Questa mattina alle ore 10.15 ora italiana - spiegano i radicali - a Mosca, davanti alla sede ufficiale del sindaco di Mosca, sulla Via Tverskaja, sono stati aggrediti e malmenati da gruppi di naziskin, e poi dalla polizia che li ha arrestati, gli esponenti radicali Marco Cappato, deputato europeo; Nikolai Alexeiev, radicale russo e Coordinatore del Gay Pride di Mosca; Nikolay Kramov, rappresentante dei radicali a Mosca; Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo.
Una delegazione radicale, insieme a parlamentari europei di altri gruppi sono stati aggrediti con calci, pugni e lanci di oggetti stamani, a Mosca, mentre cercavano di entrare in piazza e consegnare al sindaco - che ieri aveva vietato la marcia definendola un «atto satanico» - una lettera per chiedere maggiori garanzie democratiche. «Siamo molto preoccupati - dicono ora i radicali - soprattutto per le condizioni di Marzocchi che è stato violentemente picchiato».
Ormai in Russia non si manifesta più. È vietato contestare Putin e chiunque cerca di farlo viene arrestato (vedi il caso del campione di schacchi Kasparov) o selvaggiamente pestato a sangue. Lo stato di diritto è revocato. E l’Europa fa finta di nulla: cieca, muta e sorda di fronte alla legge della forza imposta da Putin…










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11 commenti
E’ incredibile..avrei voluto vedere Luxuria!
Rilasciato\a luxuria … peccato
Vedo che l’on. Luxuria ha molti fans
…
Ad ogni modo -al di là delle battute- credo che quanto accaduto sia veramente triste e deplorevole. Oltre ogni bandiera, al di là degli ideali e delle antipatie.
@Mauro: l’on. non è stato arrestato… l’hanno “solo” picchiato…
Mi sta bene lo sdegno e tutto il resto, ma io parto dal presupposto che se io so che a casa di uno mi danno le botte, io a casa di quello non ci vado, nè a consegnare una lettera, nè tantomeno a fare una manifestazione.
Se invece decido di andarci, lo faccio a mio rischio e pericolo.
Non possiamo pensare di esportare la nostra cultura dappertutto cosiccome non ci piace chi cerca di esportare a tutti i costi la propria religione.
Se ci stupiamo che l’europa tolleranre comprenda anche la Russia intollerante, non posso non ricordare che Winston Churchill, prima della II guerra mondiale aveva parole di apprezzamento e di stima nei confronti dell’Italia di Mussolini.
Quelli però erano altri tempi…
@Enrico: è evidente che la protesta non violenta ( provocazione? ) del gruppo radicale mirava alla denuncia di una situazione antidemocratica in quel paese. Non si tratta né di esportare né d’imporre, a mio avviso, la propria cultura, si tratta, semplicemente, di denunciare degli atteggiamenti antidemocratici, fascisti, prevaricatori e discriminatori. Per fortuna anche i parlamentari europei, questa volta, hanno espresso il loro rammarico a quanto è accaduto. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti…
@ Biagio: io non la vedo così.
Penso che se in una nazione viene negato il “diritto” di effettuare una manifestazione omosessuale, questa nazione non sia necessariamente antidemocratica.
In Italia io non ho il diritto di manifestare per l’incesto e per la pedofilia ma non per questo mi sento in un paese antidemocratico.
Ora, possiamo mettere un “limite etico” tra quello che è giusto e quello che non è giusto?
Ad esempio, possiamo dire che omosessuale va bene e incesto no?
Io, dopo le ultime rivisitazioni sull’incesto di alcuni paesi, non me la sentirei.
Ah, come ho già accennato, tra poco tempo il dibattito si sposterà sulla legalizzazione della pedofilia per cui se l’Italia sarà contraria a questo tipo di manifestazioni, sarà necessariamente un paese antidemocratico, fascista, prevaricatore e discriminatore.
Noi come loro…
bhe, Enrico, ma la paidofilia (anche se intesa come devianza) non è mica paragonabile all’omosessualità? Essere omosessuale (avere i.e. un’attrazione sessuale per individui dello stesso sesso), fino a prova contraria, non è un reato! Se e quando il dibattito internazionale si concentrerà sulla legalizzazione della pedofilia (o dell’incesto) diremo la nostra, manifesteremo e cercheremo il dialogo costruttivo con chi non la pensa come noi.
Non mi spaventa chi non è daccordo con il mio stile di vita, con chi non condivide i miei valori; ad una manifestazione è sempre possibile rispondere con una contro-manifestazione: esistono i dibattiti pubblici per chiarire le posizioni e, al limite, per addivenire ad un compromesso. Resto, invece, fortemente turbato da chi con la forza (è questo il punto secondo me) vuole impedire di esprimere un giudizio o di denunciare un disagio: ad una manifestazione non violenta non è possibile accettare che si risponda con la forza. Questo è l’atteggiamento fascista e antidemocratico che mi sento di condannare. Tutto qui.
Biagio, innanzitutto è un piacere dialogare con te.
Io penso che in alcuni posti del mondo non si riescano a tollerare certe manifestazioni che, nel caso del gay pride, spesso diventano vere e proprie provocazioni.
Io so che non posso andare a Cuba e dire male di Fidel Castro.
Infatti non lo faccio, altrimenti rischio un sacco di bastonate e galera sicura.
So che analogamente non posso fare qualcosa del genere in Cina, nella Corea del Nord e probabilmente neanche negli USA.
Non posso farlo in Giappone, in Thailandia e neanche in Vietnam.
Come fanno i politici italiani a sconvolgersi di questo fatto (ampiamente prevedibile) e non dire nulla del Venezuelano Chavez che chiude una TV all’opposizione?
Neanche Berlusconi ha fatto tanto!
Ti ringrazio Enrico. Il piacere è mio d’avere un lettore così assiduo e attento come te. Grazie ancora.
E’ proprio questo l’atteggiamento che mi sento di deplorare. Che ci siano atteggiamenti “antidemocratici” in Stati con regimi totalitari, in un certo senso, penso che sia concepibile. Ma che tutto ciò accada in un paese democratico (a democrazia federativa) con un presidente eletto dal popolo, questo mi lascia veramente amareggiato. Il caso (che citavo nel post) di Kasparov e le pesanti accuse sull’assassino (di stato) della Politkovskaja, mi danno la sensazione di un regime autoritario in cui lo stato di diritto è stato annientato e dove, appunto, gli atti di violenza sono tollerati se non consentiti.
…l’editto bulgaro, a confronto, è una semplice richiesta di prepensionamento
Ma perchè ci meravigliamo tanto? Da uno stato con un drappello di ex militari e agenti del kgb al potere cosa ci si può aspettare…democrazia? Putin non lo ha scelto il popolo, ma Andropov che è l’uomo più potente della Russia per assicurarsi che ci fosse una continuità militare. Per quanto riguarda Chavez e Berlusconi, beh silviuccio ha fatto molto peggio…
Da notare che con Andropov (morto nell’ 84) intendo le alte sfere del kgb…l’andropov di turno ecco, dato che la sua forza simbolica è talmente radicata in Russia che chi lo ha susseguito è stato sempre chiamato così…
Un trackback
[...] suo arresto, la radiocronaca in diretta per Radio Radicale di David Carretta, la documentazione sui pestaggi contro i partecipanti al Gay Pride, l’arresto di Marco Cappato da parte delle forze speciali russe, il duo Tatu, la [...]