Contro la pedofilia. Perché?

pedofilia.jpgTutti i fenomeni sociali hanno delle chiavi interpretative, ma ve ne sono alcuni (come le mode, ad esempio) che andrebbero visti come messaggi espliciti proprio perché in tali casi chi fa qualcosa lo fa per comunicare una intenzione, per lanciare un messaggio attraverso un comportamento che diventa comunicazione simbolica. Scriveva Pasolini ne “il discorso sui capelli” riflettendo sulla presenza scenica e muta, nella hall di un albergo a Praga, di due giovani stranieri, con i capelli lunghi fino alle spalle: «ciò che sostituiva il tradizionale linguaggio verbale, rendendolo superfluo - e trovando del resto immediata collocazione nell’ampio dominio dei «segni», nell’ambito ciò della semiologia - era il linguaggio dei loro capelli». Allo steso modo avviene che chi va in giro per le strade di Napoli, ad esempio, con un SUV lo fa non perché ne abbia la legittima necessità ma semplicemente perché ha la il desiderio di comunicare agli altri una propria intenzione: il suo è un atto comunicativo, e come tale va letto.
Da un po’ di tempo leggo, su parecchi blog, della campagna d’opinione condotta da E Polis per l’oscuramento dei siti che appoggiano l’iniziativa “BoyLove Day“, la giornata dei pedofili, che si terrà il 23 giugno prossimo.
Mettiamo subito in chiaro che per ogni persona normale, oggi (non era così, per esempio, all’epoca della Grecia Antica), la pedofilia è una cosa cattiva e su questo non si discute. Allora mi chiedo: che senso ha manifestare, qui in Italia, il proprio dissenso, aderendo ad una petizione (che, è bene sottolinearlo, ha una validità legale nulla. Non sono firme: sono soltanto delle adesioni, sulla cui autenticità, oltretutto, non c’è alcuna garanzia. Si tratta soltanto di una campagna di sensibilizzazione), contro un crimine che l’intera società condanna? Se lanciassi, da queste pagine, una petizione, tanto per dirne una, contro l’omicidio per rapina, contro l’abbandono degli animali, oppure contro l’uxoricidio o il matricidio la cosa non vi risulterebbe strana? Riceverei, ne sono convinto, una cospicua dose di approvazioni: ma, mi chiedo, che senso avrebbe una petizione del genere? Si denuncia, solitamente, per asserire qualche cosa che la maggior parte degli altri non accetta: si manifesta contro la disoccupazione, per i diritti di una minoranza, per le pensioni perché si ritiene che questi siano, di solito, conculcati con la tolleranza dei pubblici poteri, ma, sinceramente, non mi sembra che questo, almeno in Italia, sia il caso dei reati di pedofilia (ricordo la “marcia bianca” in Belgio nel ‘96 quando chi sfilava manifestava anche contro le colpe di omissioni del governo; ma qui in Italia non mi sembra che esistano schieramenti politici che sono favorevoli alla pedofilia). Chi firma la petizione, in effetti, è già consapevole dell’ignominia del reato e non si sensibilizza certo con l’adesione. In quest’ottica ha ragione, a mio avviso, Luca Conti quando afferma che quella di E Polis è stata una «ottima mossa pubblicitaria» che - questo lo aggiungo io - rischia, inutilmente, di demonizzare, ulteriormente, Internet (visto che la notizia che passa è quella dell’oscuramento dei siti che hanno appoggiato il BoyLove Day) per colpa di una manciata di maniaci quando purtroppo - statistiche alla mano - sempre più spesso questi crimini si commettono in ambito familiare e non certo su o per colpa di Internet.
Il sintomo, ad ogni modo, è interessante e tenderei ad interpretarlo così. Con la caduta delle grandi ideologie, la società (cosiddetta) civile ha avvertito il bisogno di sentirsi unita in certe battaglie: c’è la necessità di sentirsi protagonisti nella vita sociale e così ogni qualvolta emerge un tema che tocca la sensibilità comune (e lo sdegno per la pedofilia è certamente uno di questi), ogni volta che si propone un tema intorno al quale ( al di là delle ideologie e delle religioni ) potersi stringere per sentirsi solidale con gli altri, il corpo sociale non perde l’occasione per prendere la parola (e in questo sta la fortuna -almeno inizialmente- dei movimenti come quello della pace).
Così queste pubbliche adesioni da un lato testimoniano della profonda esigenza, da parte di molti, di ritrovare una unità (specialmente in un periodo come questo dove tantissime sono le azioni di divisione che vengono messe in atto) e dall’altro manifestano il bisogno collettivo di prendere la parola e fare sentire la voce dei cittadini, non su questioni di categoria, di gruppo, di confessione, ma su questioni che dovrebbero trovare tutto il corpo sociale consenziente. Temi come la pace e la pena di morte sono temi (e, quindi, esempi) che, quando non strumentalizzati da quello o da quest’altro fronte politico, catalizzano in modo “bipartisan” le adesioni da parte di tutti i gruppi sociali.
In tal senso, quindi, queste manifestazioni di adesioni - che paiono dettate solo da reazioni emotive - ci dicono qualcosa anche sul bisogno che la collettività ha di unirsi nella soluzione dei problemi comuni. E un messaggio chiaro e preciso lanciato alla classe politica (”smettetela di fronteggiarvi su questioni più o meno di dettaglio e unitevi, invece, sui grandi temi comuni” ) su cui la politica stessa dovrebbe meditare con attenzione.

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Un commento

  1. Pubblicato 20 Giugno 2007 alle 14:08 | Permalink

    Guarda, io tempo fa ho avuto una discussione un po’ animata all’interno di un blog su questo BL day. Io sostenevo non solo che la petizione era inutile, ma che il tam tam sui blog non faceva altro che pubblicizzare questo BL day. Io ad esempio non ne ero a conoscenza. Perciò sostenevo che l’unica cosa da fare era ignorare la cosa. Altrimenti, parlandone, si pubblicizzava la cosa e si faceva proprio il gioco dei pedofili. Un evento che non viene riportato in alcun media, in pratica non esiste, no? Beh, ero l’unico a pensarla così. Tutti a dirmi: allora stiamo sempre zitti, lasciamo fare. Non condanniamo la mafia, lo sfruttamento dei minori etc. Tu hai individuato meglio di me il punto: chi non è contrario a queste cose? Ma non hanno senso le petizioni contro la mafia! Allora facciamone una contro le guerre no? Hai visto mai che diventiamo tutti buoni?

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