Daily Archive for luglio 14th, 2007

il Guardasigilli…

mastella.jpgIeri pomeriggio Palazzo Madama ha dato il via libera alla riforma dell’ordinamento giudiziario “targata” Clemente Mastella. Prodi ha tirato un sospiro di sollievo (per poco, però, visto che in serata è arrivata la notizia che è indagato a Catanzaro per abuso d’ufficio ), mentre Mastella ha vinto la sua sfida personale con il vicepresidente della commissione Giustizia, Roberto Manzione. Ora il dibattito si sposta alla Camera che dovrà approvare il ddl entro il 31 Luglio, altrimenti entrerebbe in vigore quello “targato” Castelli.
Il pomeriggio di passione per il Governo, però, s’è concluso con la solita polemica del voto dei senatori a vita: l’emendamento Manzione è stato infatti respinto con 158 no e 155 sì. I quattro senatori a vita presenti in aula hanno votato tutti in modo utile per la maggioranza: tre voti contrari (Colombo, Montalcini e Ciampi) e un astenuto (Andreotti). Non ci fossero stati, la votazione sarebbe terminata con 154 voti contrari e 155 favorevoli, e l’emendamento sarebbe passato, con conseguenze probabilmente fatali per il governo (il ministro Mastella aveva minacciato le dimissioni).
Dopo la bocciatura dell’emendamento Manzione all’articolo 4 del ddl Forza Italia, An e l’Udc hanno annunciato di voler lasciare l’aula del Senato e di non prendere più parte alle votazioni. «Con il loro voto, costituzionalmente legittimo, ma politicamente immorale, il presidente Scalfaro e i senatori a vita – ha dichiarato Gianfranco Fini – si sono assunti la responsabilità di alimentare il crescente disprezzo per le istituzioni. Perché un governo che non si dimette anche se non ha una maggioranza politica, è un insulto per la democrazia». Il discorso di Fini è stato, nella sostanza, ripreso da Renato Schifani per il quale «non esiste più una maggioranza politica ed è stato determinante ancora una volta il voto dei senatori a vita», mentre Roberto Castelli, capogruppo della Lega Nord, ha dichiarato: «se per avere i voti siete costretti ad affidarvi ad anziane signore, sempre sostenute da assistenti o badanti… siete alla frutta». Quel “siete”, però, personalmente, lo riferirei a tutta l’Aula, Castelli compreso.
In Italia abbiamo un serie di “problemi” che attanagliano la giustizia (problemi di carenza di personale, di materiali, di fondi); ma fintantoché la politica s’ostinerà a volerla riformare con gli insulti in aula, con le bagarre, le risse e le contrapposizioni difficilmente si riuscirà ad avere un apparato giudiziario, veramente efficace ed efficiente, per poter combattere seriamente la criminalità. Le riforme (vere) del sistema giudiziario, in questo paese, sono come un palazzo, eternamente in costruzione, posto sotto sequestro. Forse è per questo che da noi il Ministro della Giustizia si chiama anche “guardasigilli“.

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