«Prevedo molte sorprese». Così stamani a pagina 4 su “Il Tempo”, il senatore Sergio De Gregorio commentava il fatto del giorno: il voto al senato sul caso Visco. Il senatore, presidente della commissione Difesa di palazzo Madama, eletto con l’Italia dei valori di Di Pietro e poi scappato subito sulla sponda opposta col movimento Italiani nel mondo, nell’intervista rilasciata a Salvatore Dama tesseva gli elogi del generale della GdF, Roberto Speciale, e criticava aspramente l’operato del Governo emettendo sentenze su Visco e sulla sua condotta morale («Qui -si legge nell’intervista- delle due l’una: o Visco è la persona perbene e Speciale il menzognero o viceversa.» ).
Appena ha terminato di pontificare sull’operato di questo e quell’altro esponente del governo, ragionando su Senatori galantuomini («ci sono tanti galantuomini al Senato…» ) e su questioni d’onore ecco, precisa, la tegola che gli cade in testa: stamani, il senatore-volta-gabbana è stato messo sotto accusa da un pool di magistrati di Napoli per un giro di assegni da lui firmati e girati e sequestrati in un blitz a casa di Rocco Cafiero, un noto camorrista campano appartenente al clan dei Nuvoletta. Pare che al senatore sia stata contestata anche l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa. Una prima giustificazione emersa sull’accaduto riporta che quegli assegni erano serviti per comprare un immobile che però, pare, sia stato acquistato senza nemmeno l’atto di compromesso.
Insomma il materiale a disposizione degli inquirenti è tanto e tutto estremamente scottante. L’inchiesta è alle prime battute e, molto probabilmente, nei prossimi giorni leggeremo e ne sapremo di più. Prevedo molte sorprese…
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