Ieri sera Santoro, nel suo “Anno Zero“, ha trasmesso il tanto atteso (e dalla maggior parte delle persone già visto) video della discordia: “Sex Crimes and the Vatican“, girato dalla Bbc e trasmesso in Inghilterra nell’ottobre del 2006. Si tratta del punto d’arrivo, come tutti ben sanno, di una battaglia in cui tutti gli attori coinvolti hanno dato il meglio (o il peggio) di se: tra le polemiche di chi, da un lato, gridava alla censura e dall’altro allo sciacallaggio, la trasmissione è riuscita a scuotere anche il traballante Cda della Rai. Chiaramente la sovraesposizione dell’evento ha tolto al documentario tutta la sua carica dirompente e da ciclone il filmato s’è subito trasformato in un piacevole venticello primaverile. Tutto il programma m’è sembrato estremamente ingessato e, per certi versi, noioso: le stesse raccomandazioni più e più volte ripetute, durante la trasmissione, da Santoro («Ai genitori lo dico e lo ripeto, vi diamo un po’ di tempo per organizzarvi, per decidere se vedere la trasmissione con i vostri figli» ) sembravano fuori luogo: erano i genitori, semmai, che dovevano chiedere ai figli se era il caso di vederlo o meno il documentario, visto che la maggior parte dei ragazzi, quel filmato, l’avevano, quasi sicuramente, già visto su internet!
Ad ogni modo, al di la di quello che il documentario stesso ha denunciato (e che parecchi si sono presi la briga di smontare, minuziosamente, con il codice alla mano) mi pare, a conti fatti, che ci sono delle questioni oggettive che possono essere considerate e che sono emerse dalla trasmissione di ieri sera:
1) ci sono dei preti pedofili;
2) la chiesa ha cercato, in tutti i modi, di evitare che ci fossero delle denunce alle autorità giudiziali da parte dei seviziati o dalle loro famiglie.
Negli USA ci sono state 4000 denunce di casi di pedofilia commessi dal clero: è vero che le condanne non sono moltissime (1000 o poco più ) ma il motivo non è perché i preti sono stati dichiarati innocenti, ma perché moltissime di queste denunce non sono nemmeno arrivate nei tribunali. La chiesa ha preferito, nei fatti, patteggiare la pena pagando, in totale, un milione di euro per risarcire le vittime e per evitare che i propri membri fossero sottoposti ad un processo penale.
Il cardinale di Boston, Bernard Law, si dimise dalla sua carica perchè aveva, per vent’anni, coperto questi casi di abusi e non era stato in grado di gestirli correttamente. Il cardinale di Vienna, Hans Hermann Groer, fu costretto, invece, a dimettersi perché lui stesso era accusato di perpetrare questo crimine nei confronti di giovani religiosi. L’allora cardinale Ratzinger, invece, fu incriminato per connivenza nel reato di pedofilia e ostruzione alle indagini, proprio perché, nella lettera del 2001 che seguiva le disposizioni ufficiali di Giovanni Paolo II, diceva espressamente che la “Crimen Sollicitationis” era in vigore fino a quel momento (questo procedimento giudiziario è stato sospeso nel 2005, poco dopo che Ratzinger fu eletto papa, perchè gli avvocati della Santa Sede fecero presente che si trattava, da parte degli USA, di un procedimento a carico di un capo di Stato. La giustizia Americana ritenne di sospendere il processo perchè non era negli interessi degli USA perseguire un Capo di Stato Estero).
Il fenomeno, quindi, esiste (anche se, per dirla con Santoro, «parliamo di casi singoli» ), investe ed ha investito anche i vertici massimi della gerarchia ecclesiastica e va affrontato. In Irlanda, in un rapporto giudiziario, si è arrivati ad affermare che la situazione della pedofilia nel clero è “endemica”, i.e. completamente diffuso. La Chiesa, coinvolta nella torbida faccenda, ha reagito lavando, per così dire, i panni sporchi in famiglia, facendo quadrato intorno ai suoi membri. L’atteggiamento è stato, chiaramente, un atteggiamento omertoso e connivente: come organizzazione mondiale coinvolta in tante attività educative (asili, azione cattolica, oratori), i vertici della Chiesa hanno cercato di sottrarre i suoi rappresentanti alla giustizia civile per evitare che il tarlo del dubbio potesse, chiaramente, nuocere -tantissimo- alla immagine dell’istituzione stessa. Lo ripeto, a prescindere dal documentario della Bbc e dal successo personale di Santoro per esser riuscito a portarlo in prima serata, la domanda che mi continua a frullare per la testa è: è giusto o no che la Chiesa tenga nascosti, alla giustizia civile, i casi di abusi sessuali che i suoi membri si rendono (e si sono resi) responsabili e di cui le singole Diocesi o la Congregazione vengono a conoscenza? Esiste o no un conflitto tra giurisdizione dello Stato e giurisdizione della Chiesa? Svincoliamo il discorso dal documentario e guardiamo ai fatti. Adesso è proprio su questi che vorrei ascoltare i commenti di chi ha gridato allo sciacallaggio e all’attacco contro la Chiesa. Sempre che il tanto (stra)parlare che c’è stato in questi giorni non venga, come dire, ad affievolirsi fino a che, nuovamente, sul caso venga a calarsi il tanto (da qualcuno) agognato silenzio.
Chiesa, Sex Crimes and the Vatican, Santoro, Anno Zero, Crimen Sollicitationis










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5 commenti
Concordo pienamente. Il programma di Santoro era decisamente edulcorato. Ho scritto cosa ne penso sul mio blog.
Certo, il documentario ha perso l’incisività che ci si aspettava , ma almeno è stato trasmesso anzichè oscurato dalla maggior parte delle tv e quotidiani, dando così a persone che , o per impossibilità, o per una questione anagrafica,non usano internet,la possibilità di vedere il filmato su Internet. Almeno di questo va dato merito a Santoro.
Sono d’accordo con te!!! Santoro si è un pò ridimensionato (forse per paura di essere di nuovo radiato dalla RAI) e tutto il programma è stato lento, a tratti noiso e poco incisivo. La Rete rimane l’unico mezzo totalmente libero (TV anche quei pochi tentativi che si fanno falliscono).
Io ho visto la puntata di Annozero e debbo dire che mi aspettavo molto di più. Ad esempio, visto che c’era presente il realizzatore del documentario, perchè gli hanno dato così poco spazio, mentre hanno fatto parlare moltissimo Monsignor Fisichella? Dov’è la par-condicio?
Se si gira per i blog e per i forum di discussione è possibile trovare dibattiti molto più seri e costruttivi di quello avvenuto da Santoreo. Di sicuro molto più liberi!!! ;-)
L’unica cosa positiva è che il video è stato trasmsso e non si è praticata una censura preventiva, ma a queste condizioni meglio niente, perchè il messaggio che è passato è che si è fatto olto rumore per nulla, mentre non è affatto così!!! ;-)
Visto si è visto, sta poi a noi interpretarlo nel modo corretto e non cedere alle tenazioni del biondino … mah …
Mavero: a quale biondino ti riferisci?
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