Leggo, con un po’ di disincantato interesse, gli articoli presi stamani da alcuni giornali e che riguardano (manco a dirlo) il discorso Urbi et Orbi pronunciato ieri da Walter in quel di Torino. Trovo opinioni distanti, completamente diverse; profonde alcune, insensate altre. Per evitare giudizi sommari e poco aderenti ai fatti ho preferito stamparmi il discorso e - con una certa fatica - ho iniziato a leggerlo.
Mi soffermo a riflettere; e anche se per un attimo ho avuto la sensazione di credere a quelle promesse c’è qualche cosa in me che s’ostina a non crederci fino in fondo. Una vocina piccola e maliziosa mi ricorda che c’è tanto show nella politica e molta della vita reale, in quello show, nemmeno si vede. Il solco scavato tra elettori ed eletti è sempre più profondo, è un abisso oramai e non è certo un discorso (anche se lungo e ben articolato) che può riuscire a colmarlo. Un solo giorno non basta né, tanto meno, una persona, da sola, può essere in grado di ripianare quel solco, oramai, invalicabile. É il sistema tutto che deve cambiare: la trama di una commedia non si cambia, semplicemente, cambiando gli attori.
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A casa mia faccio quello che cazzo mi pare.
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7 commenti
Però dobbiamo fare qualcosa. E dobbiamo credere in qualcosa.
Lo stato siamo noi!
Non è una cosa distante…..loro, di quelli che stanno seduti li.
Se aumentiamo il solco non li staniamo più!
Sarà che ultimamente sono un tantino sfiduciato e che, oggi, in particolare, mi sento abbastanza avvilito ma proprio non riesco più a credere in qualcosa. Ma passerà. Forse.
Ad ogni modo -al di la dei presentimenti- penso che fintanto che esistono queste regole che fanno nascere coalizioni forzate (tenute insieme per mero opportunismo e non da ideali comuni [a parte l'antiberlusconismo]) nessun partito di maggioranza riuscirà mai ad esprimere, pienamente, una propria identità. Veltroni è stato chiarissimo nel denunciare, ad esempio, i limiti e le responsabilità della “sinistra conservativa” ma con questa vecchia gauche il Pd dovrà, ob torto collo, con tutta probabilità, convivere per contrastare i numeri del centro destra e questa convivenza non può che generare i pasticciacci e i ricatti che hanno “ucciso” la credibilità dell’attuale governo.
Ad ogni modo, col suo discorso, oramai il sindaco di Roma, ha guadato il Rubicone. Non resta che attendere e sperare, fortemente, che dalle parole si passi ai fatti ma, lo ripeto, fintanto che le regole sono queste dubito (ma spero, credimi, di sbagliare) che Veltroni potrà, veramente, riuscire a risollevare le sorti della sinistra italiana e riuscire, finalmente, a percorrere, senza intoppi, quel tragitto che separa, appunto, il dire dal fare.
La tua analisi è lucida. Concordo. E’ vero la sinistra OGGI sta insieme perchè CONTRO e non PER.
Ma lasciamolo provare. Se poi non manda a casa i conservatori dobbiamo solo emigrare.
Devo dir la verità. Le parole mi son piaciute. C’è un abisso fra la sua dialettica, il suo modo di comunicare e…….il mortadella.
Mortadella ha battuto Berlusca con il CONTRO.ù
Uolter deve battere la conservazione di destra e di sinistra.
Ma perchè noi italiani dobbiamo delegare al carisma di UNO quello che possiamo dire tutti, insieme.
Spero che a destra esca subito uno meno opportunista di Silvio e più moderno di Casini.
Due leader moderni, per una politica moderna. E saremo tutti più uniti.
Piuttosto, gradirei il tuo commento (visto che ti considero un attento conoscitore dei nostri polli politici) alla mia critica agli imprenditori.
Ciao
Esposizione chiara precisa e ahimè … realistica … come sempre.
Mah, quando l’ho sentito dire “meno tasse ma per tutti” mi ha ricordato quei grandi manifesti di qualche anno fa….
@Fancesc@ : i certi passaggi del discorso, in effetti, mancava, veramente, solo l’inno di Forza Italia. Pare, ad ogni modo, che i due leader abbiano, veramente, parecchi aspetti in comune oltre, chiaramente, al finale del cognome… rassegnamoci
E’ vero mi era sfuggito!
Non riesco a trattenere la battuta, non ce la faccio davvero:
“che siano due …..oni?
Un trackback
[...] stamani, su un aspetto della “questione Veltroni” che ieri qui avevo appena accennato. Lo spunto per questa riflessione (espressa, in parte, già nella risposta [...]