Daily Archive for giugno 19th, 2007

perchè la legge sia uguale per tutti…

priebke.JPGQuella di Priebke è una storia giudiziaria che mi mette in seria difficoltà. Penso che sia assolutamente legittimo che la Repubblica esiga una giustizia inflessibile nei confronti dei crimini nazifascisti (e per questo, all’epoca, ero contrario a graziare il “vecchio” Priebke) ma, nel contempo, essendo fortemente contrario all’istituto dell’ergastolo (penso che non ci sia giustizia alcuna nel privare una persona, per sempre, della sua libertà, indipendentemente dalla gravità delle sue colpe) non mi scandalizzava il fatto che – nel pieno rispetto delle leggi di questa Repubblica – Priebke potesse lasciare la sua dimora (che è anche il suo carcere) per andare a “lavorare” presso l’ufficio del suo avvocato. Ne, tanto meno, gioisco per il fatto che questo permesso gli sia stato revocato. Lo dico senza usare mezzi termini: Priebke, come persona, mi fa ribrezzo (soprattutto perché non ha mai trovato la forza di pentirsi, pubblicamente, per tutto quello che ha fatto) e i crimini che ha commesso mi ripugnano dal più profondo. La possibilità di concedergli l’uscita giornaliera per recarsi a “lavoro” non era un atto di perdono ma, semplicemente, l’applicazione delle leggi della Repubblica. Suona strano, è vero, il repentino ripensamento delle autorità giudiziarie (a meno di 24 ore gli è stato revocato il permesso di “lavoro” ), ma si sa, la giustizia umana è fallace soprattutto quando chi giudica non è libero di farlo con serenità.
Priebke non merita il perdono per le crudeltà che ha commesso se non altro perché i soli che potrebbero concederglielo sono sepolti alle Fosse Ardeatine. Ma la Repubblica applica le sue leggi, che sono leggi improntate al senso di umanità – grazie alla lungimiranza e all’intelligenza dei padri costituenti- e al fatto che la pena inflitta al reo non è una vendetta ma un modo per costringerlo a riflettere sugli errori.
É evidente che Priebke in libertà era oggettivamente un motivo di turbamento per chiunque (e sottolineo chiunque) senta le Ardeatine come una ferita personale non ancora rimarginata: ebreo o non ebreo, familiare delle vittime o semplice cittadino che non vuole dimenticare la storia quell’eccidio (per tutti) è uno sfregio di una bestialità inaudita. Le dichiarazioni, a tal proposito, del ministro Mastella sono inqualificabili oltre che fuori luogo; «Se facessi parte -dichiarò il ministro appena fu diffusa la notizia della liberazione di Priebke- della comunità ebraica non sarei contento, ma anche come cittadino della Repubblica Italiana resto abbastanza perplesso»: come se le Ardeatine fossero un lutto privato degli ebrei e, cosa ancora più grave, come se gli ebrei italiani non fossero cittadini di questa Repubblica. Mhà?!?
Lo ripeto, al di la delle sterili polemiche, vedere Priebke libero di andare a lavorare (sul motorino) non è e non era un argomento facile da sostenere, ma essere cittadini significa anche saper accettare questi turbamenti per poter pretendere l’applicabilità e l’imparzialità delle leggi. Anche per Priebke.

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