Le schede sono, oramai, state tutte scrutinate e l’esito di queste elezioni amministrative è sotto gli occhi di tutti: la CdL ha strappato il Nord all’Unione. Nel comune di Genova, dove il centrosinistra tiene, Marta Vincenzi vince, di stretta misura, su Enrico Musso della CdL. Il centrodestra, invece, ha ricevuto, là dove vince, percentuali schiaccianti. Si è trattato, come giustamente faceva notare Pierluigi Battista stamani sul Corriere, di “una bruciante sconfitta“.
Mentre qui a Sud il risultato non è così facilmente interpretabile (l’operato del governo è rimasto sullo sfondo ed il voto è stato, essenzialmente, caratterizzato dai profili dei candidati, come ci si aspetta dalle elezioni amministrative) a Nord è innegabile, invece, il valore politico del voto. Il segretario diessino Piero Fassino parla di «un voto che sarebbe errato sottovalutare e che sollecita governo e centrosinistra a uno scatto, capace di rispondere alle attese di modernizzazione e riforme», mentre per il leader del Prc, Franco Giordano: «o il governo cambia marcia o si rompe definitivamente il rapporto con il popolo dell’Unione». Lo schiaffo del Nord pare -stando a quello che dicono i giornali- abbia colto nel segno. La parte più dinamica, innovativa e moderna del nostro paese boccia il governo Prodi e la sua politica economica fatta di repressione fiscale, di manovre punitive ma anche di aumento della spesa pubblica, ovvero di sprechi e di privilegi per la “casta” politica e per le sue clientele. Ma anche l’aumento della sensazione di una crescita dei fatti criminali e delittuosi (associati, per lo più, all’aumento dell’immigrazione) ha il suo peso non trascurabile in tutta la vicenda: il problema della sicurezza esiste ed i cittadini si vogliono sentire più sicuri, maggiormente protetti dalle forze dell’ordine.
Il paese è sempre più diviso in due diverse realtà socio-economiche: il “solito” Nord con i suoi produttori-imprenditori (i non privileggiati) che mal sopportano il peso e l’invasione dello Stato e il “solito” Centro-Sud con le grandi burocrazie parassitarie, gli assistiti e le clientele della politica. Ad intercettare i malumori degli elettori del Nord sono Forza Italia e Lega Nord che, in quanto a risposte liberali, lasciano molto a desiderare; pur di non appoggiare il Governo delle tasse e dell’indulto parecchi hanno preferito accontentarsi della solita minestra riscaldata: sulla piazza, purtroppo, non c’è di meglio…
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Un commento
Fassino ha ragione, l’unione ha fatto un programma ed è ora che si inizi a rispettare….sinceramente hanno spostato troppo l’attenzione su argomenti un pò futili (con tutto il rispetto) come i dico, ormai sono mesi che ci litigano!!! E la riforma della legge biagi? Il conflitto d’interessi? La legge elettorale e tutto il resto dove sono finiti?? La gente non dimentica!