Daily Archive for luglio 18th, 2007

per amor di logica…

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… fino a che arriverà uno più populista di lui che depositerà alla Cassazione una richiesta di legge popolare per vietare, a chi è stato condannato in via definitiva, di presentare proposte di legge.
Così, per coerenza e per amor di logica.

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nulla più riesce a stupirci…

selva170607.jpgE così il senatore di Ambulanza Nazionale ha ritirato le dimissioni. Pare – a sentir le motivazioni addotte – che dovremmo anche essergli grati, tutti, per questo gesto: lo ha fatto per rispetto verso il Parlamento; lo ha fatto per non costringere il Senato ad assolverlo, rischiando di alimentare le dicerie (sic!) sulla “presunta” casta («È mio dovere e rispetto per voi. Se voi mi assolvete potrebbe sembrare la casta che si autodifende» ). Ma, soprattutto, pare che il suo sia stato un gesto di amorevole devozione nei confronti di quei cittadini che gliel’hanno chiesto («I cittadini – ha dichiarato- mi chiedono di restare» ); quanto mi piacerebbe riuscire a scovarne solo uno di questi illustri miei connazionali per vederne, almeno, i tratti somatici e, soprattutto, per gridargli in faccia: «ma vaffanculo!» (visto che da oggi si può usare, io lo uso!).
Il discorso (a tratti farneticante) dell’incivile Onorevole è durato oltre 25 minuti ed ha toccato il ridicolo quando il falso dimissionario ha fatto sfoggio del candore della sua fedina penale (quasi a voler sottolineare il carattere straordinario della cosa) rivendicando di «non essere mai stato toccato da una sola accusa di corruzione, concussione, tangenti, associazione mafiosa o consumo di cocaina».
Quando il Senatore usò il «trucco da vecchio giornalista» la ministro Turco dichiarò, giustamente, che sarebbe stato tragico, se nel momento in cui Selva usava (impropriamente) un’ambulanza per evitare il blocco stradale, ci fosse stata un’emergenza; questo lessico (definito “vetero-comunista” ) pare abbia addolorato, offeso, ma non meravigliato il Senatore («Le parole del ministro Turco – ha detto Selva – mi hanno addolorato, offeso, ma non meravigliato» ), che in aula ha riportato anche i contenuti di alcune e-mail («maledetto ladro», «cane, si vergogni», «schifoso maledetto», «di cuore, sei un ladrone della cosa pubblica per cui rinuncia alla tua carica e sparati un colpo in testa» ) inviategli da cittadini (…perché guardate tutti me?), non propensi (e come dar loro torto) a volerlo vedere ancora spudoratamente ancorato alla sua poltrona.
In effetti qui, oramai, anche noi non riusciamo più a meravigliarci di nulla: ci siamo talmente abituati al peggio che nulla più riesce a stupirci. In Parlamento, oramai, si può tranquillamente chiamare “assassino” un ex giudice come D’Ambrosio, senza per questo essere accusati di usare un lessico (oltre che un’arroganza) fascista (anzi, ci si può addirittura proclamare fascisti, senza incorrere in alcuna sanzione). Si possono occupare, con estrema facilità, gli scranni del Governo e, addirittura, scriversi le leggi dello Stato a casa propria con la consulenza dei propri avvocati. Oramai tutto è lecito.
Da par mio mantengo viva la speranza e – come sempre – continuo a lucidare il forcone. Hai visto mai che, in uno di questi giorni, lo si debba usare?

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