avviso, controproducente.
Il documentario andrebbe, invece, trasmesso integralmente, senza interruzioni, e seguito poi da un dibattito gestito da un giornalista imparziale e corretto, capace di garantire la pluralità d’espressione a tutti gli intervenuti e dando loro voce con le stesse opportunità.
Nel più volte citato articolo di Avvenire s’è già abbozzata una strategia difensiva. Secondo il giornale dei Vescovi italiani il fatto che l’attuale Papa, allora cardinale Ratzinger, avesse avallato la politica di copertura e segretezza, e fatto applicare le disposizioni del “Crimen sollicitationis”, mentre ricopriva la carica di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (emanando persino un seguito in cui si stabiliva che ogni indagine venisse accentrata in Vaticano) è pura fantasia (roba «da bidone della spazzatura» ) perché l’«istruzione» fu emanata dal Sant’Uffizio nel 1962 e «in quel tempo Ratzinger era ancora teologo in Germania…». Quanto affermano i vescovi è vero (ci mancherebbe), però è anche vero che per vent’anni, l’attuale pontefice, quand’era nelle condizioni di farlo non ha revocato ma anzi ha adottato il documento del ‘62 ribadendone quelle disposizioni nel 2001 e, in un certo senso, rafforzandole.
Riporto, integralmente, da il Corriere:

Il documento (Crimen sollicitationis, ndr) era atto a istruire i casi canonici e portare allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile… obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica… Ratzinger, diventato più tardi Prefetto della Congregazione, firma una Lettera ai Vescovi dove si prevede che il delitto commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno della volontà di dare il massimo rilievo a certi reati.

Ma la domanda che sorge spontanea è a chi andavano denunciate le nefandezze? a chi dovevano essere indicati i nomi dei preti pedofili?
In effetti, in un certo senso, la Chiesa non insabbiava alcunché (e accusarla in questo senso sarebbe sbagliato e facilmente smentibile) e, molto probabilmente, al suo interno, saranno state durissime le punizioni subite da chi si macchiava di tale ignominia. Però, a mio avviso, non è questo il punto. Il fatto da contestare, duramente, è che la Chiesa non abbia denunciato alle autorità civili competenti (alla giustizia civile di uno Stato sovrano) i crimini commessi dai propri aderenti. A me, personalmente, che i preti pedofili siano stati scomunicati o allontanati non importa un fico secco: non denunciare un reato -così grave- commesso in uno Stato libero e sovrano, occultare i fatti alla giustizia civile è reato, si chiama favoreggiamento. Aver ordito una politica mondiale di occultamento di questi fatti alla giustizia civile, per non pagare il danno d’immagine e i danni materiali (stimabili in milioni di dollari) è cosa deprecabile e vile: è questo che contesto alle autorità eclesiastiche. É questo ciò che andrebbe discusso e analizzato con calma evitando inutili polveroni mediatici.

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7 commenti

  1. Pubblicato 22 Maggio 2007 alle 07:39 | Permalink

    Lo facciamo presentare a Marco Travaglio?

  2. Pubblicato 22 Maggio 2007 alle 09:22 | Permalink

    insieme a Vespa, magari

  3. Pubblicato 22 Maggio 2007 alle 10:07 | Permalink

    Concordo che ci voglia un serio dibattito.
    Dirò di più: un dibattito ben fatto non necessita la messa in onda del documentario, potrebbe bastare anche solo un paio di spezzoni.
    Ascoltati Viva Voce di questa mattina (podcast o mp3 sul sito di Radio24) dove Cruciani ha gestito un interessante dibattito avendo mandato in onda solo un paio di spezzoni del documentario: oltretutto, essendo in radio, chiaramente solo in audio.

  4. Pubblicato 22 Maggio 2007 alle 10:22 | Permalink

    Alberto, grazie per la segnalazione: essendo “abbonato” al podcast della trasmissione, solitamente, l’ascolto nel primo pomeriggio; oggi lo farò con molta più attenzione. Anche Nicoletti, stamani, a Melog, ha fatto un accenno al documento delle Bbc e anche per lui non trasmettere il filmato sarebbe come ammettere una censura e quindi avvalorarne il contenuto. Credo -soprattutto per il clima che si è venuto a creare- che sia fondamentale il modo in cui (nell’ipotesi che la Rai acquisti i diritti per trasmettere il documentario) verrà gestita la trasmissione. Sarebbe deleterio (e mortificante) voler creare il “trappolone” mediatico per far di tutta l’erba un fascio e buttarla in politica. Santoro, ne son convinto, gestirebbe la faccenda così. Un giornalista pacato ed equilibrato come Augias, invece, potrebbe ben gestire la trasmissione. (Ma questo, ovviamente, è un parere personale)

  5. Pubblicato 29 Maggio 2007 alle 14:29 | Permalink

    Secondo me, il focus della vicenda è il problema della libertà di informazione. In Rete è possibile raggiungere un pluralismo delle fonti tale da veder rappresentati tutti i punti di vista, mentre nei media tradizionali, i poteri interferiscono sempre sulla libera circolazione delle informazioni. Soprattutto per quanto riguarda il Vaticano che è sempre pronto ad occultare le notizie ad esso sgradite (pare anche in casi gravi come quelli della pedofilia). Anche se a me Santoro non sta paticolarmente simpatico, questa volta spero che riesca a trasmettere il video per far sì che esso arrivi anche al grande pubblico e che almeno si apra un dibattito in merito.

    Per quanto riguarda i terribili fatti raccontati nel documentario, è bene che se ne parli. Una democrazia libera dovrebbe fondarsi proprio sul confronto e sul dibattito. Spetta poi al cittadino decidere liberamente dopo aver confrontato i diversi punti di vista. La Chiesa avrà modo di smentire, rettificare e controbattere, ma non può pretendere che avvenga una censura preventiva perchè ciò è anti-democratico. In Italia purtoppo spesso non funziona così…

    Cmq giovedì Santoro trasmetterà il video, voglio proprio vedere come sarà impostata la puntata e quali reazioni ci sararano!!!

    salpetti.wordpress.com

  6. pepitodesantos
    Pubblicato 2 Giugno 2007 alle 15:07 | Permalink

    per conoscenza

    LA castità del clero

    Secondo la ricerca statistica di Rodríguez Pepe, il 95% dei preti si masturba, 60% ha relazioni sessuali, 20% è omosessuale, 7% abusa di minorenni. Da un campione si ricava che: il 53% ha relazioni sessuali con adulte, 21% con adulti, 14% con minori maschi e il 12% con minori femmine La vida sexual del clero, Barcelona, 1995.

    Fate dell’ informazione quello che volete, ma un punto deve essere chiaro, solo in italia il clero è così difeso dai politici e la verità gravemente insabbiata e le vittime abbandonate. I dati sono verificabili e documentati, come anche il video della BBC èinutile che il vaticano si affanni a dire che sono falsi…tanto non ci crede

    nessuno.

  7. carlo corradini
    Pubblicato 9 Dicembre 2007 alle 00:28 | Permalink

    “Ho 12 anni,mi chiamano principessa e faccio la cubista.”Nella mia
    discoteca è vietato l’ingresso ai genitori.E avete ancora problemi
    con quel ex parzialone di Santoro.
    carlo.corradini.it

Un trackback

  1. Di napoligaypress il 22 Maggio 2007 alle 21:17

    Sex Crimes and the Vatican (ennesima puntata)…

    (AGI) - Roma, 22 mag. - Il direttore generale della Rai Claudio Cappon ha dato il via libera all’acquisto del documentario-inchiesta realizzato nel 2006 dalla Bbc sulla pedofilia nel mondo ecclesiastico inglese e oggetto in questi giorni di un di…

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