Allo scoppiettante ministro dell’economia, ultimamente, non gliene va bene una. I suoi guai sono iniziati con la sospensione, da parte del Tar, della procedura messa in atto per la rimozione di un consigliere di amministrazione della Rai, Angelo Maria Petroni. Di li un susseguirsi di “cadute di stile”: si è rifiutato di sottoscrivere -evento più unico che raro- un rapporto dell’Ocse e, tirato poi in ballo nel caso Visco-Speciale, s’è cimentato in quel goffo attacco al generale con cui pensava di chiudere, favorevolmente, la vicenda. E invece no. Ieri, infatti, la Corte dei Conti ha fatto sapere che manca qualcosa nell’atto amministrativo con il quale in Governo aveva sostituito, a capo della Guardia di Finanza, il generale Speciale con il generale D’Arrigo. A non convincere i magistrati contabili sarebbe stato il fatto che il Dpr di nomina di D’Arrigo avrebbe dovuto essere preceduto da un altro provvedimento di revoca del generale Speciale e, quindi, la sostituzione si sarebbe dovuta motivare diversamente. E dire che parecchi, durante il dibattito in aula, avevano notato questo vizio di forma ma autorevoli esponenti della maggioranza, come l’on. Violante, avevano negato, con insistenza, che vi fossero problemi. I problemi, invece, a quanto pare, c’erano, tant’è che il ministro Tonino Di Pietro torna a ribadire le sue critiche pungenti sul modo in cui il governo ha gestito la vicenda Visco-Speciale: «In gioco - afferma in un’intervista al Corriere della Sera - c’è la credibilità del governo, che deve essere assolutamente ricostruita. La fretta - dice - è cattiva consigliera e quindi evidentemente ha causato anche errori procedurali…».
Un altro duro colpo all’integerrimo euroeconomista Padoa-Schioppa che, insieme alla calma, sta perdendo, velocemente, anche quella residua credibilità che gli era rimasta.
Governo, Tommaso Padoa-Schioppa, economia, corte dei conti, Visco, Speciale, Guardi di Finanza










![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss.png)