Ieri, Daniele Capezzone ha lanciato, ufficialmente, il suo network con 13 proposte (definite «13 cantieri per una politica ad alta velocità» ) aperte a chiunque voglia appoggiarle.
Il suo partito, che nulla ha fatto per impedirne la migrazione (anzi), ha pensato bene di accogliere l’evento -comprando una pagina intera sia su Il Foglio che su Il Riformista – con una, patetica, iniziativa tutta pannelliana. Una crociata – giornalisticamente anche definita “una fatwa” – sulla trasparenza dei comportamenti dei politici esemplificando la proposta di legge con (manco a dirlo) il “caso Capezzone”.
Nel viaggio che Daniele si appresta a compiere nella giunga della politica italiana, non sarà solo. S’è attorniato di un valido gruppo di compagni – veri liberali – la maggior parte giovani e, soprattutto, in gamba.
Qualcuno, nei primi commenti al post di benvenuto, ha fatto subito notare l’assenza, nei «13 cantieri», di qualsiasi accenno ai diritti civili; altri, invece, hanno notato l’assenza di indicazioni precise sulla politica estera. Chi conosce bene Capezzone ci rassicura dicendo che i 13 punti sono solo un assaggio. Per il nondetto si rimanda alla storia politica di Capezzone e di chi ha scelto di seguirlo. La squadra è ben affiatata ed è tutta schierata a difesa di un occidente liberale. Il che mi sembra abbastanza importante come premessa. Da qui la nostra piena adesione al progetto. Speriamo di aver visto bene.
Auguri Daniele. I nostri sono auguri sinceri. Senza polemiche.
Daniele Capezzone, decidere.net, Radicali, Marco Pannella, network
Iniziò, in piena campagna elettorale, ad esprimersi usando il suo nuovo lessico politico-istituzionale. Allora,
Commenti recenti